Procida a vela: isola magica, tra borghi colorati e ormeggi segreti
Procida, che i locali chiamano la “sposa del mare”, è la più piccola, autentica e forse enigmatica delle isole del Golfo di Napoli. Se siete al timone della vostra barca e state puntando la prua verso il Tirreno centrale, Procida rappresenta una tappa imprescindibile.
Capitale Italiana della Cultura nel 2022, quest’isola ha saputo resistere alle lusinghe del turismo di massa, mantenendo intatto quel carattere verace di isola di pescatori e navigatori che la rende unica rispetto alle vicine e più mondane Ischia e Capri.

Un frammento di terra tra gli orizzonti del Tirreno
Dal punto di vista geografico, Procida è una gemma di origine vulcanica situata all’estremità nord-occidentale del Golfo di Napoli. Fa parte delle Isole Flegree e la sua morfologia è figlia dell’attività dei Campi Flegrei: la costa è un susseguirsi di falesie di tufo giallo e grigio, interrotte da ampie insenature che altro non sono se non antichi crateri sommersi.
Il contesto territoriale è strategico per il velista. Separata dalla terraferma dal Canale di Procida (largo circa 2 miglia) e da Ischia dal Canale d’Ischia, l’isola funge da perfetto ponte naturale. La sua posizione offre un riparo naturale eccellente a seconda dei venti: quando soffia il Maestrale o la Tramontana, il versante meridionale offre acque calme e piatte; viceversa, con venti di Scirocco o Libeccio, la costa settentrionale diventa il vostro rifugio sicuro. La navigazione costiera è piacevole e mai banale, con la sagoma dell’isolotto di Vivara — collegato a Procida da un ponte e riserva naturale statale — che chiude a semicerchio la baia di Chiaiolella, creando uno scenario da cartolina preistorica.

Dove ormeggiare: porti e marina turistici
Per chi naviga a vela, la scelta dell’ormeggio a Procida dipende molto dal tipo di esperienza che si cerca e, ovviamente, dalle condizioni meteo. Il Marina di Procida è il porto principale e in genere rappresenta il primo impatto dei velisti con l’isola. Situato a Nord, questo marina offre tutti i servizi tecnici necessari (acqua, luce, carburante, assistenza all’ormeggio). È la scelta ideale se volete essere subito nel vivo del paese, tra i bar dove gustare una “lingua di bue” (il dolce tipico locale) e i traghetti che vanno e vengono. Attenzione al traffico commerciale in entrata e uscita, che può creare un po’ di risacca.
In alternativa c’è il Marina di Chiaiolella, porto turistico più raccolto e intimo, situato sul versante opposto (Sud-Ovest). È perfetto per chi cerca tranquillità e vuole godersi il tramonto più bello dell’isola. Da qui, l’accesso alla spiaggia del Ciraccio è immediato e l’atmosfera è decisamente più rilassata rispetto al porto principale.
Infine c’è Porto della Corricella. Attenzione però, qui l’accesso alle barche da diporto è limitato e il porto è riservato quasi esclusivamente ai pescatori. Tuttavia, è possibile avvicinarsi a vela e restare incantati dalla bellezza del borgo marinaro più antico dell’isola, magari scendendo a terra con il tender dopo aver dato fondo nelle vicinanze.

Sostare alla fonda: le baie più suggestive
Se preferite il dondolio della barca sotto le stelle e il silenzio interrotto solo dalle onde, Procida offre rade spettacolari. Tra queste la baia della Corricella è indubbiamente il punto di fonda più iconico. Gettare l’ancora qui, con le case color pastello che si arrampicano sulla collina e l’Abbazia di San Michele che domina dall’alto, è un’esperienza che ogni velista dovrebbe fare almeno una volta. Il fondale è sabbioso e tiene bene, ma è esposto ai venti del quadrante meridionale.
Altra sosta imperdibile è la Baia del Pozzo Vecchio (conosciuta anche come la spiaggia del Postino, il celebre film con protagonista Massimo Troisi). Situata sul lato occidentale, è una rada selvaggia caratterizzata da sabbia scura e acque cristalline. È il posto ideale per un bagno pomeridiano prima di riprendere il largo. Infine, non si può dimenticare lo specchio d’acqua davanti a Vivara. Ormeggiare qui significa trovarsi in un santuario naturale, con la costa dell’isolotto ricoperta di macchia mediterranea fitta e un silenzio quasi primordiale.

Il cuore dell’isola: cosa vedere e fare a terra
Una volta ormeggiata la barca e messo piede a terra, Procida vi accoglie con il suo labirinto di vicoli stretti e case dai colori vividi. La ragione di questi colori è romantica e pratica al tempo stesso: si dice che i pescatori volessero riconoscere la propria casa fin da lontano, mentre erano ancora in mare.
Il centro storico pulsante è Terra Murata, il borgo medievale fortificato situato nel punto più alto dell’isola. Camminare tra le sue mura significa fare un salto nel tempo. Qui dovete assolutamente visitare il Palazzo d’Avalos, che è stato un palazzo signorile e poi un temibile carcere fino agli anni ’80, e l’Abbazia di San Michele Arcangelo, con il suo soffitto a cassettoni in oro zecchino e una biblioteca storica ricca di tesori.
Dopo la cultura, scendete verso la Corricella. Questo borgo è interamente pedonale e si raggiunge attraverso scalinate che scendono verso il mare. Qui non ci sono auto, solo l’odore delle reti stese al sole e il rumore dei gozzi in legno. È il posto perfetto per una cena a base di pesce fresco o per un aperitivo al tramonto, seduti a pochi centimetri dall’acqua.

Tra sabbia e tufo: le spiagge di Procida
Le spiagge di Procida riflettono l’anima vulcanica del territorio. Dimenticate i ciottoli bianchi: qui domina la sabbia scura, che trattiene il calore del sole e regala riflessi dorati al mare. Da visitare c’è la Spiaggia della Chiaia, situata proprio sotto una falesia di tufo, che è raggiungibile solo via mare o tramite una lunga scalinata. È una delle più ampie e gode di una vista privilegiata sulla Corricella. Anche Ciraccio e Ciracciello (Chiaiolella) sono imperdibili in quanto le spiagge più lunghe dell’isola, separate da due imponenti faraglioni tufacei nati dal crollo di una parte della costa. Qui il sole resta fino a tardi, rendendole le favorite per chi ama le lunghe giornate di luce.
Memorabile è quindi la Spiaggia del Postino: piccola, a forma di ferro di cavallo e circondata da alte pareti rocciose. Deve la sua fama al film con Massimo Troisi, che qui girò alcune delle scene più intense. L’atmosfera è intima e un po’ malinconica, perfetta per chi cerca un contatto sincero con la natura dell’isola.
Insomma, Procida non è solo un’isola da vedere, è un’isola da “sentire” con tutti i sensi, specialmente dal ponte di una barca a vela, dove il ritmo lento del vento si sposa perfettamente con la filosofia di vita dei suoi abitanti.
Photo credits immagine apertura: Italieonline.
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