Noleggio Barche
Miglior prezzo garantito
I vantaggi per i nostri clienti
Testimonianze
Contatti
Italiano
marenauta®
noleggio barche, un nuovo modo per vivere il mare
  
Marenauta Blog
il blog del mare

A vela nel “triangolo d’argento”: Argentario e le isole del Sud

– 16 Giugno 2026 – Vacanze in barca

Vacanze in barca

A vela nel “triangolo d’argento”: Argentario e le isole del Sud

Partendo dalla prestigiosa base di Punta Ala, la rotta si snoda verso Sud toccando la Maremma arroccata di Talamone, l’imponente promontorio del Monte Argentario a Porto Santo Stefano, fino a stringersi nel cuore selvaggio dell’Arcipelago Toscano tra l’Isola del Giglio e la misteriosa Giannutri.

Vi aspetta un viaggio tra venti termici generosi, baie protette da scogliere millenarie, vestigia romane e acque trasparenti ideali per lo snorkeling in mare aperto. La costa meridionale della Toscana offre uno dei comprensori di navigazione più affascinanti e tecnici dell’intero Mar Tirreno. Navigare a vela in quest’area significa confrontarsi con una varietà di paesaggi marini straordinaria: si passa dalle lunghe spiagge sabbiose protette dalle pinete maremmane ai maschi promontori rocciosi del Monte Argentario, fino a raggiungere le isole calcaree e granitiche del sud dell’arcipelago.

Per un velista, questa zona rappresenta il perfetto connubio tra sicurezza e avventura. I venti a regime di brezza estiva, dominati dal classico maestrale termico che si alza regolare nel primo pomeriggio toccando spesso i 12-15 nodi, garantiscono veleggiate divertenti e sicure. Al contempo, la conformazione del territorio offre sempre un ridosso sicuro da qualsiasi quadrante spirino le burrasche.

Oltre alle doti nautiche, questo lembo di mare regala un’immersione totale nella storia e nella natura incontaminata: borghi medievali nati come fortificazioni difensive che guardano il mare dall’alto, riserve naturali regolate da vincoli severi che proteggono la biodiversità e fondali ricchi di vita che attendono solo di essere esplorati con maschera e pinne.

Consiglio per lo skipper: durante i mesi estivi, le autorità del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano applicano restrizioni severe sulla navigazione e sull’ancoraggio intorno a Giannutri. Prima di dare fondo, consultate sempre le carte ufficiali del parco per evitare sanzioni e proteggere la posidonia oceanica.

Leggi anche: Porto Ercole, il borgo marinaro “glamour” della Toscana

Argentario
Photo credits: Il Giornale.

Giorno 1, Punta Ala, imbarco

La base di partenza per questo itinerario è il Marina di Punta Ala, uno dei porti turistici più protetti e rinomati del Tirreno, situato sul limite settentrionale del Golfo di Follonica. La struttura è capace di ospitare centinaia di imbarcazioni anche di grandi dimensioni e offre tutti i servizi tecnici necessari al velista (carburante, acqua, banchine attrezzate, cantieristica).

Argentario e le isole del Sud. Il comprensorio di Punta Ala è moderno e signorile, nato negli Anni 60 del Novecento come località turistica d’élite. Dal porto, passeggiando lungo le banchine ricche di negozi e locali, si può salire verso il promontorio per osservare le antiche strutture difensive che vigilavano sul golfo: la Torre Hidalgo e il Castello di Punta Ala (o Torre di Troia Nuova), eretto nel sedicesimo secolo dai Medici. Le spiagge del promontorio sono lunghe strisce di sabbia fine e dorata, completamente orlate dal verde dei pini marittimi, il luogo ideale per rilassarsi.

Argentario
Photo credits: Visit Tuscany.

 

Giorno 2, Punta Ala – Talamone, miglia 24

La nostra rotta da Punta Ala punta verso Sud-Est, costeggiando il lungo litorale della Maremma Grossetana, superando la Foce dell’Ombrone e i selvaggi profili dei Monti dell’Uccellina, cuore pulsante del Parco Naturale della Maremma. L’arrivo a Talamone è scenografico: il borgo si presenta arroccato su un promontorio roccioso che chiude a Nord l’omonima baia, dominato dalla maestosa rocca aldobrandesca.

Per la sosta notturna, il porto di Talamone offre una buona protezione dai venti del secondo e terzo quadrante, sebbene sia parzialmente esposto a quelli da Sud e Scirocco. È gestito in parte dal comune e in parte da pontili privati; i fondali in banchina non sono elevatissimi (tra i 2 e i 3 metri), quindi è bene verificare il pescaggio della propria imbarcazione. Se si preferisce la sosta alla fonda, l’ampia baia a Sud del porto offre un eccellente ancoraggio su sabbia e fango, ottimo tenitore, protetto dal maestrale ma esposto ai venti meridionali. È lo spot preferito dai kitesurfer della zona proprio per la regolarità del vento.

