Noleggio Barche
Miglior prezzo garantito
I vantaggi per i nostri clienti
Testimonianze
Contatti
Italiano
mare·nauta
noleggio barche, un nuovo modo per vivere il mare
  
Marenauta Blog
il blog del mare

Come ridurre il fastidioso rollio nelle soste in rada - Marenauta Blog

– 10 Novembre 2020 – Vita a bordo

Vita a bordo

Come ridurre il fastidioso rollio nelle soste in rada

L’incubo di ogni crociera estiva si palesa spesso sotto forma di un’oscillazione ritmica e inarrestabile della carena: il rollio in rada. Capace di trasformare la notte all’ancora in un travaglio, questo movimento torsionale può tuttavia essere compreso, limitato e persino neutralizzato. Ecco le cause dinamiche dell’instabilità e le strategie migliori per ritrovare il perfetto equilibrio a bordo.

Si tratta di un quadretto fin troppo familiare per chiunque frequenti le baie più suggestive del Mediterraneo a bordo di un cabinato a noleggio. Si dà fondo in un’insenatura incantevole, dall’acqua cristallina e dalle cornici mozzafiato, pronti a godersi una giornata di meritato riposo. Eppure, a rovinare l’atmosfera interviene un dondolio laterale continuo, secco e snervante, che fa sbandare lo scafo da un dritto all’altro senza tregua. Se di giorno la situazione intacca la serenità dei momenti conviviali, durante la notte il fenomeno si trasforma in un vero e proprio tormento, impedendo il sonno e mettendo a dura prova la tenuta psicofisica di chi si trova nelle cuccette.

Gli skipper con molti anni di navigazione alle spalle conoscono bene questo disagio e adottano precise manovre preventive per attenuarne la portata. Per affrontare il problema in modo efficace, la risposta risiede primariamente nell’impiego di tre strategie fondamentali: valutare il trasferimento dell’imbarcazione verso un ridosso più riparato e protetto dal moto ondoso residuo; modificare la giacitura dello scafo mediante ancoraggi secondari per orientare la prua o la poppa direttamente contro le onde; oppure fare ricorso a specifici dispositivi di smorzamento dinamico. Tuttavia, il primo e fondamentale passo per neutralizzare questo fenomeno consiste nel comprenderne la genesi fisica.

Leggi anche: Le 6 regole fondamentali di un buon ancoraggio

Rollio rada

La fisica dell’oscillazione: come si innesca la risonanza

Per contrastare efficacemente il dondolio della barca occorre innanzitutto analizzarne la meccanica navale. Il rollio è una rotazione periodica dell’imbarcazione attorno al proprio asse longitudinale, ovvero quella linea immaginaria che congiunge la prua alla poppa. Tra i vari movimenti dello scafo immerso in un fluido, rappresenta senz’altro la sollecitazione più sgradita per i passeggeri, fonte primaria di stanchezza fisica, mal di mare, ansia e generale decadimento del comfort di bordo.

La severità dell’oscillazione e l’angolo di sbandamento laterale sono determinati dall’interazione diretta tra le caratteristiche costruttive del cabinato e le proprietà del moto ondoso presente nella baia. Il caso peggiore si verifica quando il treno d’onde non investe la barca sul settore di prua o di poppa, bensì lo colpisce direttamente “al traverso”, ossia lungo la murata. In presenza di onde corte, ripide e cospicue, le sollecitazioni si intensificano drammaticamente.

Il fattore davvero critico risiede tuttavia nella frequenza d’impatto: quando il periodo delle onde — ovvero il lasso di tempo che intercorre tra due creste successive — coincide perfettamente con il periodo naturale di rollio proprio dello scafo, si innesca un fenomeno fisico estremamente pericoloso chiamato risonanza. In questo scenario, ogni singola onda trasferisce energia al sistema senza trovare resistenza, amplificando progressivamente gli angoli di inclinazione e trasformando una modesta onda di scia o di risacca in un oscillatore implacabile.

Rollio rada

La trappola della risonanza: l’onda incontra la fisica dello scafo

Il fenomeno della risonanza rappresenta senza dubbio la minaccia principale per il comfort di bordo durante una sosta in cala. Questa dinamica si innesca quando i treni d’onda cadenzati sincronizzano la propria energia con l’oscillazione naturale dell’imbarcazione, spingendo la carena esattamente nella medesima direzione verso cui sta già sbandando. Poiché la maggior parte dei cabinati da crociera presenta una frequenza naturale di rollio misurabile in pochissimi secondi, è sufficiente che l’intervallo tra due creste successive rispetti questo ritmo per scatenare un effetto amplificatore costante.

Il pericolo aumenta persino in presenza di frequenze multiple: un’onda che investe la murata ogni due cicli naturali continuerà comunque ad alimentare il movimento di oscillazione, offrendo una “spinta” ritmica che non permette alla barca di stabilizzarsi. Va inoltre sottolineato come la sensibilità umana percepisca alcune frequenze d’oscillazione in modo decisamente più sgradevole rispetto ad altre, aumentando la sensazione di nausea e fatica. In questo quadro, l’architettura navale gioca un ruolo cruciale: parametri come la massa complessiva (dislocamento), la distribuzione della zavorra nella deriva e le linee di carena determinano la reattività dello scafo e la sua tendenza ad amplificare o smorzare le sollecitazioni dell’acqua.

