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Osservare le nuvole per capire che tempo farà - Marenauta Blog

– 1 Dicembre 2021 – Vita a bordo

Vita a bordo

Osservare le nuvole per capire che tempo farà

Nuvole e navigazione a vela. Chiunque vada per mare sa bene quanto sia importante osservare il cielo in navigazione e conoscere il meteo. Informarsi sull’evoluzione del meteo fa parte infatti di quelle operazioni da svolgere ancora prima di salpare e che influenzerà la pianificazione della nostra rotta, il tipo di vele da armare e persino la formazione dell’equipaggio. Ascoltare i bollettini prima di salpare l’ancora e mollare gli ormeggi è un’attività semplice e fondamentale per ogni skipper, ma occorre considerare che non sempre i servizi meteorologici sono del tutto affidabili. La ragione delle imprecisioni è semplice: le previsioni sono generali, realizzate cioè per zone vaste e difficilmente sono in grado di considerare le condizioni locali, comprese le brezze, che dipendono dalla conformazione della zona circostante lo specchio d’acqua in cui stiamo navigando.

Anche la tempistica incide molto sulle previsioni. Le previsioni a 24 ore inoltre hanno un 90 per cento di certezza, quella a 48 ore ha solo più un 70 per cento circa e così via. Diventano sempre più approssimative mano a mano che sono datate. Ecco che allora il buon marinaio deve sviluppare un pò di capacità di osservazione. L’osservazione è la chiave di tutto. Se proprio vogliamo essere precisi, vale non solo quella fatta al momento ma anche quella relativa ai giorni precedenti alla nostra navigazione, che potrà aiutarci a fare la nostra previsione per le 2-4 ore successive adattandola alla nostra realtà locale. A questo proposito il cielo, per chi lo sa osservare, mostra molti segnali del tempo imminente e ci dice esattamente cosa aspettarci. Uno degli elementi da cui si può interpretare con chiarezza come si evolverà il meteo sono le nuvole, la loro forma e i loro spostamenti.

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Come si formano le nuvole?

Nuvole e navigazione a vela. L’aria può contenere una quantità massima di vapor d’acqua che è tanto maggiore quanto più alta è la sua temperatura. Poiché l’umidità relativa è una misura di quanto vicini si è a questa quantità massima, se l’aria contiene per esempio il 50% della quantità di vapore possibile e la temperatura inizia a diminuire, l’umidità relativa aumenta. In altri termini, più la temperatura cala e più ci si avvicina al punto in cui avviene la condensazione, cioè la formazione di goccioline d’acqua o di ghiaccio. L’aria più calda di quella circostante tende a salire, espandendosi e assumendo valori di pressione via via più bassi rispetto ai valori iniziali. Durante tale fase di espansione l’aria si raffredda, facendo appunto condensare l’umidità in goccioline del diametro di pochi millesimi di millimetro.

Se la condensazione avviene alle alte quote, dove le temperature possono arrivare a -60 °C, anziché gocce si formano piccoli cristalli di ghiaccio dal colore bianchissimo. Questo insieme di ghiaccio e goccioline forma le nubi. Esse vengono empiricamente classificate in dieci generi in base alle loro altezze ciascun tipo da una indicazione di massima circa lo stato del tempo.

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I 10 principali tipi di nuvole e il meteo a queste associato

Cirri: sono le nuvole più alte (oltre gli 8000 metri) e assumono l’aspetto di filamenti o ciuffi piumati bianchissimi essendo formate da sottili cristalli di ghiaccio; se i cirri sono seguiti da formazioni nuvolose più dense e situate a livelli inferiori, possono indicare l’arrivo di cattivo tempo (fronte caldo), soprattutto se accompagnati da venti da meridione (naturalmente nei nostri mari).

– Cirrocumuli: costituiscono il famoso “cielo a pecorelle” formato da nubi a gruppi o in file. Al marinaio i cirrocumuli indicano tempo variabile con alta probabilità che si stia avvicinando un fronte caldo portatore di pioggia.

– Cirrostrati: formano un sottile velo che dà al cielo un colore grigio chiaro abbagliante, tendente a creare un alone intorno al sole. I cirrostrati sono un brutto segno per il marinaio perché rappresentano un indice di un imminente deterioramento del tempo.

– Altostrati: anch’essi sono individuabili dal velo grigio simile a quello creato dai cirrostrati, ma sono più omogenei e senza il fenomeno dell’alone.

– Cirri: sono nuvole si presentano con una forma lenticolare come dischi appiattiti con sfumature grigiastre e indicano un probabile arrivo di colpi di vento.

– Altocumuli: si tratta di rotondeggianti distese di nuvole a volte con contorni e ombre ben distinte, altre volte come sfilacciati batuffoli di cotone. Gli altocumuli se si dissolvono durante le ore più calde del giorno il tempo resta buono stazionario, se invece assumono forma lenticolare sono di particolare importanza per i velisti, perché indicano che è in arrivo un colpo di vento.

– Stratocumuli: compaiono come masse ampie, grigiastre, a forma di ciottoli o rotoli; normalmente precedono e seguono un temporale. Questi cumuli indicano uno stato di tempo tendenzialmente buono, se tendono a dissolversi al calare del sole, col diminuire della temperatura.

– Cumuli: spesse nubi biancastre a sviluppo per lo più verticale. Se nella parte bassa diventano scure annunciano la forte possibilità che si sta avvicinando un temporale; se invece si è in presenza di piccoli cumuli isolati o in radi gruppi generati da moti convettivi locali di debole intensità, essi indicano di solito bel tempo. Il cumulo è forse la nube più frequente e può presentarsi sia da sola che associata a grandi sistemi.

– Nembostrati: nubi di pioggia molto scure e con margini frastagliati. Se sotto appaiono sfrangiate e sembrano toccare la terra con un flusso omogeneo, indicano che in quella zona cade una forte pioggia.

– Strati: sono le nuovole più basse (circa 450-500 metri) formate da un grigio e spesso manto omogeneo, accompagnato da pioggia battente.

– Cumulonembi: nubi a forte sviluppo verticale (partendo dai 1000 metri possono raggiungere i 13.000); spesso accompagnate da violenti temporali, sono di imponenti dimensioni con una caratteristica forma a incudine nella parte alta, dove sono formati prevalentemente da ghiaccio e perciò assumono l’aspetto di falsi cirri. Sono di gran lunga le nuvole di cui il navigatore deve avere più timore, per le raffiche di forte vento a cui sono spesso accompagnate. Da notare infine che alle precipitazioni da cumulonembo è spesso associata notevole attività elettrica con pericolo di fulmini.

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Al sole o in ombra, il colore delle nubi cambia

Nuvole e navigazione a vela. Per coloro che vogliono ricavare informazioni sul meteo semplicemente osservando le nuvole sarà interessante sapere che è l’ombra che da il colore alle nubi. Le nuvole sono infatti composte da vapore acqueo e il loro colore dipende dalla nostra posizione rispetto al sole e alla nuvola. Se noi ci troviamo in mezzo, cioè davanti alla nuvola e dietro al sole, queste sembreranno bianchissime e innocue, ma se invece la stessa nuvola si interpone tra noi e il sole, questa ci sembrerà minacciosamente scura. Insomma cambia solo il punto di osservazione ma tutto sembra diverso.

 

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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