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Prove di oceano a vela: Canarie e Azzorre | Blog di Marenauta

Di Inserito il 12 Agosto 2019 In Travel

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Prove di oceano a vela: Canarie e Azzorre

Per i diportisti che vogliono cimentarsi in una crociera in oceano nella giusta stagione e senza impegnarsi in lunghe navigazioni transatlantiche, c’è la possibilità di percorrere una rotta relativamente vicino al nostro Mediterraneo che tocca Gibilterra, le Canarie, l’isola di Madeira e Azzorre.

Le occasioni di organizzare delle belle crociere lungo il Mediterraneo sono praticamente infinite. Si può veleggiare tra la Corsica e la Sardegna, esplorare le Baleari, perdersi nelle isole greche, avventurarsi negli arcipelaghi della Croazia o godere delle atmosfere senza tempo della Turchia, perfino assaporare la magia africana della Tunisia, dell’Algeria e del Marocco. Non manca tuttavia nel velista viaggiatore il sogno di navigare prima o poi in oceano, l’Atlantico per esempio che rispetto al Mediterraneo è praticamente dietro l’angolo. È un richiamo e una suggestione quella oceanica che parte da lontano, dall’epoca delle esplorazioni di Colombo e che si rinnova nelle imprese veliche dell’età contemporanea, quelle dei regatanti professionisti così come quelle dei giramondo incalliti o quelle di semplici diportisti curiosi di provare la grande avventura.

In realtà per coloro che vogliono gustare quest’ebbrezza dell’oceano senza impegnarsi in lunghe traversate atlantiche, c’è la possibilità di percorrere una rotta relativamente comoda e vicina che tocca Gibilterra, le Canarie, l’isola di Madeira e Azzorre.

 

Si parte da Gibilterra, la porta dell’Atlantico

Immaginiamo di voler raggiungere Gibilterra dalle Bocche di Bonifacio, una zona abbastanza centrale del Mediterraneo. In questo caso bisogna percorrere 780 miglia e con una barca a vela dagli 11 ai 13 metri con una velocità media di 6 nodi si può coprire il tragitto in circa 6 giorni di navigazione. Lungo la rotta si può decidere di fare scalo alle isole Baleari ma anche in altri porti della Costa del Sol spagnola. La navigazione nello Stretto di Gibilterra può presentare alcune difficoltà dovute a soprattutto al vento e alla corrente che possono essere contrari alla propria rotta sia che si esca verso Ovest o che si entri verso Est. Riguardo la corrente, si possono prendere informazioni aggiornate sull’orario delle maree dello Stretto da diversi siti internet, ma anche nei Marina di Gibilterra oppure ancora dai pescatori locali soprattutto quelli di Malaga o Tarifa che conoscono a fondo tutte le varianti.

Lo Stretto di Gibilterra ha larghezza minima di 8 miglia e da Tarifa (Spagna) a Capo Espartel, sulla sponda opposta africana, ci sono 30 miglia. Una volta doppiato questo capo, i problemi relativi alla corrente finiscono.

 

Raggiungere le Canarie spinti dai venti settentrionali

La navigazione dallo Stretto alle isole Canarie è soggetta alla medesima variabilità meteorologica del Mediterraneo. In questo spazio di mare non ci sono gli Alisei che soffiano costantemente da Est Nord-Est verso Ovest. Per trovarli bisogna arrivare quasi alla latitudine delle isole di Capo Verde. La zona di oceano è interessata invece dai venti dei quadranti settentrionali, quindi Nord ovvero Nord Est e Nord Ovest. Questa tipologia di vento rende quindi fattibile la navigazione che potrebbe essere disturbata modificando parzialmente il percorso e percorrendo un po’ di miglia in più rispetto alla reale distanza. Da Gibilterra a Lanzarote, la prima delle isole delle Canarie, ci sono 680 miglia pari a 5 giorni di navigazione: con la prevalenza del vento da Nord è una veleggiata tutto sommato facile.

I mesi ideali per effettuarla sono da metà settembre a tutto ottobre. Una raccomandazione: per navigare in sicurezza bisogna allargarsi molto dalla costa del Marocco per evitare le numerose flottiglie di piccoli e grandi pescherecci che incrociano nella zona, soprattutto nelle ore notturne.

