Ecco i gadget più diffusi tra chi naviga in oceano
Dai sistemi di tracciamento e sicurezza attiva fino all’autosufficienza energetica e idrica: una guida sui gadget e gli accessori indispensabili per allestire un cabinato charter o di proprietà da destinare alle grandi rotte oceaniche e alle circumnavigazioni.
Organizzare un’imbarcazione per affrontare una traversata oceanica rappresenta una sfida tecnica avvincente. L’obiettivo principale è disporre di un mezzo in grado di assicurare gli standard di comfort indispensabili per lunghe settimane di permanenza in mare aperto, garantendo al contempo l’affidabilità necessaria per fronteggiare qualsiasi imprevisto meteorologico o meccanico.
Una volta verificata la solidità dello scafo, la tenuta del rig (manovre fisse e correnti), l’efficienza dei motori e la completezza delle dotazioni di sicurezza regolamentari, la scelta degli accessori dedicati rappresenta la voce di spesa più significativa per i velisti che sognano i grandi spazi oceanici. Sebbene alcune dotazioni siano legate alle abitudini personali dell’equipaggio, esiste una serie di apparati diventati ormai irrinunciabili nelle dotazioni di bordo di chi solca gli oceani.

Sistema Ais
Tra i dispositivi di radionavigazione ormai immancabili a bordo delle unità d’altura spicca il sistema AIS (Automatic Identification System). Nato originariamente per il traffico mercantile, questo apparato consente di identificare in tempo reale le imbarcazioni in transito nell’area, fornendo dettagli preziosi su rotta, velocità e raggio d’azione.
Il sistema trasmette su frequenze VHF dedicate (canali 87 e 88) un flusso costante di informazioni ricetrasmesse tramite un trasponder (transceiver). I dati elaborati si dividono in due categorie principali:
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Informazioni statiche: Dati impostati dall’equipaggio, quali nome dell’unità, codice MMSI, dimensioni fuori tutto, pescaggio, tipologia di imbarcazione e destinazione finale.
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Informazioni dinamiche: Dati aggiornati automaticamente dalla strumentazione di bordo (coordinate GPS, velocità effettiva SOG, rotta vera COG e variazione di prua).
I segnali, basati su frequenze VHF, garantiscono una portata ottica orizzontale di circa 25 miglia in mare aperto, estendibile in funzione dell’altezza dell’antenna d’installazione. Le tracce possono essere visualizzate direttamente sul chartplotter di bordo, su schermi radar integrati o tramite applicativi su tablet e PC da carteggio.

Radar
Nelle traversate oceaniche la presenza del radar si rivela fondamentale per prevenire le collisioni (abbordi in mare), in particolare durante i turni di guardia notturni o in presenza di banchi di nebbia e groppi temporaleschi. L’apparato offre inoltre un supporto cruciale durante gli atterraggi costieri, l’accesso ai canali e la verifica del punto nave di stima.
Il funzionamento si basa sull’emissione di impulsi elettromagnetici ad alta frequenza che, incontrando ostacoli solidi (bersagli quali navi, promontori, boe o riflettori), generano un’eco di ritorno rielaborato sul display di bordo in termini di distanza e rilevamento.
È bene tuttavia considerare i limiti fisici dello strumento: materiali come la vetroresina o il legno offrono un potere riflettente contenuto rispetto all’acciaio delle unità commerciali. Inoltre, essendo un apparato a portata ottica, l’orizzonte radar è condizionato dalla curvatura terrestre e può essere ampliato unicamente elevando l’altezza dell’antenna sull’albero o la quota dell’ostacolo sul livello del mare.

Giubbotto autogonfiabile
Se la normativa impone la presenza a bordo di un dispositivo di salvataggio individuale per ciascun imbarcato, la navigazione d’altura privilegia nettamente i modelli autogonfiabili rispetto ai tradizionali giubbotti rigidi in stirolo.
I salvagente autogonfiabili offrono vantaggi essenziali:
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Ingombro ridotto: Chiusi nella loro custodia, possono essere indossati continuamente in pozzetto e sui passavanti senza ostacolare i movimenti dell’equipaggio durante le manovre.
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Sistema di attivazione: Il gonfiaggio della camera d’aria è affidato a una bomboletta di anidride carbonica (CO2) compressa. Il meccanismo si attiva per via manuale (tirando l’apposita cordicella) oppure in modo automatico al contatto con l’acqua salata mediante pastiglia idrosolubile o percussore idrostatico.
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Riutilizzabilità: A seguito dell’attivazione, il salvagente può essere ripristinato sostituendo la bomboletta di CO2 e il kit di riarmo, garantendo elevata longevità al dispositivo.

