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Amici a quattro zampe a bordo: come nuotare in sicurezza con il cane

– 6 Agosto 2026 – Vita a bordo

Vita a bordo

Amici a quattro zampe a bordo: come nuotare in sicurezza con il proprio cane

Sospesi sul mare cristallino di una baia riparata, con la barca alla fonda e il vento che muove appena la superficie dell’acqua, l’invito a tuffarsi è irresistibile. Chi sceglie una vacanza in barca a vela con la formula charter sa bene che la vera magia della vita di bordo risiede nella totale libertà di vivere il mare in ogni istante. Condividere questi momenti indimenticabili con il proprio cane rende l’esperienza ancora più speciale, ma l’ambiente marino richiede rispetto, preparazione e l’attrezzatura adeguata per garantire che ogni bagno rimanga un ricordo piacevole e privo di rischi.

Per trasformare le soste in rada o le uscite in tender verso spiagge incontaminate in occasioni di puro divertimento, ecco una serie di preziose indicazioni adattate alle esigenze degli appassionati di vela.

Leggi anche: Salvagenti per cani e gatti: cosa scegliere per navigare in sicurezza

Cane
Photo credits: Cruisers Forum.

L’attrezzatura: salvagente tecnico e la giusta pettorina

Quando si si trova alla fonda, la distanza dalla costa e la profondità dell’acqua rendono indispensabile l’uso di un equipaggiamento specifico per i nostri amici a quattro zampe che salgono a bordo. Un cane in mare può facilmente farsi tradire dall’entusiasmo, spingendosi al largo per inseguire un uccello marino o una boa. Senza l’ausilio delle pinne, la velocità del cane può superare la nostra capacità di raggiungerlo prima che subentri la stanchezza o un crampo improvviso.

Un giubbotto salvagente di qualità rappresenta un vero e proprio presidio di sicurezza. Qualora l’animale smetta di muovere le zampe, affonderebbe nel giro di pochissimi secondi; il salvagente assicura invece il galleggiamento con la testa ben sollevata, offrendo all’equipaggio il tempo necessario per intervenire con il tender o a nuoto.

Salvagente per cani. Deve essere di fattura robusta e ben aderente al corpo, senza risultare troppo ingombrante o largo sui fianchi. La lunghezza ideale copre circa tre quarti del dorso, arrestandosi rigorosamente prima dell’attaccatura della coda, elemento che deve rimanere del tutto libero di agire da timone naturale durante le virate.

Pettorina. Se usata da sola o al di sotto del salvagente, la pettorina deve essere esclusivamente del tipo “ad H”. Le strutture di tipo “svedese”, caratterizzate da una fascia orizzontale sul petto, provocano fastidiosi sfregamenti che alterano il gesto atletico del cane, spingendolo ad allargare i gomiti e a nuotare “a rana”, compromettendo l’assetto e provocando un rapido affaticamento.

Cime di trattenuta. Qualora si desideri mantenere il cane legato durante il bagno vicino alla barca, è fondamentale utilizzare lunghine galleggianti assicurate direttamente al salvagente e mai alla pettorina o al collare.

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Photo credits: Almo Nature.

Il primo tuffo dalla plancetta: gradualità e gestione delle emozioni

Immergersi nel mare aperto insieme al proprio padrone comporta una variazione di prospettiva importante per il cane. Ritrovarsi nell’elemento liquido allo stesso livello d’altezza dell’umano può generare agitazione o un eccesso di eccitazione. Per la prima volta, l’animale vede solo la parte superiore del nostro corpo emergere dall’acqua e, spinto da preoccupazione o curiosità, potrebbe tentare di arrampicarsi addosso a noi, rischiando di graffiarci o di perdere l’assetto di galleggiamento.

