Vento, pietra e acqua dolce: rotta da Trogir alle Cascate della Krka
Navigare in Croazia non è solo una vacanza, è una lezione di estetica mediterranea. Se la Dalmazia meridionale è il regno della mondanità e delle grandi isole, il tratto che risale da Trogir verso Sebenico è il santuario dei velisti che cercano il perfetto equilibrio tra la sfida tecnica della navigazione e lo stupore del paesaggio. Qui la costa si frammenta in una miriade di scogli e isolotti, le montagne del Velebit osservano da lontano e l’acqua cambia colore, passando dal blu cobalto dell’Adriatico al verde smeraldo dei fiumi carsici.
Quello che proponiamo in questa guida è un itinerario circolare di circa 94 miglia nautiche offre una varietà paesaggistica raramente eguagliabile. Dalle città d’arte come Trogir e Šibenik, si passa attraverso la sfida tecnica della navigazione fluviale fino a Skradin, per poi ritrovare l’essenza della vela pura nel remoto arcipelago di Žirje. È un viaggio ideale per chi ama la storia, la buona cucina tradizionale (la Peka è un obbligo morale!) e la natura incontaminata dei parchi nazionali croati.
Questo itinerario di sette giorni è pensato per chi ama “sentire” la barca, ma anche per chi sa apprezzare il silenzio di un borgo medievale al tramonto o l’emozione quasi surreale di risalire un canyon tra pareti di roccia altissime, dove l’acqua salata lascia il posto a quella dolce. È un viaggio nel tempo, tra siti UNESCO, fortezze veneziane e una natura che, nel Parco Nazionale della Krka, si manifesta con una potenza primordiale.

Giorno 1, imbarco a Trogir (ACI Marina Trogir)
Il viaggio inizia a Trogir, un gioiello incastonato su una piccola isola tra la terraferma e l’isola di Čiovo. Prima di mollare gli ormeggi, dedicate del tempo a questo borgo che l’UNESCO ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Il suo centro storico è un labirinto di calli dove il romanico si fonde con il barocco; non perdete la Cattedrale di San Lorenzo con il suo portale del Maestro Radovan, un capolavoro di scultura che vi lascerà senza fiato.
Per l’ormeggio, la ACI Marina Trogir è situata proprio di fronte al centro storico, offrendo una vista impagabile sulla fortezza del Camerlengo. Se preferite una situazione più tranquilla per la prima notte, potete spostarvi di poche miglia nella baia di Krknjaši (conosciuta come la Laguna Blu), situata tra le isole di Drvenik Veli e Krknjaš Mali. È un luogo magico, con acque turchesi e fondali sabbiosi perfetti per il primo bagno della crociera, anche se molto affollata durante il giorno.

Giorno 2, Trogir – Primošten, 15 miglia
Lasciandosi Trogir alle spalle e facendo rotta verso Nord Ovest, la costa si fa più frastagliata. Dopo circa 15 miglia di navigazione piacevole, spesso accompagnata dal Maestrale pomeridiano, si scorge l’inconfondibile profilo di Primošten (in italiano Capocesto). Anticamente un’isola, oggi è collegata alla terraferma da un sottile istmo. Il borgo è una cascata di case in pietra bianca che convergono verso la chiesa di San Giorgio, posta sulla sommità della collina.
Il contesto costiero è caratterizzato dai celebri vigneti di Babić, dove le viti crescono in piccoli riquadri di pietra a secco che sembrano un merletto se visti dall’alto. Per l’ormeggio, potete scegliere il porto cittadino, che offre gavitelli e alcuni posti in banchina (molto esposti al quadrante occidentale), oppure la protezione della Marina Kremik, situata in una baia profonda e stretta poco più a sud, considerata uno dei porti naturali più sicuri dell’Adriatico.
Una volta a terra, perdetevi tra i vicoli ripidi e godetevi il tramonto dal sagrato della chiesa. Per i bagnanti, la spiaggia di Mala Raduča è una delle più belle della zona, con ciottoli bianchi e un’acqua di una trasparenza commovente.

Giorno 3, Primošten – Canale di Sant’Antonio – Sebenico, 12 miglia
Riprendendo il mare, la navigazione si fa entusiasmante. Superato il faro di Jadrija, ci si trova davanti all’imboccatura del Canale di Sant’Antonio. Questo passaggio è una delle vie d’acqua più spettacolari del Mediterraneo: un corridoio naturale lungo circa 2,5 chilometri scavato nella roccia calcarea. All’ingresso del canale svetta la Fortezza di San Nicola, un bastione veneziano a forma di triangolo che sembra galleggiare sull’acqua, anch’esso protetto dall’UNESCO.
Navigare nel canale richiede attenzione al traffico marittimo, ma la vista delle pareti rocciose e dei bunker militari scavati nella pietra (usati un tempo per nascondere le torpediniere) è un’esperienza da brividi. Alla fine del canale, la baia di Sebenico si apre davanti a voi come un anfiteatro.
Sebenico è una città di pietra e di scale. Dominata da ben quattro fortezze, la sua perla è la Cattedrale di San Giacomo, costruita interamente in pietra senza l’uso di legante. Ormeggiate alla ACI Marina Šibenik o direttamente sulla banchina cittadina (Riva) per vivere il polso della città. La sera, passeggiate tra le piazze medievali e salite alla Fortezza di San Michele per un concerto o semplicemente per ammirare le luci della flotta ormeggiata sotto di voi.

