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Comfort in crociera: come sconfiggere l’umidità in barca

– 19 Novembre 2021 – Vita a bordo

Vita a bordo

Comfort in crociera: come sconfiggere l’umidità in barca

Come sconfiggere l’umidità in barca. Recita un vecchio proverbio marinaro “Essere graditi come l’acqua a bordo”. Già perché l’acqua in cui navighiamo va benissimo, ma quella che entra e ristagna all’interno delle nostre barche sotto forma di umidità e condensa è un vero problema tale da rendere invivibili gli ambienti. Le gocce si depositano infatti su arredi, materassi, cuscineria, vestiti, inzuppano asciugamani e sedute del quadrato, si infiltrano dentro armadi, cassetti e stipetti. Non si tratta, però, solo dell’invivibilità degli ambienti interni troppo umidi. Una barca con alti livelli di umidità interna si rovina in fretta, sotto tanti aspetti: dal rischio di osmosi per gli scafi in vetroresina, alle muffe che dilagano in cambusa o tra le carte nautiche, dalla corrosione dei dispositivi elettronici a quella dei circuiti elettrici.

Insomma un ambiente umido è un ambiente malsano. Lo si avverte del resto già dal cattivo odore. In queste situazioni, oltre alle conseguenze per la salute, il comfort viene meno, rendendo praticamente impossibile godersi l’ambiente sottocoperta. Vediamo allora alcune soluzioni e accorgimenti da mettere in pratica per ridurre l’umidità di bordo e la formazione di condensa all’interno della barca.

Leggi anche: Quadrato, lo spazio principe degli interni di una barca

Umidità in barca

Come si forma la condensa in barca

Di fatto, quando parliamo del tasso di umidità all’interno della barca, facciamo riferimento al vapore acqueo, o meglio, alla quantità di acqua presente nell’aria. Il vapore si trova allo stato gassoso. Una quantità minima di questo, però, a determinate condizioni relative a pressione atmosferica e a temperatura, passa dallo stato gassoso a quello liquido, generando la condensa. In generale, per capire come si forma la condensa, possiamo dire che all’aumentare della temperatura cresce la quantità massima di vapore che può essere “contenuta” dall’aria prima che si formi della condensa. Anche la pressione ha un ruolo importante. Se la pressione dell’aria cresce, infatti, diminuisce la quantità di vapore che può essere contenuta nell’aria.

Sali anti umidità

Per combattere l’umidità interna delle barche tra i più diffusi strumenti ci sono sicuramente i sali anti umidità. Si tratta di deumidificatori che non contemplano l’utilizzo di nessun componente elettronico: tutto si basa sulla capacità dei sali di attirare l’umidità che invece di circolare nella barca viene depositata all’interno del deumidificatore. Una volta attirato all’interno di questi deumidificatori, il vapore acqueo diventa condensa e viene raccolto sotto forma di acqua negli appositi serbatoi che completano questi semplici dispositivi. È bene infatti non scaricare la condensa direttamente nel lavandino, peggio con le prese a mare lasciate aperte: i sali, come per esempio il cloruro di calcio, possono essere infatti corrosivi per le guarnizioni e nocivi per l’ambiente marino. In alternativa si possono utilizzare sacchetti a base di silica-gel. Sono quasi tutti rigenerabili lasciandoli al sole una giornata o mettendoli nel micro-onde. In barche piccole e con problemi di umidità lievi, è possibile avere ottimi risultati piazzando all’interno della barca 2, 3 o 4 deumidificatori a base di sale. In tutti gli altri casi è necessario aggiungere a questi dispositivi dei deumidificatori elettrici.

Umidità in barca

Deumidificatori elettrici

Esiste una vasta gamma di deumidificatori per barche. I deumidificatori per barche, tra l’altro, possono risultare preziosi anche durante l’utilizzo della barca. Sarebbe bene scegliere dispositivi per uso marino, leggeri, di dimensioni ridotte, silenziosi, a basso consumo e soprattutto che non disturbino l’equipaggio. Alcuni ad alte prestazioni ma piuttosto costosi (oltre i 500 euro) possono estrarre oltre 20 litri d’acqua al giorno. In linea di massima, i deumidificatori da alloggiare in barca dovrebbero avere l’arresto automatico, spegnendosi nel momento in cui il tasso di umidità è al di sotto di una certa soglia e la possibilità di riversare l’acqua raccolta direttamente negli scarichi.

Umidità in barca

Areare gli interni

Per combattere umidità e condensa occorre assicurare il corretto circolo d’aria di tutti gli ambienti interni. Oltre al tambucio e a tutti gli osteriggi, ogni tanto bisogna lasciare stipetti, gavoni, sotto panche e fare circolare aria ad ogni occasione possibile. Si possono posizionare anche alcune maniche a vento sui boccaporti aperti per far entrare sottocoperta un po’ di vento asciutto. Quando la barca si trova all’ormeggio si potrebbero installare anche dei piccoli ventilatori autonomi alimentati da pannello solare che aspirano l’aria e ne garantiscono il ricircolo, senza dover lasciare la barca alimentata. Un semplice ventilatore da tavolo o da auto 12V garantisce buon flusso, ma evitate di lasciarlo acceso se non siete a bordo. Si possono anche installare apposite bocchette di aereazione o griglie aggiuntive. Ne esistono di tutti i tipi, sia per boccaporti che per il ponte, stagne, dotate di zanzariere, etc. Prima di fare fori in coperta, però, affidatevi a tecnici esperti: manutenzione, tipologia, posizionamento e dimensionamento corretto di questi componenti sono importanti, anche per la sicurezza.

Tre piccoli trucchi anti condensa

Create degli spazi d’aria tra le superfici e la cuscineria. Ci sono molti materiali isolanti appositamente studiati per far circolare l’aria. Sollevare materassi e cuscini ogni qual volta non siano utilizzati fa la differenza, una cima asciutta di buon diametro messa tra cuscino e superficie a serpentina, può garantire una buona intercapedine e relativo ricambio d’aria.

Lasciate sempre il coperchio sulle pentole, mentre cucinate. Il coperchio è infatti la superficie di condensa privilegiata per tutti i vapori della cucina. Notate anche che la pentola a pressione è sicuramente rapida ed efficace a bordo, ma la valvola rilascia molto vapore in cabina.

Utilizzate schiuma da barba al posto di costosi prodotti anti appannamento su oblò e osteriggi. Basta stenderne con un panno una piccola quantità su vetri e finestrature e risolverete l’appannamento. Questo trucco lo usano spesso i camperisti e funziona: fate solo attenzione che la schiuma da barba è corrosiva su pannelli in plexiglass.

 

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