Rotta verso il mito: tra Scilla e Cariddi sulla “Costa degli Dei”
Un itinerario a vela d’eccellenza di 7 giorni che unisce la costa settentrionale della Sicilia alla scenografica “Costa degli Dei” in Calabria, con un gran finale tra i fuochi di Stromboli.
Navigare tra la costa settentrionale della Sicilia e la Costa degli Dei in Calabria non è una semplice crociera, ma un viaggio nelle radici stesse del Mediterraneo. Per chi sceglie il charter a vela, questa zona rappresenta un connubio perfetto tra navigazione d’altura e ridosso costiero, dove i venti termici e la corrente dello Stretto di Messina mettono alla prova la perizia velica, premiandola con scenari mozzafiato.
In questo tratto di mare, la storia antica si mescola a una natura prepotente: dai borghi di pescatori incastonati nella roccia calabra alle spiagge bianchissime di Tropea, fino alla sagoma magnetica di Stromboli che funge da faro naturale per i navigatori sin dai tempi di Omero. È un itinerario che alterna il lusso dei marina moderni al fascino selvaggio delle rade sotto i vulcani, offrendo un’esperienza sensoriale fatta di profumi di zagara, sapori piccanti e il blu profondo del basso Tirreno.
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Giorno 1, Capo d’Orlando, imbarco
La crociera inizia nel moderno Marina di Capo d’Orlando, una struttura d’eccellenza situata sulla costa messinese, proprio di fronte alle Isole Eolie. La posizione geografica è strategica: la base offre una vista privilegiata su Vulcano e Lipari, mentre alle spalle svettano i monti Nebrodi. Dopo avere completato il check-in sul vostro scafo a noleggio, vale la pena esplorare questo centro che ha saputo trasformarsi da borgo di pescatori in meta chic.
Il Marina è un gioiello di architettura moderna, con banchine sicure e servizi di alto livello. Prima di mollare gli ormeggi, dedicate qualche ora al centro cittadino o salite verso il Monte della Madonna, dove si trova il Santuario e i resti del castello: la vista sulla costa è il modo migliore per studiare la rotta che vi attende. Le spiagge locali sono ampie e sabbiose, ideali per un primo tuffo di prova prima della traversata verso la terraferma calabrese.

Giorno 2, Capo d’Orlando – Scilla (Baia di Chianalea), 45 miglia
Lasciata la Sicilia, prua su Nord-Est attraversando l’imboccatura nord dello Stretto di Messina. È una navigazione entusiasmante dove bisogna prestare attenzione alle correnti e al traffico commerciale. La destinazione è Scilla, una perla situata sulla Costa Viola calabrese. Geograficamente, Scilla domina lo stretto dalla sua posizione arroccata su un promontorio roccioso che si tuffa nel mare.
Costa degli Dei. Per l’ormeggio, il piccolo porto peschereccio offre pochi posti per i transiti, quindi molti velisti preferiscono dare fondo all’ancora nella rada di Marina Grande, meteo permettendo, proprio davanti alla lunga spiaggia ghiaiosa. Una volta a terra, la visita obbligata è a Chianalea, definita la “Venezia del Sud”. Qui le case sono costruite direttamente sugli scogli e le barche dei pescatori sono parcheggiate davanti agli usci. Passeggiare tra i vicoli stretti, cenare su una pedana a pelo d’acqua e visitare il maestoso Castello Ruffo vi farà sentire parte di una leggenda millenaria.

Giorno 3, Scilla – Palmi (Cala Janculla), 12 miglia
Risalendo la costa calabra verso Nord, la navigazione si fa panoramica, costeggiando le alte scogliere della Costa Viola. La tappa odierna è Palmi, una città che sorge su una terrazza naturale affacciata sul mare. Il contesto costiero qui è selvaggio: il Monte Sant’Elia domina il paesaggio, offrendo uno dei belvedere più belli d’Italia.
Costa degli Dei. Per chi naviga, il porto di riferimento è quello di Palmi (Taureana), funzionale ma spesso affollato. Tuttavia, la vera gemma per un velista è Cala Janculla. Situata nel cuore del Monte Sant’Elia, è una spiaggia incastonata tra falesie altissime, accessibile quasi esclusivamente dal mare. È considerata una delle spiagge più belle e selvagge del Tirreno, con acque color smeraldo e grotte marine (come la Grotta delle Sirene) da esplorare col tender. È il luogo perfetto per una sosta alla fonda diurna in totale isolamento. Il centro di Palmi, ricostruito dopo i terremoti, offre ampi viali alberati e la Casa della Cultura, un polo museale di grande interesse.

