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Crociera: come gestire le risorse a bordo? | Blog di Marenauta

Di Inserito il 11 Maggio 2019 In Accessori di bordo

Accessori di bordo

Crociera: come gestire le risorse a bordo?

Andare per mare è una scuola naturale che insegna come gestire le risorse. Le barche a vela sono infatti mezzi dotati di ogni comfort che richiamano la vita a terra, ma esiste un’economia di bordo che va rispettata e salvaguardata soprattutto nelle crociere di qualche giorno e in presenza di un equipaggio numeroso. Ecco come ridurre i consumi di acqua dolce, carburante ed energia elettrica.

Per una barca l’autonomia è fondamentale innanzitutto perché permette di navigare a proprio piacimento ed esplorare isole e tratti di costa senza ricorrere a ormeggi in banchina e porti affollati, ma anche perché in mare ci sono sempre delle incognite, può arrivare il maltempo, si possono modificare i piani di crociera e essere il più possibile indipendenti rende questi cambi di programma più semplici da digerire.

Vediamo allora come ottimizzare le risorse di bordo a partire dall’acqua dolce, la cambusa, le riserve di energia elettrica, il carburante e come godersi la nostra crociera senza inutili sprechi.

 

Acqua dolce, come dosare le scorte

Una delle risorse di bordo che è bene gestire con una filosofia votata al risparmio è l’acqua dolce che nonostante le scorte è sempre bene dosare con attenzione in cucina, per lavarsi e sciacquare le attrezzature. L’acqua dolce su un cabinato a vela, per quanto grande e spazioso, è sempre poca e preziosa. Soprattutto quando si naviga nella bella stagione o in destinazioni molto calde, come per esempio lungo le coste del Mar Rosso o ai Caraibi. Per risparmiarla sarebbe bene ricorrere all’acqua di mare tutte le volte che si può, soprattutto in cucina: l’acqua salata può essere impiegata in maniera efficace per esempio per lavare i piatti, per bollire le uova, mentre per cucinare la pasta o il riso si può mettere in pentola un terzo d’acqua di mare e due terzi di acqua dolce.

Si può utilizzarla per cucinare con la pentola a pressione, che richiede molta meno acqua. Anche per l’igiene personale e la cura del corpo l’acqua del mare è un’ottima alternativa. Esistono per esempio dei saponi marini appositi come shampoo e gel doccia che funzionano bene sia con l’acqua dolce che con quella di mare.

 

Quanta acqua imbarcare a testa?

Sprechi a parte, quanta acqua dolce serve all’equipaggio? Il consumo di acqua da bere in posti caldi può essere calcolato intorno a un litro e mezzo al giorno per persona. Per cucinare, mettendo in pratica i consigli di cui sopra, serve un altro litro e mezzo a testa e per i più delicati che non possono fare a meno la sera di sciacquarsi dal sale ancora un altro mezzo litro a testa. In totale fanno 3 litri e mezzo al giorno per persona. Per una settimana fanno 24,5 litri a testa e per un equipaggio di almeno 5 persone servono 122,5 litri. Con i 250 litri del serbatoio di un cabinato a vela di medie dimensioni e con altri 100 litri tra bottiglie di acqua minerale e taniche di emergenza si può stare più che tranquilli. Su alcune barche è installato addirittura un desalinizzatore che consente di fare docce a volontà, cucinare e sciacquare le attrezzature anche tutti i giorni con abbondante acqua dolce. Ma sono eccezioni.

 

Energia elettrica: non prosciugare le batterie

Tra le risorse più critiche a bordo c’è sicuramente l’energia elettrica. Oggi i cabinati a vela possono contare su batterie ad alto rendimento e sistemi di ricarica collaudati, come i pannelli solari o addirittura generatori che permettono di gestire le varie apparecchiature e impianti e garantire l’autonomia dell’equipaggio. Tuttavia le utenze di bordo si moltiplicano (luci, monitor, radio Vhf, salpancora, etc.) e l’uso di dispositivi elettronici supplementari per un tempo prolungato può minare l’autosufficienza energetica della barca.

Per utilizzare al meglio le utenze di bordo sarebbe bene conoscere come funzionano al fine di evitare errori nei consumi di energia. Il frigorifero è certamente uno degli accessori che consuma più energia. Un suo utilizzo corretto al fine di risparmiare preziosi ampère dovrebbe essere quello di aprirlo il meno possibile e tenere aperto lo sportello per lo stretto necessario. Spesso gli armatori lo spengono durante la notte sicuri di ridurre il consumo di energia. In realtà non è così. Un frigorifero ben isolato, di quelli con l’apertura a pozzetto, una volta giunto a temperatura spegne automaticamente il compressore che quindi non assorbe corrente.

Tornerà a prelevare dalle batteria qualche frazione di ampère due o tre volte durante la notte, quando la temperatura interna della cella sarà salita e il termostato comanderà l’accensione del compressore per qualche minuto per ristabilire la temperatura programmata. Se si spegne, il giorno dopo quando si rimetterà in moto il compressore, questo per far tornare la temperatura interna della cella frigorifera ai valori desiderati dovrà lavorare per molto più tempo consumando più energia.

 

Uso del salpancora delle luci di bordo

Un altro componente che assorbe grandi quantità di elettricità è il salpancora. Anche in questo caso tuttavia ci sono degli accorgimenti per ridurne i consumi quotidiani. Un salpancora elettrico che ala una catena che si trova a piombo sotto la prua, dovrà issare solo il peso della catena, mentre lo stesso verricello che tira a bordo la catena prima che questa sia a piombo sotto la barca, dovrà issare sia il peso della catena, sia sforzarsi per trascinare la barca che avanza verso l’ancora. In questo caso l’assorbimento di energia è indiscutibilmente maggiore.

Infine un consumo energetico che spesso si sottovaluta è quello delle lampadine di bordo. Sui cabinati moderni a volte si usano ancora le lampadine alogene, le quali se da una parte fanno una luce molto più bella e intensa, dall’altra hanno consumi maggiori. Queste lampadine sono generalmente da 20 watt contro quelle a incandescenza che, se grandi, sono da 10 watt. Una barca media che ha tutta la zona del quadrato accesa ha bisogno di circa 160 watt, che in ampère significa 13,3 ampère ora. Moltiplicando questo dato per quattro ore di utilizzo, si ottengono 53,33 ampère: il che vuol dire mezza batteria da cento ampère. Per questo negli ultimi anni la maggior parte dei diportisti è passato alle lampadine al led: piccole, efficienti, consumano pochissima energia, durano più a lungo e non hanno praticamente bisogno di manutenzione. Un led di colore bianco può restare acceso per 50.000 ore con una perdita del flusso luminoso del 10 per cento massimo e se colorato le ore salgono a 100.000.

 

Accendere il motore solo quando necessario

Un’ultima occasione di gestione ottimizzata delle risorse di bordo riguarda il carburante. Le barche a vela sono mezzi ecologici per definizione perché sfruttano il vento per navigare. L’uso del motore tuttavia è necessario non solo quando il vento scarseggia, ma soprattutto per le manovre in porto o gli ancoraggi in rada, così come per controllare la barca nelle situazioni critiche o addirittura nelle emergenze. Basta attenersi scrupolosamente a queste necessità per evitare sprechi ed rinunciare alle corse per arrivare primi in banchina oppure smotorare come il vento diminuisce appena. Le spese diminuiranno, visto che spesso il costo del carburante per l’equipaggio è a parte e il relax dell’equipaggio  senza il fastidioso “pot pot” del motore ne guadagnerà.

 

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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