L’anima di ormeggi e manovre: i segreti delle cime nautiche
Dalle fibre sintetiche alle tecniche di intreccio hi-tech: una guida completa per conoscere i materiali delle cime nautiche che garantiscono la sicurezza e le prestazioni della tua imbarcazione.
Nel mondo della navigazione, la cima non è un semplice accessorio, ma un vero e proprio strumento di precisione. Capire come nasce una cima e conoscere le proprietà dei materiali che la compongono non è solo una questione di erudizione tecnica: è il requisito fondamentale per eseguire nodi perfetti, realizzare impiombature impeccabili e garantire una manutenzione che duri nel tempo.
Saper distinguere tra una fibra e l’altra permette anche di dialogare con competenza tra banchine e cantieri, scegliendo sempre l’attrezzatura giusta per ogni manovra.
Leggi anche: Come maneggiare in sicurezza le cime in barca

L’era dei sintetici: la chimica al servizio del mare
Il passaggio dalle fibre naturali a quelle sintetiche ha rivoluzionato il rigging delle cime nautiche. Ogni materiale ha una “personalità” distinta che lo rende adatto a uno scopo specifico.
Nylon (Poliammide): la forza elastica
Nato nei laboratori Du Pont negli Anni 30, il Nylon si presenta come una cima bianca, liscia e incredibilmente robusta. La sua dote principale è l’elasticità, che lo rende ideale per attutire gli strattoni. Tuttavia, ha i suoi punti deboli: tende a irrigidirsi con il passare degli anni, soffre l’esposizione prolungata ai raggi solari e perde una frazione della sua resistenza quando è bagnato. È il compagno perfetto per gli ormeggi e le linee di sicurezza.
Poliestere: l’affidabile tuttofare
Conosciuto commercialmente come Dacron o Terylene, il poliestere è la scelta d’elezione per chi cerca stabilità. A differenza del nylon, non si allunga in modo significativo (specialmente nelle versioni “pre-stirati”) e mantiene la sua tenacità anche in immersione. Grazie alla sua resistenza all’usura, è il materiale standard per drizze, scotte e manovre correnti.
Polipropilene e Polietilene: leggerezza e galleggiabilità
Se cercate una cima economica o che non affondi, il polipropilene è la risposta. Spesso utilizzato per imitare le vecchie corde in canapa, è riconoscibile per i colori vivaci e la capacità di restare a galla, rendendolo essenziale per il traino dello sci d’acqua. Parallelamente, lo sviluppo del polietilene ad alto modulo (HMPE) ha portato alla creazione di cime che, a parità di diametro, sono forti quanto un cavo d’acciaio. Leggerissime e idrorepellenti, sono le regine delle regate, anche se richiedono cautela: i nodi possono indebolirle drasticamente.
PBO (Zylon): la frontiera delle prestazioni
Il Polibenzoxazolo rappresenta l’apice della resistenza alla trazione. Utilizzato spesso per il sartiame fisso, è un materiale così estremo che i nodi tradizionali non bastano: per non comprometterne la struttura, le estremità devono essere rifinite con pressature o fissate su radance e deadeyes.

Arte della costruzione: la struttura di una cima
Non è solo il “cosa”, ma il “come”. La struttura di una cime nautica ne determina la rigidità, la facilità di maneggio e la resistenza. La costruzione tradizionale prevede che i trefoli siano avvolti insieme seguendo un senso di torsione. Possiamo trovare cime con “commettitura destrorsa” (Z-laid) o “sinistrorsa” (S-laid). La densità di questo avvolgimento cambia radicalmente la risposta al tatto: una cima “Hard Laid” risulterà estremamente rigida e resistente all’abrasione, mentre una “Soft Laid” sarà morbida e piacevole da maneggiare. Esistono varianti più complesse come la Shroud-laid (a quattro legnoli con un’anima centrale) o la possente Cable Laid, una vera e propria cima formata dall’unione di altre tre corde.
La scienza delle cime nautiche. L’intreccio moderno prevede invece il cosiddetto Multiplait, ossia il risultato di un incrocio geometrico di coppie di trefoli destrorsi e sinistrorsi. Questa struttura è particolarmente apprezzata per le linee di ancoraggio, poiché non si attorciglia e si ripone facilmente nei gavoni.

L’evoluzione della cima intrecciata
Le trecce delle cime nautiche rappresentano lo standard moderno per le imbarcazioni da diporto e da regata. Esistono diverse configurazioni:
Trecce con anima a torsione libera. Offrono flessibilità ma meno struttura.
Doppia Treccia. Una treccia esterna che ne protegge una interna, garantendo un equilibrio perfetto tra forza e manovrabilità.
Anima Hi-Tech. Spesso le trecce moderne nascondono un cuore in Dyneema™ o materiali ad alte prestazioni, protetto da una calza esterna in poliestere che ne facilita la presa nei winch e negli stopper.
Photo credits immagine apertura: Svb24.
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