Argentario e le isole del Sud. Una volta scesi a terra, una ripida camminata conduce alle porte del centro storico, un piccolo gioiello medievale racchiuso da mura. Camminando tra i vicoli stretti si raggiunge la Rocca Aldobrandesca, risalente al tredicesimo secolo, da cui si gode di una vista mozzafiato sul golfo e sull’Argentario. Talamone è legata a doppio filo alla storia d’Italia: qui Giuseppe Garibaldi fece tappa nel 1860 per rifornirsi di armi e munizioni durante la Spedizione dei Mille. Da non perdere la visita alla chiesetta di Santa Maria Assunta. Le spiagge nei dintorni sono prevalentemente rocciose sotto il promontorio, con calette suggestive come la “Spiaggia delle Donne”, mentre a Sud del borgo inizia la lunga spiaggia sabbiosa della baia, ideale per una passeggiata.

Photo credits: Novasol.
Photo credits: Novasol.

Giorno 3, Talamone – Porto Santo Stefano, 10 miglia

Una breve ma intensa navigazione separa Talamone dal Monte Argentario. Lasciata la baia, si attraversa il tratto di mare antistante il Tombolo della Giannella, una delle due strisce di terra sabbiose che collegano l’Argentario alla terraferma ferma racchiudendo la Laguna di Orbetello. Il profilo imponente dell’Argentario, antico scoglio calcareo un tempo isola e oggi promontorio, cresce rapidamente a prua. Porto Santo Stefano è il capoluogo, situato sulla costa settentrionale del promontorio, adagiato in una baia naturale a forma di anfiteatro.

Argentario e le isole del Sud. A Porto Santo Stefano il velista ha diverse opzioni. Il Porto Vecchio è solitamente riservato alle imbarcazioni locali e da pesca, mentre l’approdo turistico principale è il Porto del Valle, protetto da un grande molo foraneo. Qui si trovano ormeggi in banchina gestiti da diverse corporazioni e transiti privati. In alternativa, prima di entrare in porto, l’ampia rada di Santa Liberata o la baia del Pozzarello offrono ottimi punti di fonda per la giornata su fondale sabbioso, ridossati dai venti meridionali ma aperti al grecale e al tramontana.

Il cuore di Porto Santo Stefano si sviluppa intorno ai due porti, collegati dalla panoramica passeggiata sul lungomare disegnata da Giorgetto Giugiaro. Il centro storico si arrampica sulla collina ed è dominato dalla Fortezza Spagnola, una imponente struttura difensiva della fine del sedicesimo secolo costruita durante lo Stato dei Presidi. Oggi ospita mostre permanenti, tra cui una dedicata ai maestri d’ascia locali. Per gli amanti del mare, una sosta ai ristoranti del porto per assaggiare il “caldaro”, la tipica zuppa di pesce dei pescatori locali, è d’obbligo. Le spiagge del paese sono piccole calette cittadine come la Caletta e la banchina della Salute, ma muovendosi in barca lungo il promontorio verso Ovest si incontrano meraviglie selvagge come Cala Grande e Cala del Gesso, racchiuse da pareti rocciose ricoperte di macchia mediterranea.

Argentario
Photo credits: Idealista.

Giorno 4, Porto Santo Stefano – Isola del Giglio (Campese) – 16 miglia

La nostra barca molla gli ormeggi dall’Argentario per fare rotta verso Ovest, puntando decisamente in mare aperto in direzione dell’Isola del Giglio, la seconda per dimensione dell’arcipelago. La traversata del Canale dell’Argentario è una classica veleggiata d’altura, spesso rinfrescata dal maestrale. L’isola appare come un imponente massiccio di granito verdeggiante. L’itinerario prevede di doppiare la punta settentrionale dell’isola (Punta del Fenaio) per portarsi sul versante occidentale e raggiungere la spettacolare baia di Giglio Campese.

Argentario e le isole del Sud. Mentre Giglio Porto, sul versante orientale, offre l’unico vero porto turistico dell’isola (molto affollato in estate e con pochissimi posti al transito), la meta di oggi è la grande rada di Giglio Campese. Si tratta di una delle baie più belle dell’isola, protetta a Sud da un maestoso faraglione e a Nord da una torre medicea del sedicesimo secolo. L’ancoraggio avviene su un fondale sabbioso di ottima tenuta tra i 6 e i 12 metri. Bisogna prestare attenzione ai venti del quarto quadrante (Maestrale e Tramontana), che qui entrano decisi sollevando onda, rendendo la sosta non sicura per la notte in caso di burrasca da Nord-Ovest. Con tempo stabile, invece, è un ancoraggio da sogno.

La spiaggia di Campese è la più grande dell’isola, caratterizzata da una sabbia granulosa dal colore rossastro dovuto ai residui ferrosi delle antiche miniere. Ma il vero gioiello storico si trova a mezz’altezza sulla montagna: prendendo un autobus di linea o un taxi dalla baia, si sale a Giglio Castello. Questo borgo medievale fortificato, situato a oltre 400 metri sul livello del mare, è inserito tra i borghi più belli d’Italia. Camminare dentro le sue mura, tra camminamenti di ronda, archi in pietra e cantine dove si produce il robusto vino Ansonaco, è un’esperienza fuori dal tempo. Tornati a bordo a Campese, si assiste a quello che molti velisti considerano il miglior spettacolo dell’isola: il tramonto, con il sole che si immerge nel mare esattamente dietro i profili della vicina isola di Montecristo.

