Winch, il potere nascosto a bordo: ecco come sfruttarlo al meglio
Il winch è un componente essenziale per ogni velista, spesso sottovalutato. Scopri i segreti per un utilizzo efficiente e sicuro, trasformando ogni manovra in un’esperienza fluida e controllata.
Nel mondo della vela, il winch riveste un ruolo cruciale, amplificando la forza necessaria per gestire scotte e cime con efficacia. Questo strumento essenziale permette di manovrare agevolmente anche le imbarcazioni più moderne, caratterizzate da piani velici potenti e superfici ridotte. L’importanza del winch è cresciuta esponenzialmente, diventando l’elemento chiave per regolare e governare le vele in modo preciso e senza sforzo eccessivo.
Le tendenze attuali nel design delle imbarcazioni prediligono un numero limitato di verricelli, ma ben dimensionati e potenti. Una configurazione standard prevede due winch dedicati a drizze e amantigli, i più robusti con “self-tailing” per il genoa, e altri due per spinnaker, randa e sartie volanti. Questa riduzione è resa possibile anche dall’uso di stopper, dispositivi che bloccano scotte e cime, semplificando ulteriormente le manovre.

Storia e funzionamento del winch
Ispirato all’antico argano, il winch ha assunto la sua forma moderna alla fine del XIX secolo: un cilindro compatto ad asse verticale. Nonostante la sua importanza strategica, i velisti spesso non gli dedicano l’attenzione che merita, causando errori frequenti. Comprendere il suo funzionamento è fondamentale per sfruttarne appieno il potenziale.
Il winch è un vero e proprio argano, una leva che moltiplica la forza applicata a un carico. La maniglia funge da braccio di leva, l’asse del tamburo da fulcro e il carico viene applicato alla superficie esterna della campana. I modelli moderni utilizzano ingranaggi interni per aumentare il vantaggio meccanico, offrendo tamburi a due o più velocità. Questi ingranaggi modulano il braccio di leva, consentendo di cazzare rapidamente con carico leggero e di aumentare la potenza quando la resistenza cresce.

Colli perfetti e angoli ottimali: la tecnica per un uso efficace
La potenza del verricello deve essere adeguata all’attrezzatura. Un metodo empirico per stimare la forza massima è moltiplicare il valore indicato dal produttore per 20. Ad esempio, un winch con potenza 40 sviluppa circa 800 kg di forza.
L’uso corretto prevede di avvolgere la cima attorno al tamburo in senso orario. Con vento leggero, uno o due colli sono sufficienti, mentre con vento forte si arriva a tre o quattro. È fondamentale assicurarsi che la cima sia tesa e che i colli si sovrappongano senza accavallarsi.
L’angolo di entrata della scotta nel verricello è cruciale: idealmente, dovrebbe essere di 95-100 gradi rispetto all’asse del winch e con un’inclinazione di 2-10 gradi rispetto alla base. In caso contrario, l’utilizzo di bozzelli o “organizer” può ottimizzare il rinvio.

Self-Tailing: un alleato prezioso, ma con cautela
I winch self-tailing, dotati di ganasce dentate che trattengono la cima, facilitano le manovre in solitario. Tuttavia, con vento forte è consigliabile ridurre il carico sulle ganasce utilizzando tre colli sul tamburo. La staffa del self-tailing deve essere orientata in modo che la scotta ricada nel pozzetto.
Maneggiare il winch con attenzione è essenziale, date le elevate tensioni in gioco. Mantenere le mani lontane dal corpo durante la cazzata massimizza la potenza. È inoltre importante proteggere le mani e le ginocchia, tenere la schiena dritta e, in caso di vento sostenuto, indossare i guanti.

Sicurezza prima di tutto: precauzioni fondamentali
La tecnica varia a seconda della manovra. Durante la virata, ad esempio, si privilegia la velocità nel recupero dell’imbando, utilizzando il winch senza maniglia e con pochi colli. La regolazione finale avviene con la scotta nel self-tailing e la seconda velocità.
Anche lascare la scotta richiede attenzione: la maniglia deve essere tolta in tempo per evitare appigli. Per piccole regolazioni, assicurarsi che ci siano sufficienti colli per trattenere la scotta con una mano, mentre l’altra accompagna lo scorrimento.
La maniglia: ottimizzare le prestazioni del winch
Il vantaggio meccanico del winch dipende anche dalla lunghezza della maniglia: una maniglia più lunga offre maggiore potenza, ma riduce la velocità. Una maniglia da 30 cm incrementa la potenza del 20% rispetto a una da 25 cm. Per le drizze, dove è richiesta maggiore velocità, è preferibile una maniglia più corta.
Le maniglie sono disponibili in diversi materiali, come bronzo cromato, alluminio o carbonio, e possono avere una o due impugnature. Le maniglie con blocco sono più sicure, evitando perdite accidentali. Quando non utilizzate, è consigliabile riporle nelle apposite custodie.
Photo credits immagine apertura: IStock.
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