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La cucina di bordo e la gestione della cambusa in barca

Di Inserito il 17 Febbraio 2019 In Accessori di bordo

Accessori di bordo

La cucina di bordo e la gestione della cambusa in barca

Vediamo come si presenta una cucina di bordo a partire dalle forme e i suoi componenti, come il piano cottura, il frigo, il forno, i vani per stivare cibi e vivande, oltre ad alcuni suggerimenti pratici su come si allestisce la cambusa e qualche trucco per conservare al meglio gli alimenti durante la crociera.

Uno spazio cucina attrezzato e funzionale è un requisito fondamentale di ogni barca da crociera che si rispetti: permette infatti all’equipaggio in vacanza di cucinare a bordo e gustare cene sfiziose nelle soste in rada o in porto, ma è anche di vitale importanza nelle lunghe navigazioni per ristorarsi decentemente. Come quella di casa, anche la cucina di una barca è il luogo dove si preparano e si scaldano i cibi e le vivande ovviamente, ma anche dove gli stessi si stivano, si conservano e al momento opportuno si “lavorano” per essere trasformati in pasti e spuntini.

 

 

Organizzare la cucina di bordo

Oggi la configurazione dello spazio-cucina più diffuso sui cabinati moderni è quella in linea o “a murata” che si affaccia sul quadrato. Una soluzione apprezzabile dal punto di vista estetico, ma poco pratica quando si naviga: è vero, infatti, che a murata le sollecitazioni del blocco cucina sono minori, ma senza punti d’appoggio laterali o retrostanti, l’attività del cuoco di bordo è penalizzata. Più funzionale è la forma a “L” che crea problemi solo quando è particolarmente lunga con i piani di lavoro, angolo cottura e lavelli troppo distanziati.
Su barche più datate potreste trovare cucine a “U” o a “C”, più piccole ma anche più efficaci in navigazione perché permettono di avere tutto sottomano e offrono maggiore protezione a chi si destreggia tra i fornelli.
 

 

Cucinare in barca col piano cottura basculante

Per quanto riguarda i componenti della cucina e i vari accessori della stessa, ormai la sensazione è di trovarsi a casa. Partiamo, per esempio, dal piano cottura. Quest’ultimo, spesso dotato di cappa, è sempre montato su un cardano basculante che permette di cucinare anche a barca sbandata e prevede due o tre bruciatori a gas. Tutti i bruciatori sono dotati di pinze blocca pentole e hanno un meccanismo che arresta l’uscita di gas se inavvertitamente si gira la manopola di regolazione della fiamma. L’impianto del gas solitamente prevede una bombola da 5 chilogrammi o due da 2,5 chilogrammi collocate in pozzetto in un gavone separato, stagno e munito di ventilazione naturale. Alcuni modelli sono abbinati a un rilevatore di fughe di gas con allarme posizionato dietro al forno.
Su tutti i blocchi cucina è sempre montata una barra d’appoggio utile per tenersi ed eventualmente agganciarsi con una cintura mentre si cucina in navigazione. Accanto al piano cottura si trovano i lavelli di acciaio inox grandi e profondi, muniti di rubinetti integrati, miscelatori di acqua calda e fredda a pressione che quando non utilizzati possono essere coperti da piani d’appoggio. Questi ultimi sono realizzati in legno o in materiali sintetici, in genere sono auto drenanti e spesso dotati di comodo tientibene, sgocciolatoi e rastrelliere porta-stoviglie.

 

 

Frigo, forno e ghiacciaia

Per stivare alimenti e vivande le cucine di bordo ci sono poi tanti vani e stipetti dotati di cestelli interni o piani grigliati per organizzare meglio la cambusa e tutti hanno sportelli con chiusure a scatto. Tra gli accessori fondamentali per cucinare in barca c’è il frigorifero. La sua capienza va dai 100 litri ai 170-180 litri e oltre nelle imbarcazioni più grandi. Su molti cabinati il frigo è a pozzetto, ossia con apertura superiore e posizionato accanto al piano cottura, ma ci sono anche modelli con un’apertura laterale alternativa, molto più pratica. Utile può essere anche la tradizionale ghiacciaia che richiede solo di rifornirsi di ghiaccio quando si scende a terra.
Nello spazio sottostante al piano di cottura è inserito invece il forno, sempre a gas, utile per fare il pane o la pizza e spesso è affiancato anche dal forno a microonde, molto comodo perché consuma poca energia, specialmente se usato al minimo della potenza (poche centinaia di watt). Completano lo spazio cucina di bordo la pattumiera differenziata, il mobile bar e spesso il barbecue da allestire in pozzetto.