Photo credits: Bivacco Viaggi.

Giorno 5, Isola del Giglio – Giannutri – 12 miglia

Si riprendono le manovre navigando verso Sud-Est, lasciando le alte scogliere del Giglio per fare rotta verso l’isola più meridionale e selvaggia della Toscana: Giannutri. Lunga poco più di tre chilometri e larga poche centinaia di metri, Giannutri ha una caratteristica forma a mezzaluna che disegna due grandi insenature naturali. L’isola è un parco naturale terrestre e marino protetto in modo molto rigido; non vi sono auto, non ci sono veri paesi, ma solo una natura calcarea aspra, profumata di lentisco e rosmarino.

Argentario e le isole del Sud. L’approdo principale è Cala Spalmatoio, situata sul versante orientale dell’isola. Qui si trova un piccolo molo di cemento dove attraccano i traghetti di linea e dove lo spazio per le barche da diporto è limitatissimo e regolamentato. La maggior parte dei velisti preferisce dare fondo alla fonda nella parte interna della cala, prestando attenzione ai regolamenti del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che divide le acque dell’isola in zone a protezione speciale. Il fondale è misto di sabbia e scogli, ed è necessario assicurarsi che l’ancora abbia fatto buona presa. La cala offre un ridosso perfetto dai venti occidentali, mentre diventa impraticabile con venti da Est e Scirocco, nel qual caso ci si sposta sull’altro versante dell’isola, a Cala Maestra.

Giannutri è un museo a cielo aperto quasi disabitato. Sbarcati con il tender a Cala Spalmatoio, si respira un’atmosfera di isolamento assoluto. Un sentiero sterrato attraversa la macchia mediterranea bassa e conduce in pochi minuti di cammino a Cala Maestra, sul lato opposto. Qui si trovano i resti archeologici della maestosa Villa Romana della famiglia dei Domizi Enobarbi (la famiglia dell’imperatore Nerone), risalente al secondo secolo dopo Cristo. La visita ai resti delle colonne in marmo che si affacciano direttamente sulle scogliere a picco sul mare è un’esperienza archeologico-marittima unica, prenotabile tramite le guide del parco. Le spiagge dell’isola non sono sabbiose, ma consistono nelle piccole spianate di ciottoli delle due cale principali, lambite da un’acqua la cui trasparenza non ha nulla da invidiare a quella dei mari tropicali.

Argentario
Photo credits: Formiche Islands.

Giorno 6, Giannutri – Formiche di Grosseto, 35 miglia

Il quinto giorno prevede la tappa di rientro più lunga ed entusiasmante dell’itinerario, che taglia il cuore del golfo di Grosseto per fare ritorno alla base. Lasciata Giannutri di prima mattina per sfruttare le brezze leggere dell’alba, la rotta punta verso Nord-Ovest. A circa metà del percorso, quasi a metà strada tra l’Argentario e l’Isola d’Elba, emergono dal blu tre grandi scogli affioranti: le Formiche di Grosseto (Formica Maggiore, Formica Media e Formichino). Si tratta di un isolatissimo avamposto naturalistico segnalato da un faro sulla roccia più grande.

Non esistono porti né ridossi sicuri per la notte alle Formiche di Grosseto; la sosta è consentita solo con meteo totalmente stabile e mare calmo per una sosta diurna all’ancora. La Formica Maggiore offre un ridosso parziale sul lato sottovento alla brezza corrente. Questo è il paradiso dello snorkeling e delle immersioni in mare aperto. Essendo distanti dalla costa e battute da correnti costanti, le acque intorno alle Formiche offrono una visibilità eccezionale. Immergendosi lungo le pareti di roccia che scendono verticali nel blu, è frequente incontrare grandi banchi di barracuda, ricciole in caccia, cernie di fondale e una fitta foresta di gorgonie rosse e gialle a pochi metri di profondità. Dopo la sosta pranzo e un bagno rinfrescante, si riapre il fiocco per coprire le ultime miglia che separano lo scoglio dal porto di Punta Ala, dove ormeggiare per l’ultima notte della crociera.

Photo credits: UnTrolleyPerDue.

Giorno 7, Punta Ala, relax e sbarco

L’ultimo giorno è dedicato al relax e alla scoperta del territorio circostante la base di partenza e arrivo. Punta Ala non è solo un porto turistico moderno e attrezzato, ma un intero contesto costiero di grande valore ambientale, situato su un promontorio ricoperto da una fitta pineta che si estende fino al mare. Per chi volesse fare un ultimo bagno alla fonda prima del check-out della barca, la vicina Cala Martina o l’iconica Cala Violina (situata poco più a Nord nel golfo) offrono ancoraggi spettacolari su fondali di sabbia chiara, sebbene molto frequentati nei mesi caldi. Luoghi ideali prima di chiudere il diario di bordo di questa indimenticabile settimana sotto vela nel Triangolo d’Argento.

Photo credits immagine apertura: Italia.it

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Offerte speciali? Iscriviti alla nostra newsletter!
Iscriviti