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La vacanza più eco-friendly è in catamarano | Blog di Marenauta

Di Inserito il 23 Giugno 2020 In Vita a bordo

Vita a bordo

La vacanza più eco-friendly è in catamarano

Cresce il numero di italiani propensi a programmare vacanze a basso impatto ambientale. Secondo un recente studio condotto da Volagratis.com, il 68 per cento dei viaggiatori italiani tiene in grande considerazione il fattore sostenibilità, al momento di scegliere location e itinerario. L’idea del viaggio “green” è abbinata da quasi una persona su due alla scelta di vacanze eco-friendly. E quale tipo di vacanza è più amica del nostro ambiente se non una crociera in catamarano a vela? Comodi, eleganti, ricchi di spazio e soprattutto sicuri per famiglie e gruppi di amici, i catamarani negli ultimi anni hanno conosciuto una grande diffusione tra coloro scelgono le vacanza in barca. E infatti non c’è niente di meglio di trascorrere una bella crociera in mare a bordo di una di queste barche che sfruttano la forza del vento per muoversi, con l’orizzonte che sembra a portata di mano e quella sensazione di stress della vita quotidiana che in un attimo scompare.

Tuttavia, lasciare la banchina di un porto su un catamarano a vela non significa che possiamo scrollarci di dosso le nostre responsabilità di navigatori, specialmente quando si tratta di ambiente. Essere velisti consapevoli dello scenario naturale che ci circonda e della sua fragilità potrebbe all’inizio farci sentire impotenti, in realtà abbiamo anche a bordo di un multiscafo a vela la possibilità concreta di attuare alcuni piccoli cambiamenti nella nostra routine di bordo che possono avere un grande impatto per la salvaguardia dell’ambiente. Proprio come le gocce d’acqua che si uniscono per formare un oceano, se tutti noi diportisti facciamo la nostra parte, possiamo preservare il nostro pianeta e passarne il testimone alle future generazioni di velisti.

Evitare sversamenti di olii e carburante al distributore

Alcune buone abitudini che mirano a preservare il nostro mare possono essere poste in essere già nella routine pre-partenza della nostra crociera in catamarano, come per esempio durante le procedure di rifornimento del carburante per l’entrobordo della barca. È bene innanzitutto controllare che i serbatoi e i tubi dove passa il carburante non presentino crepe e fessure: l’esposizione prolungata ai raggi UV infatti può degradare le taniche di plastica e i tubi di gomma, per non parlare del carburante stesso con la sua natura corrosiva. Effettuare ispezioni regolari del sistema di alimentazione del motore consente di evitare perdite accidentali, risparmiando noi denaro e disastri in mare.

Altra buona norma in questa fase è quella di non riempire eccessivamente i serbatoi e le taniche: forse uno dei modi più comuni in cui si verificano fuoriuscite di carburante è proprio il loro riempimento eccessivo. Man mano che il carburante si riscalda infatti comincia ad espandersi facendo gonfiare i serbatoi di plastica e sversandosi da eventuali punti deboli o rotture. Avere una strategia per contenere le fuoriuscite accidentali di carburante è altresì importante: gli incidenti accadono anche al navigatore più coscienzioso. Basta avere a bordo una scorta di stracci assorbenti e tenerli pronti durante il rifornimento. Se possibile, è sempre meglio evitare di rifornirsi di carburante in caso di maltempo, quando l’eccessivo rollio e beccheggio dell’imbarcazione potrebbero aumentare la possibilità di sversamenti e colature. Assicuratevi sempre di smaltire correttamente gli stracci saturi di carburante e non gettare in mare nemmeno gli stracci sporchi di olio.

Attenzione all’acqua di sentina sporca o inquinata

Se vi trovate in una zona in cui non è ancora prevista una raccolta dedicata agli oli usati, provate a chiedere a una stazione di servizio o a un rivenditore di auto locale se accettano olio usato. In aree più remote preparatevi a trasportare olio sporco a bordo per poi smaltirlo in un porto più grande.

Un’altra occasione per sversare rifiuti inquinanti in mare viene dalla nostre pompe di sentina. Il consiglio è di non pompare questi componenti quando navighiamo o sostiamo in aree marine sensibili: vedere una chiazza di olio o di carburante che fluttua in acqua non è mai piacevole e mette in pericolo la fauna marina. Cercate di mantenere la sentina asciutta e libera da sostanze chimiche e inquinanti. Se è necessario pompare la sentina, evitare di contaminare i corsi d’acqua con acqua di sentina sporca effettuando l’operazione nelle aree designate.

Ridurre la velocità in prossimità della costa

Essere un velista eco-consapevole significa anche di rispettare l’ambiente circostante e tutte le creature che ci vivono durante la navigazione. Il catamarano in genere viaggia a vela a una velocità di crociera piuttosto bassa, diciamo tra i 4 e i 7 nodi. Tuttavia bisogna pensare che l’onda prodotta al suo passaggio non solo può essere spiacevole per le altre barche vicine, ma può causare erosione del litorale lungo tratti di costa particolarmente delicati e disturbare le piante e gli animali acquatici. È scientificamente accertato che nelle aree fortemente utilizzate dai diportisti il moto ondoso può portare rapidamente alla distruzione di aree marine sensibili, come zone di riproduzione costiera e giardini di corallo. Prendetevi il vostro tempo quando navigate vicino a spiagge o a mangrovie e soprattutto quando vi avvicinate a una rada per la sosta.