 

 

La cambusa: come stivare gli alimenti in barca

Vediamo ora come organizzare al meglio la cambusa di una barca in vista di una crociera. C’è chi ritiene giustamente che una cambusa ricca sia il vero segreto di una buona o una cattiva vacanza in barca. I piaceri della tavola infatti sono fondamentali in mare, ancora più che a terra e qualsiasi cibo o spuntino a bordo si mangia con più gusto. Prima di mollare gli ormeggi, quindi, è necessario “fare cambusa”, ossia rifornire la barca dei generi alimentari sufficienti a sfamare e dissetare l’equipaggio per l’intera durata della navigazione.
Per organizzare bene la cambusa di una barca a vela serve un minimo di strategia e conoscere a fondo i programmi di crociera, gli scali previsti, i membri dell’equipaggio e i loro gusti o esigenze alimentari, così come avere confidenza con gli spazi di stivaggio. Una parte della spesa per la cambusa non potrà non comprendere cibi in scatola e conserve, alimenti sottovuoto o precotti, cibi disidratati e prodotti a lunga conservazione. Questi cibi ormai sono piuttosto gustosi e possono salvare una cena o uno snack quando nessuno vuole cucinare o le condizioni meteo sono critiche.
 

 

Far durare di più frutta e verdura

Anche la frutta e la verdura non dovrebbero mai mancare, specie in estate. Vanno solo protetti dal caldo umido mettendoli in contenitori forati per fare circolare l’aria, o meglio ancora appenderli con delle amache a rete. Gli agrumi, grazie alla scorza tenace, sono i frutti che durano più a lungo e si possono ammonticchiare gli uni sugli altri fasciati singolarmente nella carta di giornale.
Tra le verdure, i pomodori adagiati in scatole di plastica con un fondo di carta assorbente durano qualche settimana, mentre le patate se lavate e asciugate per bene prima di riporle possono stare in barca per mesi. Anche aglio, cipolle e zucca, puliti e stivati al buio, durano molto tempo. Per i cavoli e le verze basta di volta in volta consumare le foglie più esterne ed eliminare quelle ammuffite. Zucchine, melanzane, peperoni e fagiolini non reggono invece oltre una settimana.

 

 

Scorte d’acqua dolce e vino in sentina

Se si vuole mangiare carne fresca il frigorifero di bordo è vitale, mentre per i salumi, è sufficiente appenderli all’aria nel posto più secco e ventilato della barca. Per conservare al meglio i formaggi freschi si possono avvolgere in pellicole di plastica e tenerli in frigorifero, dureranno qualche giorno di più. Quelli stagionati invece si mantengono meglio se confezionati sottovuoto o avvolti in panni di cotone. Ci sono comunque dei formaggi che resistono anche al caldo, come il camembert o il brie e le sottilette.
Oltre agli alimenti, vanno considerate le bevande a partire dall’acqua da bere, quindi una scelta di vini o birra, bibite gasate e succhi di frutta. Molto apprezzati sono tè profumati e tisane che aiuteranno a bere eventualmente anche l’acqua del serbatoio. Particolare attenzione va data all’acqua dolce. Il quantitativo minimo deve essere 2 litri al giorno per persona moltiplicato per i giorni della crociera più un 50 per cento per gli imprevisti.
Quanto al vino, è preferibile imbarcare quello imbottigliato e tenerlo al buio e nel punto più fresco della barca che di solito è la sentina. Lattine di birra e casse d’acqua possono essere stivate invece all’asciutto, per esempio nei gavoni sotto i divani del quadrato.
Con queste piccole accortezze, la cambusa sarà a prova di crociera, il cuoco di bordo pronto a sfornare manicaretti e l’equipaggio alla fine non vorrà più tornare a terra…

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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