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Il vero lusso della crociera: la sosta in rada

Di Inserito il 19 Febbraio 2019 In Vita a bordo

Vita a bordo

Il vero lusso della crociera: la sosta in rada

La sosta in rada è un momento magico della crociera che permette di immergersi nella natura lontano dal chiasso dei porti. Si esplorano baie e ridossi, si fanno lunghi bagni, si gode la maestosità dei tramonti nella quiete e in completo relax. Ecco come rendere questa esperienza la più piacevole di tutta la vacanza.

Scegliere una crociera in barca a vela significa mettere al centro della propria vacanza il completo relax, la voglia di immergersi nella natura, il lusso di scoprire baie incontaminate e isolotti nascosti da raggiungere con un mezzo versatile, ecologico e completamente indipendente. Uno dei momenti in cui tali piaceri si esprimono al meglio è proprio la sosta in rada. È questa un’occasione unica per immergersi in un mondo fatto di silenzi, acque cristalline, voli di gabbiani e tramonti suggestivi.
Ci sono velisti che durante le crociera praticano solo la sosta in rada, proprio perché regala la vera essenza dell’andare in barca e vivere il mare a 360 gradi. Per altri è una scelta forzata perché magari non hanno trovato posto tra le banchine di un porto, evenienza non rara soprattutto durante la stagione estiva. Resta il fatto che starsene alla fonda con la barca è un momento magico che piace a tutti. Vediamo allora come prepararsi alla sosta in rada, come scegliere l’ancoraggio giusto, le precauzioni da prendere e le cose da fare per rendere questa eccitante esperienza velica la più piacevole possibile.

 

 

 

Sostare in rada: cosa significa?

Vediamo innanzitutto cosa s’intende esattamente per sosta in rada. Quando con la barca ci si ferma in una baia lungo costa, si cala l’ancora oppure ci si ormeggia a un gavitello e si passa la giornata o anche la notte in completa solitudine, lontano dal chiasso e dal frastuono dei porti e dei marina, ebbene quella è la sosta in rada. La parola rada deriva dall’inglese antico “rad” e sta ad indicare un’insenatura naturale o artificiale, di grande ampiezza, riparata da venti e marosi, dove le imbarcazioni possono gettare l’ancora.

 

 

Scegliere una baia protetta, tranquilla e sicura

Per sostare con la barca alla fonda in una baia, un ridosso o in un tratto di costa è bene scegliere un luogo riparato dai venti principali, libero da pericoli come scogli, relitti, secche e con fondali non troppo profondi dove l’ancora può prendere bene. Può aiutare sicuramente lo studio delle carte nautiche o un portolano della zona specifica, ma sarebbe opportuno anche leggere le ordinanze della Guardia Costiera eventualmente contattando via radio la stessa per avere informazioni aggiornate e risolvere dubbi.
Nella zona d’ancoraggio potrebbero esserci altre imbarcazioni, quindi è necessario prestare attenzione all’eventuale traffico marittimo sia di giorno che di notte. Spesso nelle baie più conosciute e apprezzate dai velisti sono previsti dei gavitelli ai quali ormeggiarsi al posto di calare l’ancora. In genere sono a pagamento e a orari stabiliti passa il personale addetto al servizio per dare informazioni e ricevere il compenso giornaliero. Se non ci sono gavitelli liberi, si cala l’ancora. In questo caso si controlla il tipo di fondale (roccia, sabbia, alghe, etc.) e si sceglie l’ancora giusta. Ricordiamo che il calumo ideale, ossia la lunghezza della catena, dovrebbe essere pari a 4-5 volte la profondità del fondale per ancorarsi in sicurezza.

 

 

Barche vicine: rispetto e amicizie

Terminato l’ancoraggio, si prendono dei riferimenti a terra per verificare costantemente la posizione della barca e si possono anche attivare dei segnali di allarme acustici collegati al gps o all’ecoscandaglio che avvisano se l’ancora speda. Se si usa una sola ancora, in presenza di altre imbarcazioni alla fonda occorre calcolare il cosiddetto “giro di ruota”. Questo tipo di ancoraggio richiede infatti un certo spazio in quanto la barca non resta ferma, ma gira secondo la spinta del vento e della corrente in uno spazio circolare che viene chiamato “campo di giro. Il che non vuol dire che non si possa approfittare delle altre imbarcazioni per fare amicizia e ospitarsi a vicenda.
Durante la notte il comandante accende la luce di fonda e se le condizioni meteorologiche lo impongono stabilisce dei turni di guardia raccomandando di essere svegliato in caso di necessità.

 

 

Tutti in relax sulla coperta

Una volta che la barca è ferma e in sicurezza ci si può finalmente rilassare. Il posto privilegiato per farlo è la coperta della barca, in particolare il pozzetto. È qui infatti che si gusteranno gli aperitivi, si consumeranno i pasti, si prenderà il sole e si godranno i tramonti. L’ideale è un pozzetto attrezzato con un tavolo abbastanza grande e dotato di vani porta bicchieri o portabottiglie. Importante è anche aumentare il comfort delle sedute delle panche disponendo diversi cuscini, così come comodi poggiaschiena sulle draglie. Fondamentale è proteggerlo con un tendalino utile sia per ripararsi dal sole cocente del giorno, ma anche dall’umidità della sera. La sua collocazione ideale prevede la copertura di tutto il pozzetto e di parte della tuga utilizzando il boma come un’architrave.

 

 

Dondolarsi sull’amaca o fare una gita in sup

Altri accessori utili con cui allestire la coperta sono per esempio l’amaca che può essere montata a prua tra l’albero e lo strallo ed essere sollevata con l’ausilio della drizza del fiocco. Cosa c’è di più bello durante le lunghe soste in baia che dondolarsi in questa specie di culla che regala momenti di relax impagabili? Altro accessorio utile può essere un barbecue per cucinare ottime grigliate di pesce, verdure e altre delizie. Si può collocare sul pulpito di poppa avendo cura di orientare la graticola all’esterno, oltre le draglie e utilizzarla solo in caso di calma di vento.
Per il resto la sosta in rada permette di fare bagni e nuotate, immersioni con pinne e maschera o una passeggiata in sup o in canoa lungo costa. Quello che è assolutamente indispensabile a bordo è però il battello di servizio dotato di un buon motore fuoribordo. Il tender permette infatti di raggiungere dalla barca alla fonda il paese vicino, andare alla ricerca di spiaggette isolate e scogliere, fare escursioni lungo costa, raggiungere altri equipaggi ormeggiati nella stessa baia, etc.
Insomma la sosta in rada con la barca è un momento magico che regala grande relax, molta privacy e tanto divertimento. L’ormeggio in porto si farà un’altra volta…

 

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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