Giorno 4, Palmi – Tropea, 25 miglia
Proseguendo verso Nord, il paesaggio cambia: le rocce scure lasciano il posto al granito bianco e alla sabbia finissima. Arriviamo a Tropea, simbolo della Calabria nel mondo. La città è costruita su una rupe di tufo alta circa 60 metri, una fortificazione naturale che sembra sfidare la gravità.
Costa degli Dei. Il Porto di Tropea è un marina turistico moderno e attrezzato, situato ai piedi della rupe, che offre ogni comfort per i charteristi. Una volta ormeggiati, la salita verso il centro storico attraverso le antiche scale è un rito. Il centro è un dedalo di palazzi nobiliari e botteghe dove troneggia la famosa cipolla rossa. Non potete perdere il Santuario di Santa Maria dell’Isola, iconico monastero situato su uno scoglio di fronte alla città. Le spiagge sottostanti, come la Spiaggia della Rotonda, vantano un’acqua di una trasparenza quasi irreale, perfetta per lo snorkeling lungo le pareti di tufo.

Giorno 5, Tropea – Capo Vaticano, 6 miglia
Oggi la navigazione è breve e rilassata, ideale per godersi ogni caletta. Capo Vaticano è un promontorio granitico che separa il Golfo di Sant’Eufemia da quello di Gioia Tauro. Geograficamente è uno dei punti più spettacolari dell’intero itinerario: una successione di punte rocciose e piccole baie sabbiose.
Costa degli Dei. Non essendoci porti attrezzati proprio sul Capo, la barca a vela diventa il mezzo privilegiato per godersi questo tratto. La rada di Grotticelle è un “must”: tre piccole baie contigue con fondale sabbioso e acqua turchese dove dar fondo all’ancora. Qui il mare sembra una piscina naturale. La costa è costellata di fichi d’India e macchia mediterranea che arrivano fino a riva. Se il meteo è stabile, passare la notte alla fonda sotto il faro di Capo Vaticano, guardando le luci della Sicilia in lontananza, è un’esperienza mistica.

Giorno 6, Capo vaticano – Stromboli, 35 miglia
Si lascia la costa calabra per una traversata in mare aperto verso l’arcipelago eoliano. La meta è Stromboli, l’isola-vulcano per eccellenza. Avvicinandosi a vela, la sagoma di “Iddu” (come i locali chiamano il vulcano) si staglia nera contro il blu intenso. È un’isola senza porti protetti: l’ormeggio avviene al campo boe davanti a San Vincenzo o, se il mare è calmo, dando fondo a Ficogrande.
Stromboli è un mondo a parte: non ci sono luci stradali e il silenzio è interrotto solo dai brontolii del vulcano. Il centro abitato è un insieme di case bianche in stile eoliano immerse tra i fiori di ibisco. È d’obbligo una sosta a terra per un aperitivo da Ingrid, ma il vero spettacolo è notturno. Riprendete il mare al tramonto e dirigetevi verso la Sciara del Fuoco: qui potrete restare alla fonda (rispettando le distanze di sicurezza) per ammirare le esplosioni di lava che rotolano fino in mare sotto il cielo stellato. È il momento clou della crociera.

Giorno 7, Stromboli – Capo d’Orlando, 35 miglia
L’ultima tappa prevede la traversata di ritorno verso la Sicilia. È il momento di spiegare le vele e godersi le ultime miglia di questo triangolo d’oro del Tirreno. Durante la navigazione, potrete avvistare lo scoglio di Strombolicchio, un antico collo vulcanico sormontato da un faro, che emerge solitario dal mare profondo.
Rientrando al porto di Capo d’Orlando, avrete il tempo di un ultimo bagno presso la spiaggia del borgo prima di riconsegnare la barca. Questa rotta vi avrà portato a scoprire due regioni sorelle ma diverse, unite da un mare che non è mai uguale a se stesso. Per i velisti che scelgono il charter, questo itinerario garantisce il perfetto equilibrio tra navigazione tecnica, cultura gastronomica e relax in baie che nulla hanno da invidiare ai tropici, con il valore aggiunto di una storia millenaria che affiora in ogni porto.
Photo credits immagine apertura: Turismo-Calabria.
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