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Crociera a vela: come gestire gli amici principianti | Blog di Marenauta

Di Inserito il 4 Gennaio 2021 In Vita a bordo

Vita a bordo

Crociera a vela: come gestire gli amici principianti

Quando si parte per la crociera estiva o anche solo per una semplice uscita nel weekend con a bordo un equipaggio di neofiti, è necessario prima ancora di prendere il mare, trasmettere a questi alcune informazioni di base essenziali per la loro e la nostra sicurezza e perché questi possano aiutarci nelle operazioni più comuni. Questo briefing aiuterà i nostri ospiti a sentirsi più sicuri e partecipi e noi ad avere una chance in più in caso di necessità.

Si tratta di elementi essenziali, come per esempio indossare una cintura di salvataggio oppure evitare di fermare la barca con le gambe durante un ormeggio o ancora sapere tirare una cima, mettere in moto il motore e chiamare soccorso. Piccoli gesti e operazioni che chiunque è a bordo deve sapere.

Uomo a mare

L’incidente più grave che ci possa accadere nel momento in cui navighiamo con un equipaggio di principianti è cadere in mare. L’equipaggio che naviga a bordo di una barca da diporto ha tante occasioni di cadere in mare: si può essere scaraventati in acqua per un colpo di boma oppure scivolare sulla coperta con lo scafo sbandato oppure semplicemente sporgendosi lungo il bordo libero per recuperare una scotta. Se cade in mare un membro dell’equipaggio e si sta navigando in una bella giornata estiva, lo skipper può recuperarlo senza grandi problemi. Ma se a cadere fuoribordo è lo skipper, chi lo recupererà? Le istruzioni di base all’equipaggio sul recupero dell’uomo a mare, fra le altre cose, servono proprio a far sì che questi possa aiutare lo skipper nel caso sia quest’ultimo a cadere in mare.

Cinture di salvataggio

Per la sicurezza di ciascuno a bordo i velisti usano delle cinture del tutto simili a quelle utilizzate dagli alpinisti, molto robuste e in grado di sostenere il peso di un uomo. È molto importante che la cintura di sicurezza sia dotata anche di un indispensabile accessorio, ossia la cinghia inguinale che passa tra le gambe e impedisce alla cintura di sfilarsi, evenienza che purtroppo accade spesso, specialmente durante il sollevamento dell’uomo in mare con conseguenze anche gravi. La prima cosa da fare quando si sale a bordo della barca è distribuire a ognuno la sua cintura di salvataggio per poi, più tardi, spiegargli come si indossa e come si utilizza. Ognuno dovrà riporre il giubbotto in un posto facilmente raggiungibile. Quando si passa a spiegare come si usa, si partirà da come si indossa, per poi illustrare, a seconda di che cintura di salvataggio si tratta, come si attiva.

Vhf

Lo skipper cade in mare, si ferisce in modo grave o comunque non è in grado di chiedere aiuto e allora lo deve fare l’equipaggio. Per questo almeno una persona dev’essere istruita anche sommariamente all’uso del Vhf. È semplice, basta spiegargli che il canale principale è il 16 e che per parlare bisogna spingere il tasto, per ascoltare rilasciarlo. Se si naviga sotto costa è inutile spiegare come si danno le coordinate Gps: con tutta probabilità, se dovesse servire, nessuno si ricorderà dove leggerle o come farlo. L’importante è che si sappia dove si sta navigando. In caso di richiesta d’aiuto sarà sufficiente dire che si sta navigando per esempio da Scarlino all’Elba, da Nettuno a Ponza, tra La Spezia e Livorno. A seguire si deve dare il tipo di barca: una barca a vela lunga circa 14 metri con 6 persone a bordo. Queste sono informazioni fondamentali per permettere ai soccorritori di rintracciarci.

Winch

Utilizzare un winch in maniera corretta e senza farsi male è una prerogativa a bordo, ma un principiante può commettere qualche errore se nessuno che glielo spiega. Chi gira la maniglia deve sempre mettersi in una posizione che sia il più stabile possibile per concentrarsi solo sui movimenti del busto e delle braccia senza pensare a dovere stare in equilibrio. Altra cosa importante è guardare sempre verso prua per vedere quello che si sta facendo ed evitare di cazzare troppo il genoa facendolo toccare sulle sartie o le crocette oppure fermarsi se c’è qualche intoppo. Anche i movimenti e la posizione delle mani sulla maniglia sono importanti. Se abbiamo una classica maniglia, una mano dovrà impugnare il cilindro verticale e l’altra appoggiarsi sulla parte superiore in genere dotata di pomolo girevole. Per evitare il formarsi di accavallamenti della scotta sulla campana, difficili poi da sbrogliare, è importante non esagerare con i giri. Inoltre è sempre meglio non mettere la maniglia durante la fase di recupero veloce e inserirla dopo avere aggiunto i giri necessari per la regolazione di fino. Anche lascare la scotta è un’operazione che richiede qualche precauzione. L’operazione corretta è impugnare la scotta con una mano e posizionare l’altra attorno al tamburo per accompagnare lo scorrimento ed evitare che si formino dei groppi.

Motore

Un’altro elemento fondamentale per la sicurezza è che uno dei membri dell’equipaggio sappia come si accende il motore e come si usano le marce. Anche in questo caso è inutile dare tante spiegazioni. Basta far vedere qual è il pulsante che attiva il quadro, quello che accende il motore o come girare la chiave, come si mette in folle e come si mettono le marce. Insegnare a tutti, bambini inclusi, a usare il giubbotto, indossarlo e attivarlo se è di quelli ad attivazione manuale, è altresì fondamentale. Nota importante: per la serenità del membro dell’equipaggio che deve imparare queste nozioni, gli si spieghi che nelle barche moderne con S-Drive l’elica è sotto lo scafo in una posizione non raggiungibile dalle gambe di una persona che nuota, quindi non si deve avere paura ad avvicinarsi a chi è in mare.

Assistenza all’ormeggio

Date le istruzioni di base per la sicurezza, si può insegnare ai neofiti come aiutare lo skipper in fase di ormeggio. Le nozioni che almeno due membri dell’equipaggio devono sapere sono: come addugliare e come lanciare una cima. Quando si fa un ormeggio, avere qualcuno in grado di lanciare una cima senza che questa si aggrovigli e cada in acqua è già un grande aiuto. È essenziale inoltre mettere a conoscenza l’equipaggio dei rischi che si corrono a cercare di fermare la barca ponendosi con le gambe tra uno scafo e l’altro. Purtroppo cercare di fermare la barca a braccia tese o con una gamba tesa è una cosa che al neofita viene istintiva ma è molto pericoloso, quindi va istruito anche in questo senso.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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