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Brutto tempo in mare: 6 consigli per affrontarlo al meglio | Blog di Marenauta

Di Inserito il 16 Giugno 2019 In Vita a bordo

Vita a bordo

Brutto tempo in mare: 6 consigli per affrontarlo al meglio

Durante una crociera a vela trovare il brutto tempo è frustrante. Quando si pensa alla navigazione infatti tutto viene in mente meno che nuvoloni neri all’orizzonte e groppi di vento, magari accompagnati da scrosci di pioggia e acquazzoni. Nella sfortuna c’è però anche una grande opportunità di affinare la propria tecnica e di capire come il mare cambia in base all’evoluzione del meteo.

Ogni skipper impara a prendere confidenza con il maltempo. Cerca di tenerlo a distanza. Esaminare il meteo e consultare bollettini e previsioni serve proprio ad evitare brutte sorprese in mare. Può capitare tuttavia che una perturbazione arrivi all’improvviso soprattutto in estate e allora l’equipaggio e il comandante non hanno alternativa: devono farvi fronte. Per chi è avvezzo a vivere nella natura i segnali del maltempo in arrivo sono inequivocabili: il vento si fa più sostenuto, il mare s’ingrossa, l’imbarcazione soffre il rollio e il beccheggio. In caso di acquazzoni si riduce anche la visibilità. Il maltempo non fa sconti a nessuno. Quello che però è diverso per ciascuno è la percezione del maltempo in mare. I fattori che la influenzano sono diversi: si parte innanzitutto dalle dimensioni dell’imbarcazione, una barca piccola, diciamo sotto i 10 metri, soffrirà di più il maltempo naturalmente, mentre uno scafo più lungo è più solido, più comodo e affronta meglio vento e frangenti.

Anche le forme della barca condizionano molto la percezione dello stato del mare. Scafi non molto dislocanti e leggeri vengono sballottati come tappi da sughero, mentre barche con la chiglia lunga e di stazza più importante fendono meglio il mare anche quando questo è tumultuoso. Altri fattori determinanti sulla percezione del maltempo sono l’andatura, lo stato di salute dell’equipaggio e anche la distanza dalla costa.

 

La decisione su cosa fare spetta allo skipper

Ebbene cosa fare quando durante la navigazione si entra in una finestra di maltempo? Solo l’esatta consapevolezza delle proprie competenze e delle prestazioni della barca possono aiutarci a prendere la decisione giusta: si può fuggire dalla burrasca oppure adottare una resistenza passiva ma limitare la sofferenza dell’equipaggio e delle attrezzature. È lo skipper a prendersi la responsabilità di questa scelta. Ci sono tuttavia alcuni comportamenti che vanno messi sempre in atto e che possono aiutare ad affrontare il brutto tempo al meglio.

 

01 Indossare il salvagente e assicurarsi alla jack-line

La prima regola è che quando la barca comincia a sbandare e va incontro a spruzzi e onde è fondamentale che ogni membro dell’equipaggio indossi il proprio salvagente e si assicuri con la propria cintura di sicurezza alla jack-line. Quest’ultima è una cavo che si stende per tutta la lunghezza della coperta, da prua a poppa e che evita di cadere fuoribordo. La jack-line va predisposta sia di giorno che a maggior ragione di notte quando la visibilità ridotta aumenta il rischio di essere ritrovati. Con il mare mosso e i frangenti che inevitabilmente frangono sullo scafo è necessario inoltre chiudere tutti gli oblò e gli osteriggi per non imbarcare acqua e ritrovarsi con gli interni della barca allagati.

 

02 Ridurre la velatura

La seconda regola è quella di ridurre le vele per tempo. Una presa di terzaroli, o un cambio di fiocco, se fatti in anticipo sono un gioco da ragazzi. Fatti in ritardo diventano faticosi e difficili, qualche volta pericolosi. Eppure si tende sempre ad aspettare. È un errore che fanno i novizi come i veterani. In genere si aspetta perché magari si spera in una perturbazione passeggera oppure perché l’equipaggio comincia a soffrire e non essere molto lucido. Alcuni diportisti semplicemente approfittano dei rinforzi di vento per far correre la barca, godersi le surfate, gli sembra uno spreco rinunciare a navigare a tutta.

In realtà quando la barca è sovrainvelata è tutt’altro che efficiente: sbanda di più, le manovre si sovraccaricano, l’armo velico è più sollecitato, il timone di indurisce. Basta ridurre la tela per accorgersi che la barca mantiene più o meno la stessa velocità, ma è tutto più facile, comodo e leggero.

