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In barca ci si veste in libertà, ma si può essere chic

Di Inserito il 18 Febbraio 2019 In Vita a bordo

Vita a bordo

In barca ci si veste in libertà, ma si può essere chic

Quali capi mettere in borsa quando si parte per una vacanza in barca? Le donne per cultura sono in genere più esigenti e ricercate in fatto di abbigliamento e anche a bordo devono trovare il giusto compromesso tra comodità e stile. I suggerimenti della fashion consultant Natalia Resmini.

Come vestirsi in barca? Al di là dell’abbigliamento tecnico, ci sono dei capi che più di altri possono essere funzionali alla vita a bordo e risultare al tempo stesso eleganti? Come sfruttare al meglio il bagaglio essenziale di una vacanza in barca? Il guardaroba di una donna che si prepara alla crociera è un po’ più delicato e problematico rispetto a quello degli uomini.

Ne parliamo con Natalia Resmini, illustratrice di moda, textile designer e fashion consultant che lavora con le più famose maison italiane e straniere, ma che è anche una surfista da oltre vent’anni viaggia in tutto il mondo e soprattutto una velista, nonché armatrice di un ketch di 14 metri a vela del 1985 a bordo del quale passa dei lunghi periodi godendosi le coste della Sardegna.

 

– In barca lo stile nel vestirsi non può prescindere dalla funzionalità dei capi all’ambiente marino, è così Natalia?

Dipende sempre dallo scenario, ma anche dalla tipologia di barca. Sicuramente se devi fare una traversata dalla Sardegna alla Sicilia su una barca a vela di 14 metri come è capitato a me devi indossare una bella cerata e un abbigliamento molto pratico. Soprattutto se il clima non è quello tipicamente estivo, la praticità e il capo tecnico prevale su tutte le altre scelte. Sulle barche a vela in generale l’equipaggio partecipa alle manovre, ci si muove molto e gli spazi esterni non offrono grande riparo dagli agenti atmosferici. Viceversa, se si è invitati a bordo di un megayacht ormeggiato a Cannes durante il Festival del Cinema ci si può tranquillamente presentare a bordo con un abito lungo in chiffon di Yves Saint Laurent. Insomma il capo di abbigliamento va sempre contestualizzato.

 

– Tu che frequenti il mondo della moda, sai se oggi ci sono dei materiali innovativi che magari non sono nati per la vita di bordo ma che possono essere indossati in maniera efficace anche in barca?

Sicuramente per una donna vanno benissimo capi in jersey leggero, oppure dei parei lunghi di tessuti particolari che quando li lavi si asciugano in mezz’ora. Abbinati a dei sandali in cuoio e degli orecchini ricercati sono sicuramente eleganti e si può scendere a terra per un aperitivo o una cena. Sono capi inoltre che occupano poco spazio in valigia, non si stropicciano e si asciugano subito. Io di solito non sbaglio mai con lo short di jeans e una camicia di seta. Ho un metodo ormai collaudato per metterli in borsa: li arrotolo come dei salsicciotti e quando li tiro fuori, basta tenerli una mezz’ora su una gruccia e sono perfetti.

 

– A proposito di scarpe, la barca invita a stare a piedi scalzi, soprattutto su quelle belle coperte in teak. Oltre a quelle specifiche con la suola bianca, quali è meglio portarsi a bordo anche per scendere a terra?

Secondo me in barca si sta rigorosamente a piedi scalzi, però in un bagaglio minimal dove ti porti solo l’essenziale va fatta una scelta strategica in fatto di scarpe. Per me in barca i tacchi per esempio sono agghiaccianti, oltre che assolutamente vietati per ragioni pratiche, ma nulla vieta di portarsi un sandalo e indossarlo solo quando si scende a terra. Io preferisco dei sandali bassi in cuoio in stile greco. Sono più indicati e si stivano facilmente anche in una piccola borsa.

 

– Ci sono secondo te dei capi di abbigliamento che al di là dei gusti personali sono proprio sbagliati in barca?

Per me la barca è un contesto essenziale, un’occasione di vivere in modo semplice, naturale, lontano dalle nostre vite metodiche, sofisticate e rigorose, tutte tacchi e tailleur. In quest’ottica trovo sbagliate delle forzature come le scarpe con il tacco appunto, ma anche i giubbini in pelle, così come il trucco eccessivo. Mi sembrano scelte fuori posto, stonate e quindi risultano ridicole.

 

– Nella moda lo stile marinaro è un grande classico. Ogni tanto ritorna magari in veste rinnovata con delle intepretazioni inedite. A te cosa piace?

Sicuramente ci sono dei grandi classici, per esempio le righe bianche e blu sui pullover oppure sulle maglie che vanno benissimo anche con giacche, tipo smoking oppure da città. Sempre belli sono i maglioni blu a coste un po’ pesanti e in perfetto stile marinaro, anche con il collo alto. E poi mi piacciono molto quei giubbotti doppio petto con i bottoni in evidenza.

 

– Se dovessi portarti un cappello, quale sceglieresti?

In inverno sicuramente il classico cappello in lana merino che tiene calda la testa, mentre in estate sono belli i cappelli a tesa larga un po’ retrò che proteggono il viso e il collo dal sole, ma vanno bene anche quelli sportivi da baseball o da basket o ancora quelli da surfisti. Sono belli e funzionali anche i classici cappelli in paglia.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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