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Crociera all'estero: formalità, burocrazia e pratiche doganali | Blog di Marenauta

Crociera all'estero

Di Inserito il 19 Giugno 2019 In Vita a bordo

Crociera all'estero
Vita a bordo

Crociera all’estero: formalità, burocrazia e pratiche doganali

Quando durante una crociera all’estero si fa scalo per la prima volta in un nuovo Paese occorre rispettare una procedura d’ingresso, a volte anche rigida, volta al controllo doganale.

La burocrazia in mare non è un aspetto che riguarda solo l’età contemporanea. Si narra che Cristoforo Colombo venne arrestato quando raggiunse Lisbona al termine del suo primo viaggio dal Nuovo Mondo. Il celebre esploratore aveva infatti omesso di alzare la bandiera gialla Q della quarantena, per cui non c’è da meravigliarsi che fosse stato trattato con sospetto dalle autorità doganali portoghesi.

Occuparsi delle formalità del viaggio in mare è dunque un’inevitabile incombenza di chi parte per la crociera e specialmente per chi non è avvezzo alla navigazione in Paesi stranieri all’inizio può spaventare. Quello che è certo è che rispetto ai normali turisti terricoli che arrivano magari via aereo, nella maggior parte dei Paesi sono ancora molte di più le formalità da sbrigare per un diportista che arriva via mare.

Procedura Ingresso porto estero

Scalo in un nuovo Paese: la procedura d’ingresso

Quando durante una crociera si fa scalo in un nuovo Paese c’è una determinata procedura burocratica che deve essere rigorosamente osservata. Alcuni Paesi sono molto severi con le barche che si fermano ovunque prima di espletare le formalità di entrata. I più severi sono Fiji, Nuova Zelanda e Australia che prevedono anche il carcere oltre alle pene pecuniarie per questo tipo di reati. La prima regola è di arrivare al porto ufficiale d’entrata dichiarando le proprie intenzioni: in barca basta issare l’apposita bandiera gialla Q assieme alla bandiera di cortesia del Paese ospitante che vanno issate non appena si entra nelle acque territoriali, ossia generalmente a 3 miglia dalla costa.

Controlli e ispezioni a bordo

Preavviso, controlli e ispezioni a bordo

Non si deve mai, in nessun Paese, ormeggiare e scendere a terra prima di essere autorizzati: per ottenere l’autorizzazione è sufficiente fare una chiamata con il Vhf alla dogana o, come avviene per esempio negli Stati Uniti da uno dei telefoni speciali installati sui pontili di ormeggio. È molto importante manifestare in modo chiaro le proprie intenzioni riguardo al soggiorno: se esprimiamo cosa vogliamo realmente fare nessuno potrà poi accusarsi di avere cercato di entrare clandestinamente. Le autorità doganali di alcuni Paesi vogliono essere avvisate almeno 24 ore prima dell’Eta, ossia l’Ora Stimata di Arrivo. L’Australia addirittura è il Paese con le regole più ferree a questo proposito, in quanto richiede addirittura un preavviso di 96 ore.

Una volta avvisate le autorità del nostro arrivo e delle nostre intenzioni riguardo al soggiorno, si devono quindi seguire le istruzioni ricevute col Vhf andando ad ormeggiarsi esclusivamente al posto assegnato. Saranno poi gli ufficiali della dogana a venire a bordo o in alternativa può essere richiesto che sia lo skipper recarsi presso i loro uffici a terra. Generalmente le barche in arrivo vengono visitate dagli ispettori della dogana e dall’immigrazione, ma in qualche Paese possono salire a bordo e ispezionare gli spazi esterni ed interni dello scafo anche ufficiali preposti al servizio di quarantena per le piante e gli animali, gli uomini della Guardia Costiera, della sicurezza e a volte perfino della polizia segreta.

Documenti crociera estero

Tutti i documenti da esibire ai controlli

Per completare la procedura d’ingresso nel nuovo Paese possono essere necessari alcuni o tutti i seguenti documenti:

– Elenco dei membri dell’equipaggio e rispettivo passaporto. Alcuni Paesi richiedono che i passaporti siano validi per almeno 6 mesi oltre la data d’arrivo. Gli stessi libretti dei passaporti inoltre devono avere un numero sufficiente di pagine bianche per i Visti in quanto molti usano un’intera pagina per apporne uno.