Per ovviare a questo problema, chi conduce il cane nei suoi primi bagni può indossare una maglietta o un leggero mutino per proteggere la pelle. Il “battesimo del mare” va gestito per gradi: se possibile, è preferibile iniziare da una spiaggia tranquilla con fondale degradante raggiunta tramite il tender, oppure approcciare l’acqua a piccoli passi dalla scaletta di poppa. Qualsiasi gratificazione — sia essa una lode vocale, un boccone appetibile o un gioco — va somministrata mentre il cane sta procedendo con sicurezza verso l’acqua e mai mentre sta guadagnando il rientro a terra o a bordo.

Cane

Giochi acquatici e alimentazione: cosa fare e cosa evitare

L’attività fisica in acqua richiede un’attenta pianificazione anche sotto il profilo digestivo. Il cane deve affrontare il bagno a digiuno da cibo solido da almeno 6 ore, mantenendo una corretta idratazione ma senza eccedere nell’assunzione d’acqua.

Incentivi alimentari. Se si utilizza il cibo come premio durante le fasi di abitudine al mare, la consistenza ideale è rappresentata dai paté cremosi in tubetto, facili da somministrare anche mentre si galleggia.

I giochi adatti. I giochi destinati all’uso in mare devono essere realizzati in gomma piena galleggiante, privi di fori o componenti in tessuto che possano inzupparsi. Sono da evitare assolutamente le classiche palline da tennis: la loro dimensione costringe le fauci a rimanere socchiuse senza riempire completamente la cavità orale, facilitando l’ingestione involontaria d’acqua marina. Vanno evitati anche gli oggetti a ciambella, nei quali l’animale potrebbe incastrare inavvertitamente una zampa.

Cane
Photo credits: Pratical Boat Owner.

L’insidia dell’acqua salata e il rischio dell’annegamento secondario

L’assunzione di acqua di mare va prevenuta con determinazione. Oltre a provocare spiacevoli disturbi gastrointestinali come vomito o diarrea, l’ingestione di liquidi durante il nuoto nasconde la minaccia dell’annegamento secondario. Questa condizione si verifica quando piccole quantità d’acqua penetrano nei polmoni, innescando un ristagno che può mostrare i suoi effetti acuti anche a distanza di uno o due giorni dall’attività natatoria.

È necessario prestare particolare attenzione ai cani che tendono a “mordere” le onde o gli schizzi d’acqua per gioco. Qualora si noti questo comportamento, occorre distogliere l’animale proponendogli un’attività alternativa, come il riporto guidato di un gioco galleggiante, e offrendogli regolarmente acqua dolce e fresca dalla propria ciotola.

Campanelli d’allarme da monitorare:

  • Difficoltà a sedersi e addome teso o rigonfio;
  • Conati di vomito a vuoto e improvviso stato di inappetenza;
  • Mucose gengivali pallide (indice di una condizione avanzata che richiede l’intervento immediato di un veterinario).
Cane
Photo credits: Boat International.

Gestione del calore, asciugatura e disciplina a bordo

La vita a bordo durante una crociera a vela estiva espone l’equipaggio a un’intensa radiazione solare. Prima di permettere al cane di tuffarsi in mare dopo una lunga sosta sul ponte al sole, è fondamentale prevenire lo shock termico bagnandogli gradualmente l’interno coscia e i polpastrelli con acqua dolce o marina.

Al termine di ogni nuotata, la salsedine va accuratamente rimossa dal mantello con un risciacquo d’acqua dolce. Un’adeguata asciugatura è altrettanto importante: l’esposizione del cane umido al vento di cala, unita allo sforzo muscolare sostenuto per scodinzolare con entusiasmo, può scatenare la “coda rotta” (cold tail), una dolorosa infiammazione dell’attaccatura della coda.

Infine, nell’ottica della sicurezza in barca, l’addestramento propedeutico deve includere un fondamentale comando di “sblocco”. Il cane deve imparare a non tuffarsi mai di propria iniziativa dalla coperta o dalla plancetta, ma ad attendere sempre il permesso esplicito del conduttore, garantendo così una convivenza serena e sicura per tutto l’equipaggio durante la crociera.

Photo credits immagine apertura: GQ-Italia.

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