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Gestione della Cambusa in Barca e la Cucina di Bordo - Marenauta Blog

Cambusa in barca e cucina di bordo

– 28 Febbraio 2019 – Vita a bordo

Cambusa in barca e cucina di bordo
Vita a bordo

La cucina di bordo e la gestione della cambusa in barca

La cucina a bordo di un cabinato charter non è solo uno spazio di servizio, ma il vero motore della convivialità in crociera. Dalla gestione dei fuochi basculanti alle tecniche di stivaggio per mantenere freschi frutta e ortaggi, ecco come organizzare al meglio cambusa, elettrodomestici e provviste per una vacanza a vela all’insegna del buon cibo.

Un’area cucina perfettamente attrezzata, funzionale e accogliente fa la differenza tra una semplice vacanza in mare e un’esperienza di crociera indimenticabile. Per chi sceglie la formula del noleggio nautico, saper gestire i fornelli e programmare i rifornimenti consente di allestire piatti prelibati sia durante le soste nelle baie più suggestive sia all’ormeggio in porto, offrendo al contempo un ristoro prezioso dopo le faticose traversate più impegnative.

Analogamente a quanto accade nelle abitazioni terrestri, lo spazio cucina assolve a una duplice funzione: ospita le operazioni di cottura e riscaldamento delle pietanze, ma funge anche da deposito strategico per la conservazione e la preparazione degli alimenti destinati a colazioni, spuntini e cene sotto le stelle.

Piano cottura in barca

Organizzare la cucina di bordo

Nelle imbarcazioni di nuova generazione, l’architettura della cucina predilige solitamente la disposizione longitudinale lungo la murata, direttamente aperta verso la dinette. Se da un lato questa soluzione regala una straordinaria luminosità e continuità visiva agli ambienti, dall’altro mostra qualche limite quando la barca si muove formata: l’assenza di barriere protettive alle spalle o ai fianchi rende più complessa la stabilità di chi maneggia pentole e stoviglie. Risulta decisamente più ergonomica l’organizzazione a “L”, purché le distanze tra lavello, fuochi e superfici di lavoro non risultino eccessive.

Sui cabinati dal progetto più classico o conservativo si incontrano frequentemente layout a “U” o a “C”: sebbene riducano leggermente lo spazio calpestabile, queste configurazioni avvolgenti si rivelano insuperabili con mare formato, poiché tengono ogni utensile a portata di mano e offrono al cuoco un solido punto di appoggio naturale per contrastare il rollio.

Frigo in barca

Cucinare in barca col piano cottura basculante

Le dotazioni culinarie dei moderni cabinati offrono standard di comfort paragonabili a quelli domestici. Un elemento imprescindibile è costituito dal gruppo cottura basculante: montato su perni cardanici che ne preservano l’orizzontalità indipendentemente dall’inclinazione dello scafo, questo blocco integra solitamente due o tre fuochi a gas protetti da una struttura in acciaio. I bruciatori sono dotati di apposite pinze fermapentola regolabili e di valvole di sicurezza termoelettriche che bloccano istantaneamente l’afflusso del combustibile se la fiamma si spegne per una folata d’aria o un movimento brusco. L’alimentazione è garantita da bombole collocate all’esterno in gavoni dedicati, stagni e ventilati; su molte imbarcazioni, un sensore acustico di sicurezza posizionato in prossimità del forno segnala tempestivamente eventuali perdite nell’impianto.

Per proteggere chi cucina durante la navigazione, il blocco è sempre provvisto di un tientibene frontale, utilissimo anche per assicurarsi con una cintura di sicurezza. Accanto ai fuochi si sviluppano i lavelli in acciaio inox a vasca profonda con miscelatori per acqua calda e fredda; quando non vengono utilizzati, possono essere chiusi da appositi taglieri in legno o resina che ampliano il piano di lavoro, integrando spesso scanalature di scolo e supporti per asciugare le stoviglie.

Cambusa barca

Frigo, forno e ghiacciaia in barca

Lo stivaggio delle provviste è affidato a una fitta rete di stipetti, armadietti e gavoni dotati di serrature di sicurezza a pressione per impedire aperture accidentali durante la navigazione. Tra i dispositivi tecnologici spicca il frigorifero, con capacità medie che oscillano tra i 100 e i 180 litri. La versione a pozzetto — con apertura dall’alto e posizionata a filo del piano di lavoro — resta la più diffusa per le sue doti di efficienza termica, sebbene i modelli a cassetto o con anta frontale stiano conquistando grande favore per la loro praticità d’accesso. Nelle cambuse più tradizionali resiste inoltre l’intramontabile ghiacciaia passiva, utile per integrare la conservazione mediante l’uso periodico di panetti di ghiaccio reperiti a terra.