Rollio rada

Moto ondoso e rifrazione costiera

Per difendersi dall’instabilità all’ancora occorre imparare a leggere la provenienza e il comportamento del mare. È fondamentale distinguere tra le onde generate dal vento locale e le mareggiate formate da perturbazioni lontane. Poiché i treni d’onda viaggiano per molte miglia prima di raggiungere il litorale, la loro direzione di provenienza quasi mai coincide con quella della brezza presente nella baia. Questo spiega per quale motivo una barca possa trovarsi orientata con la prua al vento ma disposta completamente al traverso rispetto al mare di fondo.

A complicare il quadro interviene il fenomeno idrodinamico della rifrazione. Avvicinandosi al litorale o impattando contro secche, promontori e frangiflutti, l’onda riduce la propria velocità nei fondali più bassi, curvando progressivamente il proprio raggio d’incidenza. Dal momento che l’imbarcazione orienta naturalmente il proprio guidone verso il vento, la curvatura dell’onda rifratta la porterà inevitabilmente a colpire lo scafo sulle murate. Nell’analisi delle carte nautiche per la scelta dell’ormeggio serale, non basta dunque verificare la direzione del vento e del mare aperto, ma diventa indispensabile prevedere come la conformazione della costa devierà l’angolo d’attacco delle onde.

 Rollio rada

Le strategie di rotta: la scelta del miglior ridosso

Anche se la soluzione può sembrare immediata, la decisione più efficace per ritrovare la tranquillità rimane quella di salpata l’ancora e fare rotta verso un cala alternativa. Molti equipaggi tendono ad ostinarsi nel rimanere in baie esposte o soggette a risacca, quando basterebbe un breve trasferimento per individuare un ridosso perfetto. Prima di mollare la presa, è essenziale consultare le carte e valutare l’orografia del territorio circostante.

Nella ricerca dell’ancoraggio ideale occorre porsi alcune domande chiave:

  • Qual è il reale grado di protezione offerto dalla baia rispetto ai quadranti da cui proviene il mare di fondo?

  • Quali sono le previsioni sull’evoluzione della brezza e della marea nelle ore notturne?

  • Come cambierà l’esposizione della barca qualora il vento dovesse ruotare di novanta gradi?

Non sempre è facile calcolare a priori gli effetti combinati della rifrazione e dei rilievi costieri, ma disporre di un piano B ben strutturato consente di muoversi tempestivamente verso una baia protetta prima che cali l’oscurità.

Rollio rada

Tecniche avanzate e l’opzione multiscafo

Nel settore della nautica da diporto esistono anche soluzioni tecnologiche volte alla neutralizzazione delle oscillazioni, come i sistemi di stabilizzazione giroscopica. Nati originariamente per le grandi navi commerciali e da crociera, questi impianti sfruttano la coppia giroscopica generata da un volano ad altissima velocità di rotazione per opporsi all’inclinazione dello scafo, gestiti da centraline elettroniche dedicate. Sebbene l’efficacia sia provata, il peso, i costi elevati d’installazione e l’ingente consumo energetico li rendono raramente presenti sulle imbarcazioni destinate al charter a vela tradizionali.

Per chi considera l’assenza di rollio un requisito irrinunciabile della vacanza, la risposta risiede nella scelta del catamarano. Rispetto ai monoscafi, le cui chiglie zavorrate tendono a comportarsi come pendoli idrodinamici sotto la spinta delle onde, i multiscafi offrono una stabilità di forma nettamente superiore. L’oscillazione su un catamarano si verifica soltanto quando l’onda solleva alternativamente i due scafi. Poiché la lunghezza d’onda lungo le coste è generalmente superiore all’interasse tra i due scafi del multiscafo, l’imbarcazione tende semplicemente a sollevarsi e abbassarsi in modo uniforme, eliminando quasi del tutto il rollio e garantendo ormeggi stabili e confortevoli.

Noleggia ora un catamarano e dimenticati del rollio

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

5 commenti

  • Marcello Varsallona

    È proprio vero che il mare è un grande maestro. Dove attingere e mettete in atto tutto quello che gli anni di esperienza, danno modo di sperimentare. Ottima sequenza e complimenti per averlo postato, ciao.

      • Marcello Varsallona

        Buongiorno a voi. rRbadisco e ne sono più che convinto, che la sola scuola è navigare. Sono stato fortunato nell’avere un maestro (mio padre) che sia da piccolo mi ha insegnato e fatto toccare con mano situazioni a volte anche critiche, sempre comunque in sicurezza, non c’è scuola migliore. E come dico sempre in mare c’è sempre da apprendere. Per tutto questo bisogna amare questo elemento e rispettarlo. Ciao e grazie a voi.

  • pietro

    Buongiorno a voi. Peccato che stabilizzatore giroscopico su una barca vela sia inpensabile, a meno che non abbiate un 60 piedi. E su una a motore non bastano 20.000 euro per averlo. L’unico modo per evitare il rollio, è scendere.

  • Giovanni Berlini

    Si, rispettarlo il mare così lo si può amare di più, temerlo perché non fa sconti, essere prudenti per garantire la sicurezza. essere modesti verso la natura e ascoltare chi ha più esperienza . Confesso ,in alcune situazioni critiche ho desiderato tanto essere alla nona fila di ombrelloni in una piatta e affollata spiaggia, ma é durato poco perchè mi sono accorto che avevo commesso un errore di manovra o valutazione. Ti saluto David e ti ringrazio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Offerte speciali? Iscriviti alla nostra newsletter!
Iscriviti