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Susak: l'isola di sabbia e silenzio nel cuore dell’Adriatico

– 16 Marzo 2026 – Vacanze in barca

Vacanze in barca

Susak: l’isola di sabbia e silenzio nel cuore dell’Adriatico

Navigare verso Susak, conosciuta in italiano come Sansego, significa puntare la prua verso un’anomalia geologica e culturale che non ha eguali in tutto il Mediterraneo. Mentre il resto dell’arcipelago del Quarnaro si presenta con la tipica roccia carsica, bianca e tagliente, Susak appare all’orizzonte come una morbida collina ocra che galleggia sull’azzurro. È un’isola fatta di polvere e sabbia, un microcosmo dove il tempo sembra essersi fermato agli Anni 50 e dove il ritmo della crociera a vela trova la sua dimensione più autentica.

Andarci non è solo una scelta nautica, è un atto di curiosità. È l’isola delle tradizioni arcaiche, dei costumi coloratissimi che ricordano bambole dell’est e di un dialetto così stretto da risultare incomprensibile persino ai croati della terraferma. Per un velista, Susak rappresenta l’approdo perfetto dopo una traversata o una lunga bolina: un luogo privo di auto, di grandi alberghi e di rumore, dove l’unica musica è il fruscio del vento tra le canne di bambù.

Photo credits: Marinas.com

Inquadramento geografico e contesto costiero

Situata a Sud-Ovest dell’isola di Lussino (Lošinj) e a breve distanza da Unije, Susak occupa una posizione strategica ma esposta nel Quarnaro. La sua genesi è affascinante: si tratta di un ammasso di finissimo “löss” (sabbia di origine eolica) depositato sopra una base di calcare. Questa composizione influenza drasticamente la costa e il paesaggio.

A differenza delle isole vicine, qui non troverete scogliere verticali o grotte profonde, ma falesie di terra che digradano dolcemente verso il mare, spesso ricoperte da una vegetazione fitta di viti e canne selvatiche. La costa è bassa e sabbiosa, il che rende l’avvicinamento emozionante per chi è abituato ai fondali rocciosi: l’acqua assume sfumature turchesi e smeraldo che ricordano i Caraibi, grazie proprio al riverbero della sabbia chiara sul fondo. Tuttavia, la sua posizione la rende vulnerabile ai venti del primo e del secondo quadrante, in particolare alla Bora e allo Scirocco, che qui possono sollevare onde corte e fastidiose a causa del fondale basso.

Photo credits: Visit-Croatia.

Dove ormeggiare: porto e marine

L’unico vero centro abitato dell’isola dispone di un porticciolo situato sul lato nord-orientale. Per chi naviga a vela, l’approdo a Susak richiede un minimo di pianificazione, poiché gli spazi sono limitati. Il molo principale del Porto di Susak (Donje Selo) è stato recentemente sistemato per accogliere meglio i diportisti. Sono disponibili alcuni corpi morti con allaccio per acqua ed elettricità. La profondità all’interno del porto varia, ma generalmente permette l’accesso a barche con pescaggio fino a 3 metri lungo la banchina esterna. È un ormeggio molto suggestivo, direttamente affacciato sulle case del paese basso, ma è completamente esposto ai venti da Nord e Nord-Est. Con Bora forte, il porto diventa insicuro e la risacca può essere violenta; in questi casi, è meglio dirigersi verso la vicina Lussingrande.

Non aspettatevi i comfort di un marina ACI. Qui i servizi sono essenziali: un ufficio del luogotenente, qualche bidone per i rifiuti e colonnine che funzionano a “singhiozzo” nei periodi di massimo affollamento. È l’ormeggio per chi cerca l’essenza del borgo marinaro, dove il mattino si viene svegliati dal rumore delle barche dei pescatori locali.

Susak
Photo credits: Islandofvitality.

Baie e soste alla fonda

Se il porto è pieno o se preferite il silenzio assoluto, Susak offre delle rade spettacolari, a patto di monitorare attentamente il meteo.

Baia di Bok. Situata a Sud-Est del porto, è probabilmente la spiaggia più famosa dell’isola, ma è anche un ancoraggio meraviglioso durante le giornate di bonaccia o di Maestrale leggero. Il fondo è interamente sabbioso e il tenitore è eccellente, ma attenzione al pescaggio: il fondale sale molto dolcemente e dovrete calare il ferro a una certa distanza dalla riva. L’acqua qui è calda e di un colore incredibile.