Nella parte inferiore del blocco cucina trovano posto il forno a gas — ideale per la cottura di pane e lievitati — e spesso un forno a microonde, utilizzabile quando la barca è collegata alla colonnina della banchina o dispone di un generatore adeguato. Completano la zona i contenitori per la raccolta differenziata, i vani bar e la predisposizione per il barbecue esterno da pozzetto.

Gestione della Cambusa in barca

La cambusa: come stivare gli alimenti in barca

Pianificare con cura la cambusa rappresenta il vero segreto per il successo di una vacanza charter. Il piacere del cibo condiviso a bordo assume una valenza speciale, trasformando ogni pasto in un rito conviviale dopo una giornata trascorsa a veleggiare. Prima di mollare gli ormeggi è perciò fondamentale completare un approvvigionamento intelligente, tarato sulle esigenze di tutti i partecipanti e sulla durata effettiva dell’itinerario.

Una gestione efficace richiede di incrociare il piano di navigazione, i porti di scalo previsti, le preferenze alimentari e la reale capienza dei gavoni. Tra i generi di prima necessità non devono mai mancare scatolame, conserve in vetro, piatti pronti sottovuoto, cibi liofilizzati e prodotti a lunga conservazione. Queste risorse, oggi caratterizzate da altissimi standard qualitativi, offrono un’ancora di salvezza preziosa per preparare spuntini rapidi quando la stanchezza si fa sentire o il mare mosso sconsiglia di accendere i fuochi.

Mangiare in barca

Far durare di più frutta e verdura e gestire la cambusa

Il consumo di prodotti freschi è uno dei piaceri dell’estate, ma richiede particolari accorgimenti per resistere al clima caldo e umido della barca. Frutta e verdura andrebbero conservate all’interno di cassette forate per favorire la circolazione dell’aria o, ancora meglio, sospese nelle classiche retine da marinaio. Gli agrumi, grazie alla robustezza della buccia, vantano la maggiore longevità e possono essere disposti in strati dopo essere stati avvolti singolarmente nella carta di giornale.

I pomodori mantengono la loro consistenza per settimane se sistemati in contenitori rigidi su un fondo di carta assorbente, mentre le patate durano mesi se preventivamente lavate e asciugate con cura. Aglio, cipolle e zucca richiedono solo luoghi asciutti e bui per conservarsi a lungo. Per quanto riguarda cavoli e verze, la tecnica migliore consiste nel privarli progressivamente delle foglie esterne man mano che appassiscono, preservando il cuore integro. Verdure più delicate come zucchine, melanzane, peperoni e fagiolini hanno invece un ciclo di vita più breve e vanno consumate nei primi giorni di navigazione.

Cucina di bordo

Scorte d’acqua dolce e vino in sentina

Se la carne fresca trova posto esclusivamente nel frigorifero, i salumi interi possono essere appesi nell’intercapedine più aerata e asciutta della barca. I formaggi freschi o a pasta molle si mantengono più a lungo avvolti in pellicola trasparente e riposti nella zona più fredda, mentre i formaggi stagionati traggono grandi vantaggi dal sottovuoto o dall’avvolgimento in teli di cotone; formaggi a pasta fusa o formaggi come Brie e Camembert resistono egregiamente alle temperature estive.

Un capitolo cruciale riguarda i liquidi: dalle scorte d’acqua minerale a una selezione di vini, birre e bevande analcoliche. Le tisane e i tè aromatizzati rappresentano una risorsa eccellente anche per insaporire l’acqua dei serbatoi di bordo. Per l’acqua potabile è bene calcolare una scorta minima di almeno due litri a persona per ogni giorno di navigazione, aggiungendo un margine di sicurezza del cinquanta percento per imprevisti o tappe allungate. Le bottiglie di vino trovano la collocazione ideale nella parte più profonda, fresca e buia dello scafo, tradizionalmente individuata nella sentina, mentre i fardelli d’acqua e le bibite possono essere stivati nei gavoni inferiori della dinette. Seguendo queste semplici regole di marineria, la cambusa sarà pronta a sostenere qualsiasi rotta, viziando l’equipaggio con manicaretti impeccabili.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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