 

Lanzarote, isola “nera” dal clima mite

A Lanzarote, isola spagnola, le barche battenti bandiera italiana non devono sbrigare alcuna formalità di polizia e dogana. In tutto l’arcipelago delle Canarie sono stati costruiti numerosi porti turistici. A Lanzarote si può ormeggiare a Puerto Calero o a Dud dell’isola al Marina Rubicon. Lanzarote è un’isola vulcanica tutta nera con il Parco Nazionale di Timanfaya che ne rappresenta l’immagine più calzante: uno spettacolo unico in un atmosfera surreale dove troneggia il vulcano ormai spento.

Alle isole Canarie, a parte Lanzarote e Fuerteventura, ci sono rare spiagge e baie per dare fondo all’ancora, ma il clima è piacevole e si potrà trascorrere un dolce inverno. Non a caso che sono sempre più i velisti del Nord Europa che trascorrono la stagione fredda in questo arcipelago facendo manutenzione alla propria barca, spostandosi da un’isola all’altra, visitando luoghi e facendo incontri. Ci sono inoltre collegamenti aerei low cost con gli aeroporti italiani.

 

La verde Madeira, accoglie bene i diportisti

Trascorso l’inverno alle Canarie, ci si può dunque organizzare per riprendere la navigazione. Da metà aprile si può infatti raggiungere l’isola di Madeira che da Lanzarote dista circa 280 miglia. Si può atterrare al porto di Fungal, dove c’è un marina molto bene attrezzato. Madeira è un territorio portoghese ed è nota per il clima dove si dice c’è un’eterna primavera. Si rimane colpiti dalla sua rigogliosa vegetazione e i magnifici fiori. Prima di lasciare l’arcipelago di Madeira conviene fare una sosta alla vicina isola di Puerto Santo. Le due località sono separate da un canale di 20 miglia. Una volta arrivati, si può ammirare la lunga spiaggia di 8 chilometri con sabbia fine e dorata. Anche a Puerto Santo si trova un marina con ogni tipo di assistenza.

 

Azzorre, scalo strategico e meta dei giramondo

La navigazione può quindi proseguire per le isole Azzorre o meglio per Ponta Delgada, capoluogo dell’isola Sao Miguel e di tutto l’arcipelago da Madeira. In totale sono circa 580 miglia e se tutto fila liscio la traversata si effettua in 4-5 giorni di navigazione. Le Azzorre sono caratterizzate da una natura selvaggia e imponente: antichi crateri occupati da laghi cristallini, scogliere nere che si scagliano nell’oceano, aspre montagne, sorgenti di acque sulfuree formano uno scenario unico al mondo. Posti in un punto strategico delle navigazioni in Atlantico, tra Europa e le Americhe, questi arcipelaghi respirano di marinai, barche e viaggi avventurosi, oltre a essere ancora oggi scali importanti per tutti quei navigatori che si cimentano con queste tratte oceaniche. Da Madera di solito si parte nei mesi di ottobre-novembre per raggiungere spinti dagli Alisei le coste dei Caraibi. Viceversa alle Azzorre atterrano quei velisti che tornano dai mari tropicali e dagli Stati Uniti tra marzo e aprile.

Sede di marina, cantieri e mercati all’aperto dove fare cambusa, su queste isole sono passati tutti i grandi navigatori del passato (Slocum, Drake, Chichester, Moitessier), ma anche i moderni skipper che solcano questi lidi durante le più importanti regate oceaniche. A loro, alla vela e alla storia della navigazione si rende omaggio quando si trascorre anche un breve periodo in uno di questi paradisi naturali.

 

Un caffè da Peter, il bar dei marinai

Nel gruppo centrale dell’acipelago tra Faial, Pico, Terceira, Graciosa e San George si possono osservare postazioni vulcaniche, boschi, la più alta montagna del Portogallo sull’isola di Picco e musei dedicati alla caccia alle balene. A Faial c’è poi il più famoso bar dell’Atlantico, il Peter, frequentato da molti navigatori oceanici e poi i celebri murales del porto di Horta, le processioni che ricordano i ringraziamenti dei marinai che arrivavano nelle Azzorre come fosse una terra promessa.

A questo punto nei mesi estivi fino a settembre compreso si può decidere di compiere l’ultimo tratto di questa lunga navigazione che ci riporterà fino a Gibilterra. La variante di quest’ultima tranche potrebbe essere Lisbona, città che stuzzica sempre l’appetito del navigatore viaggiatore. Si tratta di una navigazione di circa 1.000 miglia con un vento che arriva sempre dal settore Nord da completare in 8-10 giorni.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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