Dissalatore
Imbarcare un dissalatore ad osmosi inversa permette di trasformare l’acqua di mare in risorsa potabile, azzerando la dipendenza dai rifornimenti di banchina e trasformando la gestione della cambusa nelle lunghe tratte d’altura.
Sul mercato del diporto coesistono due principali tecnologie:
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Sistemi tradizionali ad alta pressione: Alimentati a 12V/24V o tramite generatore a 220V, utilizzano una pompa per spingere l’acqua filtrata verso le membrane osmotiche. Presentano un consumo energetico elevato in rapporto alla percentuale d’acqua desalinizzata (circa il 10-15% del flusso prelevato).
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Sistemi a recupero di energia: Utilizzano pompe meccaniche di nuova concezione legate a pistoni di compressione che sfruttano lo scarto d’acqua in uscita per mantenere la pressione nel circuito. Questo sistema riduce fino al 70% l’assorbimento elettrico in Ampère, rendendolo ideale per barche a vela prive di generatore diesel ausiliario.
Telefono satellitare
Il ricorso alla telefonia satellitare portatile rappresenta un tassello primario per la sicurezza attiva e la gestione della meteo a bordo. I moderni terminali satellitari consentono di effettuare chiamate vocali, inviare messaggi di soccorso ed effettuare il download di file GRIB per la pianificazione delle rotte anche nel cuore degli oceani.
A differenza della rete cellulare GSM, vincolata alle celle terrestri di prossimità costiera, la comunicazione satellitare si appoggia su costellazioni di satelliti in orbita (geostazionaria o LEO). I flussi di trasmissione sono cifrati, garantendo continuità di segnale anche nelle finestre d’emergenza, con costi gestionali certi rispetto alle tariffe di roaming marittimo.

Idrogeneratore
Per sostenere i consumi elettrici di bordo (pilota automatico, dissalatore, frigo e strumentazione), gli idrogeneratori rappresentano l’evoluzione più efficiente tra le fonti rinnovabili per cabinati in movimento.
Questi apparati trasformano l’avanzamento dello scafo in energia elettrica mediante la rotazione di un’elica sommersa collegata a un alternatore di poppa:
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Modelli Racing: Realizzati con struttura in alluminio o carbonio, impiegano eliche a passo variabile gestite elettronicamente per minimizzare il freno idrodinamico. Offrono rendimenti elevati già dai 7 nodi di velocità, sviluppando fino a 500 Watt di potenza.
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Modelli Cruising: Concepiti per la crociera d’altura, utilizzano pale in composito e bracci in alluminio orientabili a poppa tramite paranco. Iniziano ad erogare carica già a 2 nodi di velocità (2 Ah), raggiungendo valori di 35 Ah a 10 nodi. In caso di batterie completamente cariche, il sistema mette l’elica in folle per evitare sovraccarichi al circuito.

Spera
Quando le condizioni meteorologiche degenerano e le mareggiate oceaniche rischiano di far perdere il controllo dello scafo, la spera (ancora galleggiante da poppa) costituisce uno strumento d’emergenza fondamentale per la sopravvivenza della barca.
Impiegata come elemento frenante filato a poppavia, la spera serve a stabilizzare la velocità dello scafo lungo i cavi dell’onda, evitando che l’imbarcazione si traversi o rischi l’ingavonamento di prua e il successivo scuffiamento di fronte a onde frangenti.
Per svolgere una funzione efficace, la spera deve generare una resistenza dinamica pari a circa il 75% del dislocamento complessivo della barca. Il dispositivo lavora in trazione continua, mantenendo la poppa orientata verso il mare e consentendo alla barca di scarrocciare in sicurezza senza costringere il timoniere ad interventi continui alla barra o alla ruota.
David Ingiosi
Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.
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