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Winch: tutto quello che devi sapere sull'accessorio

Winch vela

– 10 Ottobre 2019 – Accessori di bordo

Winch vela
Accessori di bordo

Winch: cos’è e come funziona questo accessorio per velisti

L’evoluzione tecnologica della nautica moderna ha trasformato profondamente le attrezzature di coperta, consentendo anche agli equipaggi meno allenati o alle famiglie in vacanza charter di gestire carichi elevati senza fatica. Al centro di questa rivoluzione ergonomica c’è il winch: il verricello che moltiplica la forza di trazione su drizze e scotte. 

Nelle moderne imbarcazioni dedicate al diporto e alle crociere in charter, la coperta ha subito una radicale semplificazione geometrica. Scomparsi i banchi di manovre disordinate, i layout attuali prediligono poche postazioni di lavoro dotate di winch potenti, ben dimensionati e assistiti da stopper strategici capaci di alleggerire il carico di lavoro dell’equipaggio. Questo componente, fondamentale per issare le vele, cazzare le scotte e regolare qualsiasi manovra corrente, agisce come un vero e proprio moltiplicatore di forza muscolare.

Negli anni, la progettazione navale ha puntato a rendere la navigazione accessibile a tutti, riducendo lo sforzo fisico richiesto anche nelle condizioni di vento più sostenuto. Comprendere la meccanica dei verricelli, sapere come posizionare correttamente le spire ed equilibrare velocità e potenza rappresenta un bagaglio di conoscenze essenziale per chiunque si metta al timone di una barca a noleggio, trasformando la gestione delle vele in un’operazione fluida e priva di rischi.

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Potenza winch

Rapporto di potenza e dinamica delle spire sul tamburo

Il principio d’uso del winch si basa sull’attrito generato dai colli (o spire) di cima avvolti in senso orario attorno al tamburo metallico. Con brezze leggere e carichi modesti sono sufficienti una o due spire per garantire una presa salda, mentre in condizioni di forte intensità eolica si sale solitamente a tre o quattro giri, facendo attenzione a non sovrapporre le spire per evitare pericolosi accavallamenti.

La capacità di moltiplicazione dello sforzo viene definita “rapporto di potenza” e costituisce la cifra distintiva impressa dal produttore sul corpo del verricello. Ad esempio, un winch etichettato con il numero 48 vanta un rapporto di 48 a 1 nella sua velocità massima: ciò significa che applicando una forza di un chilogrammo sulla maniglia si generano ben quarantotto chilogrammi di trazione sulla scotta. Tuttavia, nel mondo della meccanica nautica, velocità e potenza si muovono su binari inversi: incrementando la rapidità di recupero si perde inevitabilmente in forza bruta, ed è per questo motivo che i modelli destinati a barche di medie e grandi dimensioni integrano meccanismi a più marce.

Winch potente o veloce

Velocità di recupero, marce e dimensioni della maniglia

Il parametro della velocità indica quanta lunghezza di cima viene recuperata per ogni singolo giro completo della manovella, un valore dipendente sia dal rapporto cinematico interno sia dalla circonferenza del tamburo. Per ottenere un recupero rapido occorrono diametri generosi, che tuttavia penalizzano leggermente la demoltiplicazione della forza. Nelle barche da regata, dove l’equipaggio compensa la minor potenza con l’energia muscolare, si prediligono tamburi ampi; nelle imbarcazioni da crociera si preferiscono invece meccanismi evoluti a due, tre o persino quattro velocità, capaci di unire una prima marcia diretta e velocissima per i carichi leggeri a riduzioni potenti per le fasi finali di tensione.

Un ulteriore margine di personalizzazione è offerto dalla scelta della maniglia. L’utilizzo di una maniglia corta — ad esempio il modello standard da 203 millimetri — riduce il raggio della circonferenza da percorrere, consentendo all’operatore di mulinare più velocemente. Di contro, riducendo del venti per cento la lunghezza della leva si ottiene una diminuzione proporzionale della potenza trasmessa agli ingranaggi, un compromesso da valutare attentamente in base alle condizioni meteo e alla forza fisica disponibile a bordo.

Marce winch

Corretta installazione: l’angolo di ingresso e l’allineamento

L’efficienza operativa di un verricello non dipende soltanto dalle sue caratteristiche meccaniche, ma anche dalla precisione con cui è stato installato in coperta. Per evitare che la cima si incastri o “grippi” rovinosamente durante la rotazione, l’angolo di ingresso della scotta sul tamburo deve rispettare un’inclinazione ottimale compresa tra i 5 e gli 8 gradi. Qualora i bozzelli di rinvio fissati in coperta risultino troppo sollevati rispetto alla base del winch, sarà necessario rialzare quest’ultimo mediante apposite basi di supporto.

Un disallineamento dell’angolo di lavoro non solo rende difficoltosa la manovra, ma genera attriti anomali che moltiplicano il carico meccanico sugli ingranaggi interni, riducendo la vita utile dell’apparecchio e correndo il rischio di guasti improvvisi nel bel mezzo di una navigazione impegnativa.

Lunghezza maniglia winch

La comodità del Self-Tailing e l’ausilio della motorizzazione

La quasi totalità dei verricelli moderni adotta la tecnologia self-tailing, dotata di una doppia ganascia dentata superiore in grado di bloccare automaticamente la cima mentre viene cazza, esattamente come farebbe una galloccia tradizionale. Questo sistema permette a un singolo marinaio di recuperare e bloccare la scotta senza l’ausilio di una seconda persona, sebbene con vento molto forte sia sempre opportuno mantenere almeno tre spire sul tamburo per alleggerire la pressione meccanica sulle ganasce superiori.

Nei casi in cui l’età, la stanchezza fisica o la configurazione dell’equipaggio rendano particolarmente faticose le manovre di issata delle vele, la tecnologia moderna offre soluzioni definitive. I tradizionali verricelli manuali possono essere sostituiti o integrati con kit di motorizzazione elettrica o idraulica. Questa trasformazione consente di azionare le drizze e le scotte principali tramite la semplice pressione di un interruttore a pulsante in pozzetto, garantendo il massimo livello di comfort e sicurezza anche durante le lunghe crociere in charter.

 

 

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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