– Visto turistico. I Visti devono essere ottenuti con un determinato anticipo per quei Paesi dove è impossibile ottenerli all’arrivo. Sebbene gli Stati Uniti prevedano uno schema in deroga del Visto per alcuni stati raggiunti con viaggi via aerea, il Visto deve essere ottenuto in anticipo se si arriva in barca e questo include non solo gli Stati Uniti continentali ma anche Puerto Rico, Virgin Islands e Hawaii. Ogni membro dell’equipaggio che s’imbarca deve essere in possesso di una lettera firmata dallo skipper in modo che possa essere mostrata al check-in dell’aeroporto di partenza o all’immigrazione all’arrivo. La lettera deve precisare il nominativo della barca e i dati anagrafici del membro dell’equipaggio chiarendo che questo verrà subito imbarcato e che lascerà il Paese in una determinata data. Una lettera del genere può essere sufficiente per consentire al membro dell’equipaggio di arrivare con un biglietto di sola andata.

– Permesso di esercitare la crociera. Un permesso per navigare in crociera è richiesto da un certo numero di Paesi, come per esempio Indonesia, Venezuela, Palau e Vietnam e in genere deve essere ottenuto in anticipo.

– Polizza di assicurazione. Sebbene nelle procedure di entrata solo raramente venga richiesta la polizza assicurazione oggi molti marina turistici non accettano una barca se non è assicurata.

– Permesso per esercitare l’attività subacquea e per le bombole. Le bombole per l’attività subacquea devono avere un certificato che mostri dove e quando sono state controllate l’ultima volta altrimenti potrebbe essere difficile o anche impossibile farle ricaricare.

– Licenza di pesca. Le licenze di pesca sono obbligatorie in diversi Paesi, come per esempio Bahamas e Canada e possono essere ottenute all’arrivo.

– Porto d’armi. Le armi e le munizioni devono essere dichiarate all’arrivo e in genere vengono sequestrate per tutta la durata della permanenza. La questione si complica se si intende lasciare il Paese da un porto diverso da quello di arrivo, in quanto è previsto che un ufficiale della dogana accompagni lo skipper con l’arma fino alla barca e la sigilli fino alla partenza. Nonostante tutti questi problemi, è assolutamente poco saggio nascondere un’arma perché le pene per questa infrazione sono sempre molto severe.

– Diplomi e titoli professionali se si ha intenzione di lavorare. Se si intende lavorare durante lo scalo è essenziale potere dimostrare a un potenziale datore di lavoro un titolo professionale o un diploma o una laurea. Aiuta anche presentare un curriculum ben fatto e le referenze ottenute nei precedenti posizioni lavorative. Nella maggior parte dei Paesi lavorare senza un permesso di lavoro è illegale. Negli Stati Uniti o in Australia perfino esprimere anche solo l’intenzione di lavorare a meno di non essere provvisti della carta verde può comportare una pena.

– Licenza di navigazione della barca;

– Patente nautica dello skipper;

– Certificato delle vaccinazioni;

– Licenza di esercizio per gli apparati radio Vhf, SSB, Ham;

Accesso porto estero

Navigare in Europa è molto più facile

Per quanto riguarda la burocrazia e le pratiche doganali da espletare quando si arriva via mare l’Unione Europea è un caso a parte visto che le barche UE e i suoi cittadini possono muoversi liberamente entro i suoi confini senza alcuna formalità. Se a bordo sono presenti tra i membri dell’equipaggio cittadini estranei all’Unione Europea lo skipper deve avvisare l’ufficio immigrazione locale.

Le barche che battono bandiera di Paesi non appartenenti all’UE devono effettuare la procedura di entrata presso il primo Paese dell’UE nelle cui acque territoriali stanno per entrare e gli equipaggi che devono avere il Visto devono richiederlo con il dovuto anticipo. I regolamenti e le tempistiche per la richiesta del Visto variano ancora da paese a paese per cui mentre alcuni stati le barche non UE hanno libertà di movimento dopo avere eseguito la procedura dell’entrata, in alcuni altri, come avviene per esempio in Grecia, tutte le barche che siano o no immatricolate nell’UE devono rispettare la procedura d’entrata per ottenere il permesso di navigare e mettersi in contatto con le autorità portuali in ogni porto principale o marina.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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