Baia di Tiesni. Si trova sul lato meridionale dell’isola. È più selvaggia e meno frequentata, circondata da alte pareti di sabbia e canneti. È un ottimo ridosso dalla Bora, ma rimane completamente aperta allo Scirocco e ai venti da Sud.

Baia di Porat. Sul lato nord-occidentale, offre un riparo temporaneo durante i venti da Sud, ma il fondo digrada rapidamente. È ideale per una sosta bagno o per un pranzo veloce prima di riprendere la rotta verso l’Istria o le isole Incoronate.

Susak
Photo credits: Tripadvisor.

Il centro storico: due mondi in uno

Scendere a terra a Susak è come entrare in un labirinto. L’insediamento si divide in due parti: Donje Selo (il Paese Basso) e Gornje Selo (il Paese Alto). Il Paese Basso si sviluppa intorno al porto. Qui si trova il cuore pulsante (seppur calmo) della vita sociale, con i piccoli caffè, l’ufficio postale e l’unico negozio di alimentari. Le case sono strette l’una all’altra, collegate da vicoli lastricati dove non circolano motori, solo piccoli carretti elettrici o a mano usati per trasportare le merci.

Una suggestiva scalinata o i sentieri di sabbia battuta portano al Paese Alto, la parte più antica dell’isola. Qui l’atmosfera si fa quasi mistica. Domina la scena la Chiesa di San Nicola, del XI secolo, che custodisce un crocifisso ligneo chiamato “Veli Buoh” (Grande Dio), oggetto di grande venerazione locale. Passeggiare tra le case di pietra del Paese Alto regala viste mozzafiato sul mare e sulle isole vicine. È qui che potrete percepire l’anima rurale di Susak, fatta di orti recintati da canne e vigne che producono il celebre vino locale, un rosso robusto che sa di sale e di sole.

Susak
Photo credits: Blogger.com.

Passeggiare tra chiese, vecchi fari e sapori tradizionali

Oltre alla visita alle chiese e al cimitero locale (molto curato e specchio della storia migratoria dell’isola), l’attività principale a Susak è il trekking leggero. L’intera isola è percorsa da una rete di sentieri di sabbia che si snodano tra i vigneti e i canneti. Una camminata verso il faro di Garba è d’obbligo. Situato sul punto più alto dell’isola, offre un panorama a 360 gradi che abbraccia Lussino, le vette del Velebit sulla terraferma e l’orizzonte aperto verso l’Italia.

Se siete fortunati, potreste assistere a una festa locale dove le donne indossano il costume tradizionale: una gonna cortissima e vaporosa, unica nel suo genere in Europa, composta da numerosi strati di sottovesti colorate. Non lasciate l’isola senza aver provato il vino locale e, se lo trovate nei piccoli ristoranti (konoba), il pesce freschissimo pescato dai locali. La cucina è semplice, ma i sapori sono intensi.

Susak
Photo credits: Ferryscanner.

Le spiagge: un paradiso di sabbia

Per chi naviga, le spiagge di Susak sono la vera attrazione. In un paese dove la roccia domina, trovare chilometri di sabbia fine è una rarità. La Spiaggia di Spiaza, proprio davanti al Paese Basso, è ideale per chi vuole scendere con il tender e godersi un po’ di relax a pochi metri dai bar. L’acqua è talmente bassa che bisogna camminare per decine di metri prima di poter nuotare, rendendola perfetta se avete bambini a bordo.

La Baia di Bok è invece la quintessenza del relax: non ci sono costruzioni, solo sabbia e mare. Le leggende locali dicono che la sabbia di Susak abbia proprietà curative per i dolori articolari; vero o no, il piacere di affondare i piedi nel soffice loess dopo giorni di ormeggio su scogli è impagabile.

Un consiglio “green” per il velista

Susak è un’isola fragile e preziosa. Le risorse idriche sono limitate e lo smaltimento dei rifiuti è complesso. Per noi velisti, è fondamentale approcciarsi a questo scoglio di sabbia con il massimo rispetto: evitate di scaricare in mare nelle baie, poiché il ricircolo dell’acqua nei fondali bassi è lento, e cercate di sostenere l’economia locale acquistando i prodotti degli agricoltori dell’isola.

Photo credits immagine apertura: Novasol.

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