 

03 Chi non manovra va sottocoperta

In caso di maltempo è bene ricordare che la parte più protetta dell’imbarcazione è sempre quella sottocoperta. Anche in caso di barche con pozzetto centrale o protetto da cappottina e paraspruzzi. Negli spazi interni infatti si è all’asciutto, protetti da vento e acqua e soprattutto si evitano cadute accidentali fuoribordo. Coloro che non sono impegnati direttamente nelle manovre, nei turni al timone o nei cambi di vele è bene che scendano, in particolare i bambini se si trovano a bordo. In coperta dovrebbero restare solo il timoniere e i suoi aiutanti. In caso di lunghe navigazioni lo skipper predispone i turni di guardia che a rotazione impegneranno tutto l’equipaggio. Sottocoperta si è comunque soggetti agli sballottamenti dello scafo poiché rollio e beccheggio si avvertono con maggiore forza. Per evitare il mal di mare può essere utile sdraiarsi, coprirsi bene ed evitare pasti dalla digestione impegnativa.

 

04 Tenersi alla larga dalla costa

Quando si naviga con mare grosso e scarsa visibilità è più difficile tenere andature costanti. Quindi il timoniere deve costantemente correggere la rotta ed essere più prudente nei confronti di ostacoli e bassi fondali. Con il brutto tempo è imperativo tenersi alla larga da bassi fondali, isole e promontori consultando con cura gli strumenti di navigazione, portolani e carta nautica. Vento e corrente possono aiutare se spingono al largo oppure rendere tutto più complicato. Equipaggio e timoniere devono collaborare comunicando le manovre, tenendo alta la guardia alla ricerca di ostacoli ed eventuali incroci con altre navi o imbarcazioni. Pianificare al meglio la navigazione è il segreto per uscirne in sicurezza.

 

05 Fuggire di poppa o rimanere alla cappa

Se il vento soffia nella direzione giusta quella di navigare col vento in poppa è la soluzione più facile e più comoda. L’andatura migliore è quella di gran lasco, con randa terzarolata al massimo, col boma bloccato da una robusta ritenuta e con fiocco da vento o tormentina. In condizioni estreme si ammaina anche la randa, e si prosegue con il solo fiocco. Se non si può o non si vuole fuggire in poppa, non resta che mettersi alla cappa. La posizione classica è quella col fiocco a collo, con la randa parzialmente sventata, e con la barra bloccata all’orza. Una alternativa è quella di mettersi alla cappa solo con la randa, ammainando del tutto il fiocco. La randa, terzarolata al massimo, va cazzata a ferro. Il timone deve essere bloccato tutto da un lato. In queste condizioni la barca avanza piano, scarrocciando sottovento. Rispetto alla cappa classica, questa cappa con la sola randa ha il vantaggio di non rovinare i fiocchi e di essere attuabile anche con una barca dotata di avvolgifiocco.

In cappa ci si può restare anche per alcuni giorni. Si può stare sdraiati in cuccetta, mantenendo una sola guardia sul ponte, con turni brevi. Lo scarroccio della barca in genere è modesto: un nodo, massimo due. Vuol dire che in una decina di ore, ossia il tempo che in genere dura la parte violenta di una perturbazione la barca non si sposterà più di 10 miglia. Conoscendo lo scarroccio potrete regolarvi su quanto tempo avete a disposizione per restare alla cappa senza avvicinarvi troppo alla costa.

 

06 Rimuovere la morchia dal serbatoio del motore

Il maltempo non mette a dura prova solo equipaggio ed attrezzature. Anche il motore della barca che può presentare delle brutte sorprese. Uno degli inconvenienti più frequenti in caso di mare mosso è dovuto al violento rimescolamento del gasolio. Il mare agitato rimuove infatti la morchia all’interno del serbatoio che ristagna in forma semisolida sul fondo e può otturare i filtri bloccando il motore. L’inconveniente si risolve con la prevenzione, cercando di imbarcare solo carburante pulito e installando nel serbatoio un rubinetto di spurgo da cui far uscire il liquido sporco, eventuale acqua e tutte le impurità.

Insomma per affrontare il maltempo serve il giusto approccio, vale a dire essere capaci di adattarsi alla nuova situazione, modificare i propri piani di navigazione ed evitare di mettere in pericolo equipaggio e imbarcazione. Per ridurre lo stress a bordo è meglio assecondare la forza degli elementi e studiare percorsi alternativi cercando magari approdi e porti ridossati, oppure semplicemente saper aspettare al largo che sicuramente è il posto più sicuro il passaggio della burrasca.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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