Ancoraggi in rada: non distruggiamo i fondali

Uno dei vantaggi del catamarano è il suo basso pescaggio che consente all’equipaggio di avvicinarsi molto alla costa. Anche in questo caso occorre tuttavia essere consapevoli che il fondo della barca, così come le pinne di deriva o le eliche dei motori strusciando sul fondale possono danneggiare le piante marine, la vegetazione e gli animali innescando con il passare del tempo fenomeni di corrosione più gravi. Le alghe marine danneggiate dalle eliche delle barche per esempio proteggono meno la costa dai danni del maltempo.

Per preservare la natura e in particolare le piantagioni di posidonia occorre prestare attenzione durante l’ancoraggio in rada: quando si è pronti a calare l’ancora, cercare di farlo su tratti di fondale di sabbia libera se possibile. Evitare di posizionare l’ancora direttamente su coralli e piante marine. Assicuratevi anche che la catena dell’ancora non vada a sfregare su foreste di coralli. Se non siete sicuri di dove ancorare, controllate le carte nautiche della zona e provate a individuare aree di ancoraggio designate.

Saponi e detergenti: meglio naturali e biodegradabili

Essere velisti ecosostenibili significa anche utilizzare prodotti per la pulizia sensibili all’ambiente: consideriamo che tutto ciò che scende nello scarico dei nostri lavandini o del wc finisce in mare inquinando l’ambiente e causando danni alla fauna marina. Sarebbe bene utilizzare a bordo sempre detergenti, saponi e prodotti per la pulizia biodegradabili a base vegetale, un modo semplice ma molto efficace per diventare green. Durante l’acquisto cercate prodotti privi di fosfati e sostanze chimiche aggressive, come coloranti e profumi. Tenete presente che per pulire in maniera efficace tante superfici potete usare prodotti naturali come l’aceto e il bicarbonato di sodio che eliminano lo sporco e il salino senza danneggiare le superfici o l’ambiente.

Altra regola di buon senso è di non disturbare mai la fauna selvatica: è sempre un piacere avvistare delfini o balene che si immergono o nuotano in lontananza o ancora ammirare una piccola tartaruga che sfila silenziosa vicino alla barca. È importante non inseguire questi animali selvatici o avvicinarsi per dare un’occhiata più da vicino: questo non solo può causare stress all’animale, ma aumenta anche le possibilità di ferirlo colpendolo involontariamente con lo scafo o con l’elica del motore.

Bello pescare e cucinare il pesce fresco, ma non esagerare

Sebbene la pesca amatoriale che pratichiamo durante la nostra crociera non ha il forte impatto ambientale di quella commerciale ciò non significa che non ci sia spazio per miglioramenti. Prendere decisioni eco-consapevoli anche qui può premiare molto la salvaguardia dei pesci. Rispettare per esempio gli eventuali limiti sul peso e le dimensioni delle prede. Alcune specie possono essere pescate solo in determinate località o in determinate stagioni. Se non conoscete bene la zona di navigazione, informatevi con le autorità di pesca locali. Una buona abitudine è anche rilasciare i pesci catturati una volta soddisfatta l’esigenza quotidiana dell’equipaggio: una bella cena è gratificante, ma è inutile riempire il freezer di bordo.

Si può utilizzare anche attrezzatura per la pesca a basso impatto ambientale. Ormai molte aziende specializzate propongono per esempio lenze biodegradabili ed esche con prodotti naturali. A questo proposito può aiutare l’utilizzo di specie autoctone quando si pesca con esche vive: di solito infatti le specie non autoctone introdotte accidentalmente possono provocare rapidamente danni alle flotte ittiche locali e influire sulla qualità stessa dell’acqua. Mai gettare infine lenze in nylon o reti usate: pesci, tartarughe e uccelli possono rimanere intrappolati in questi rifiuti che restano in mare a lungo e rimanere sfigurati o feriti o peggio ancora andare incontro a una morte lenta e dolorosa.

Riduciamo il consumo di plastica usa e getta

Un elemento che può incidere molto sulla sostenibilità della nostra crociera in catamarano è la gestione della spazzatura. È bene a questo proposito ridurre drasticamente la quantità di rifiuti prodotti, differenziarli e smaltirli correttamente. Dire no ai piatti, bicchieri e posate di carta o di plastica usa e getta. Tutti questi prodotti non sono biodegradabili. La scelta di utilizzare gavette e posate in acciaio inossidabile o legno farà risparmiare denaro e ambiente. Stessa storia per le bottiglie di plastica, i cartoni in domopack e le cannucce. Meglio sempre affidarsi a prodotti riutilizzabili e amici dell’ambiente. Si possono per esempio sostituire semplicemente i tovaglioli di carta con strofinacci lavabili, bottiglie di plastica con borracce termiche, tazza in ceramica per bere il caffè.

Come vedete sono tanti i modi di preservare l’ambiente, anche scegliendo un mezzo già di per sé amico del mare e della natura come il catamarano a vela. La vera differenza però la facciamo noi membri dell’equipaggio con la nostra consapevolezza della fragilità del nostro pianeta e il nostro modo di viverlo in punta di piedi per farlo durare il più a lungo possibile.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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