Giorno 4: Sebenico – Skradin, 10 miglia
Questa è la tappa più insolita e suggestiva dell’intero itinerario. Lasciata Sebenico, non si punta verso l’orizzonte, ma ci si infila nell’estuario del fiume Krka. La navigazione procede lentamente sotto il grande ponte stradale, tra allevamenti di cozze e ostriche (fermatevi presso i produttori locali per un acquisto a “miglia zero”) e pareti di canyon che si stringono sempre di più.
L’acqua vira dal blu al verde smeraldo e diventa progressivamente dolce. La destinazione è Skradin (Scardona), una cittadina dal fascino senza tempo situata proprio dove il fiume forma un’ampia ansa. L’ormeggio alla ACI Marina Skradin è un’esperienza sensoriale unica: il silenzio è interrotto solo dal canto dei grilli e dallo scorrere dell’acqua dolce, che tra l’altro è un toccasana per la carena della vostra barca, aiutando a eliminare la vegetazione marina.
Skradin è la porta d’accesso al Parco Nazionale delle Cascate della Krka. Qui la visita è d’obbligo: prendete il battello del parco che vi porterà a Skradinski Buk, un immenso sistema di cascate e piscine naturali circondate da mulini ad acqua restaurati. Dopo la visita, rientrate a Skradin per la cena. Non potete andarvene senza aver provato la Peka, un metodo di cottura tradizionale sotto una campana di ghisa coperta di brace: carne (vitello o agnello) o polpo cotti lentamente per ore insieme a patate ed erbe aromatiche.

Giorno 5, Skradin – Arcipelago di Žirje, 22 miglia
Dopo l’abbraccio dell’acqua dolce, è ora di tornare a sentire il sale sulla pelle. Percorrete a ritroso il canyon e il canale di Sant’Antonio, ma questa volta puntate dritto verso il mare aperto, in direzione dell’arcipelago di Žirje (Zuri). È l’isola più esterna e remota della zona di Sebenico, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato agli anni ’70.
Žirje è un paradiso per chi cerca la solitudine. La costa è costellata di baie profonde e protette. La baia di Stupica Vela è una delle più rinomate, con acque cristalline e una manciata di boe di ormeggio. Qui non troverete grandi marina o vita notturna, ma solo il rumore del vento e qualche taverna (konoba) che serve il pesce pescato il giorno stesso.
Se avete voglia di camminare, salite verso i resti della fortezza bizantina che sovrasta l’isola: la vista spazia dalle isole Kornati fino al mare aperto, offrendo uno dei panorami più spettacolari di tutto l’Adriatico centrale. È il posto ideale per una notte alla fonda sotto un cielo stellato privo di inquinamento luminoso.

Giorno 6, Arcipelago di Žirje – isole di Rogoznica, 20 miglia
Iniziate la discesa verso la base di partenza navigando tra le numerose isolette che punteggiano il tratto tra Žirje e il promontorio di Punta Planka (Capo Diomede). Quest’ultimo è un punto geografico cruciale: è qui che si incontrano i venti del nord e del sud, e il mare può cambiare carattere improvvisamente.
Una sosta consigliata è presso la cittadina di Rogoznica, situata in una baia profonda che la protegge da ogni vento. Se cercate il lusso e servizi impeccabili, la Marina Frapa è una delle più premiate della Croazia. Un’attrazione naturale curiosa da vedere a piedi è l’Occhio del Drago (Zmajevo Oko), un lago d’acqua salmastra circondato da pareti rocciose verticali, legato a leggende locali e fenomeni naturali affascinanti.
Per chi preferisce la baia, l’isola di Kaprije offre diverse insenature ridossate e un piccolo villaggio di pescatori dove la circolazione delle auto è vietata. È l’occasione perfetta per l’ultima nuotata pomeridiana in acque trasparenti prima dell’ultimo tratto di navigazione.

Giorno 7, isole di Rogoznica – Čiovo – Uvala Duga – Trogir, 15 miglia
L’ultimo giorno di navigazione vi riporta verso la base di Trogir. Il consiglio è di non correre verso il porto, ma di godersi le ultime miglia costeggiando la parte esterna dell’isola di Čiovo. Qui si trovano numerose piccole calette, come Uvala Duga, ideali per un pranzo alla fonda e un ultimo tuffo prima del rientro pomeridiano previsto per il rifornimento di carburante e il check-out.
Rientrare a Trogir dopo aver esplorato il canyon della Krka e le isole esterne vi darà una prospettiva diversa: la città vi sembrerà ancora più maestosa vista dal ponte della vostra barca.
Photo credits: Stock.adobe.com.
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