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L’incanto di Giannutri, isola immersa nel verde e nella storia

– 29 Ottobre 2020 – Vita a bordo

Vita a bordo

L’incanto di Giannutri, isola immersa nel verde e nella storia

Uno dei piaceri della vela è quello di potere raggiungere indisturbati luoghi accessibili solo dal mare, visitare baie e isole appartate, luoghi incantevoli che regalano bellezza, pace e suggestioni indimenticabili. Proprio come Giannutri, l’isola più meridionale dell’Arcipelago Toscano. Per chi ha la fortuna di vederla apparire dal mare, Giannutri mostra da subito tutta la potenza di un ambiente selvaggio e inaspettato, caratterizzato da morbide insenature bagnate da un mare cristallino, ripide scogliere che si tuffano nel blu profondo, grotte marine misteriose, piccole spiagge romantiche, boschi fitti e una macchia mediterranea che incornicia le rovine del suo passato romano.

Giannutri, con la sua curiosa forma di mezzaluna, si trova 8 miglia a Sud Est dell’isola del Giglio, del cui comune fa parte, e 6 miglia a Sud dell’Argentario. L’isola è stata inclusa nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per preservarne giustamente il suo ambiente naturale e la sua atmosfera unica. Per chi vuole accedere sull’isola durante una crociera a vela ci sono dunque alcune norme da rispettare e s’impone un approccio rispettoso anche da parte dei diportisti. Un piccolo prezzo che tuttavia è ampiamente ripagato da chi sbarca in questo paradiso del Mediterraneo, un’oasi incontaminata, di rara bellezza, dove si respira il silenzio e dove si può fuggire al turismo di massa.

La pace mistica di Cala Spalmatoio

Sull’isola sono presenti due approdi: Cala Spalmatoio, a Sud Est e Cala Maestra, a Nord Ovest. Cala Spalmatoio si apre all’interno dell’omonimo golfo ed è un’insenatura piuttosto ampia e ben ridossata da quasi tutti i venti, eccetto quelli di Est e Sud Est. L’approdo è costituito da una banchina in cemento armato con fondali misti dai 4 ai 4,20 metri. In linea teorica potrebbe trattarsi di un buon ancoraggio, ma gran parte della cala è occupata da ormeggi permanenti. Inoltre è vietato stare alla ruota per un raggio di 100 metri dalle boe bianche e rosse che delimitano l’area di balneazione. Di fatto, quindi, all’interno della cala, che è la sola ad avere fondali adeguati per l’ancoraggio, non rimane molto spazio per ancorare.

Le imbarcazioni da diporto possono attraccare alla banchina posta sul lato settentrionale di Cala Spalmatoio, ma esclusivamente per consentire il carico e lo scarico di merci e passeggeri, avendo cura di non ostacolare l’attracco delle navi che collegano Giannutri al Giglio e Porto Santo Stefano.

Fari, grotte marine e ville romane

Cala Maestra invece è una piccola baia intagliata nella costa occidentale dell’isola, totalmente aperta a Maestrale come suggerisce il suo nome che omaggia il celebre vento che spira da Nord Ovest. La piccola banchina di cui è provvista è praticamente sempre occupata, quindi l’unico modo per fermarsi qui è quello di calare l’ancora sul suo fondo sabbioso, con rocce sparse, non ovunque buon tenitore e portare una cima a terra, dove c’è anche un piccolo ristorante.

A Cala Maestra ci si può sdraiare sui grandi moli o immergersi in un punto della baia per ammirare le praterie di posidonia popolata da pesci variopinti. Da qui si aprono anche due piccole spiagge, la prima è composta di sabbia e ghiaia, mentre l’altra solo di ciottoli. Nelle immediate vicinanze di Cala Maestra, a Nord e facilmente raggiungibili a piedi, sorgono le rovine di un’antica villa romana, Villa Domizia, che risale al II secolo dopo Cristo. Il complesso venne edificato dalla potente famiglia dei Domizi Enobarbi, a cui apparteneva Gneo Domizio, marito di Agrippina e padre del futuro imperatore Nerone. Sottoposta a lavori di restauro, vi ci si può recare con visite guidate che possono condurre anche ad escursioni lungo i sentieri dell’isola.

Trekking nei sentieri del Parco avvolti nel verde

Approdi a parte, Giannutri si caratterizza per una costa frastagliata interrotta a tratti da alcune spiagge, come Cala Brigantina, Cala dello Scoglio e Cala Schiavone o Cala dello Schiavo. Gli stessi fondali oltre a splendide pareti verticali ricche di gorgonie, spugne, coralli e tunicati, custodiscono segreti come relitti antichi e moderni che danno vita ad un importante Parco Marino. Dopo essere sbarcati ci si potrà addentrare nei sentieri del Parco raccontati dai profumi della macchia mediterranea, percorribili sempre con guida ambientale. Durante queste passeggiate si possono osservare i secolari alberi di ulivo, i pini, i lecci, il ginepro turbinato, corbezzoli, piante di lentisco, cineraria marittima, l’erica, l’elicriso dei litorali, l’euforbia arborea, il rosmarino, il mirto, il camedrio, l’arisaro comune e tra le rocce che sovrastano il mare è facile ritrovare il Limonio di Sommier.

All’estremità meridionale dell’isola, la costa diventa selvaggia per via dell’erosione del mare e dei venti che hanno scolpito la falesia creando rupi che emergono dalle acque. Qui si formano anche cale e grotte marine, i cosiddetti “Grottoni”, che rappresentano punti di nidificazione di alcune specie rare, come il Gabbiano Reale. Su questa costa si trova inoltre il Faro di Giannutri, con la sua caratteristica torre ottagonale che continua ancora oggi a irradiare la sua luce per le navi in transito e che merita una visita. Durante l’inverno vivono sull’isola pochissimi abitanti, il che rende questo luogo un vero e proprio paradiso incontaminato.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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