Rotta a Sud tra il fascino di Tavolara e l’incanto selvaggio del Golfo di Orosei
Scoprire a vela il Golfo di Orosei. Navigare lungo la costa orientale della Sardegna significa scoprire un volto dell’isola radicalmente diverso dalla mondanità scintillante della Costa Smeralda. Se la base di partenza di Portisco evoca subito banchine esclusive e yacht da sogno, scegliere di fare rotta decisa verso Sud apre le porte a un’esperienza di pura marineria, dove la natura diventa via via più imponente, verticale e incontaminata. Questo itinerario di sette giorni è pensato per i velisti che amano la vera crociera: quella fatta di navigazioni costiere stimolanti, ridossi spettacolari sotto pareti di roccia calcarea a picco sul mare, e notti in rada sotto cieli stellati indimenticabili.
Il tratto di mare che separa Portisco dal selvaggio Golfo di Orosei offre una varietà di paesaggi straordinaria. Si passa dalle geometrie granitiche e bizzarre della Gallura alla maestosa e monumentale isola-montagna di Tavolara, per poi scivolare lungo le coste sabbiose delle Baronìe fino a raggiungere le falesie calcaree del Supramonte marino. Qui, dove il Gennargentu si tuffa direttamente nel blu, la costa si stringe in un abbraccio di pareti verticali intervallate solo da calette di ciottoli bianchissimi, raggiungibili quasi esclusivamente dal mare. Navigare a vela in queste acque richiede attenzione ai venti dominanti — in particolare il maestrale che può soffiare teso e il grecale che solleva onda — ma ripaga con una trasparenza dell’acqua che non ha eguali in tutto il Mediterraneo e con la sensazione di esplorare una terra primordiale.
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Giorno 1, Portisco, imbarco
Il viaggio comincia a Marina di Portisco, un porto turistico perfettamente incastonato nel Golfo di Cugnana, a metà strada tra Olbia e Porto Cervo. Geograficamente, ci troviamo ancora nel cuore pulsante della Gallura, dove le rocce di granito rosa, modellate dal vento in forme antropomorfe, proteggono le banchine dai quadranti occidentali. È uno dei marina più attrezzati e sicuri della Sardegna, insignito da anni della Bandiera Blu, ed è la base ideale per il check-in della barca, la pianificazione della cambusa e il primo briefing con l’equipaggio
Itinerario nel Golfo di Orosei. Il marina offre tutti i servizi di alto livello che un velista possa desiderare: banchine attrezzate con acqua ed elettricità, assistenza all’ormeggio 24 ore su 24, cantieristica e una vasta scelta di negozi, bar e ristoranti affacciati sulla banchina. Per chi preferisce un’ultima notte in rada prima di salpare, l’ampia baia di Cugnana, proprio di fronte al porto, offre un eccellente ridosso su fondale fangoso di buon tenore, ideale per testare l’ancora e godersi il primo tramonto.
Pur non avendo un centro storico tradizionale, l’area di Portisco ruota attorno alla piazzetta del porto, un luogo piacevole per una passeggiata serale o per una cena a base di pesce fresco prima di prendere il largo. A pochi passi dalle banchine si trova la spiaggia di Portisco, una bellissima mezzaluna di sabbia bianca e fine bagnata da un mare turchese e cristallino, con un fondale basso perfetto per un primo bagno rilassante. La serata trascorre tranquilla, cullati dal leggero risucchio del porto, con lo sguardo già rivolto alla sagoma imponente di Tavolara che si indovina all’orizzonte meridionale.

Giorno 2, Portisco – Tavolara, 16 miglia
Lasciato l’ormeggio di Portisco, si naviga verso sud lasciandosi alle spalle il Golfo di Olbia e i promontori di Capo Ceraso. La destinazione è l’Isola di Tavolara, un colossale massiccio di roccia calcarea e dolomitica che sorge bruscamente dal mare, lungo circa quattro chilometri e alto ben 565 metri. La sua forma a parallelepipedo la rende un punto cospicuo inconfondibile per chiunque navighi in questo quadrante. L’isola, insieme alla vicina isola di Molara e alla penisola di Capo Coda Cavallo, fa parte di un’Area Marina Protetta di straordinario valore naturalistico.
Per l’ormeggio, la zona di riferimento è lo Spalmatore di Terra, una bassa striscia di sabbia situata nella parte occidentale dell’isola. Qui si trovano alcuni gavitelli gestiti dall’autorità del parco e dai ristoranti locali, ma è anche possibile dare fondo all’ancora sui bellissimi fondali sabbiosi esterni ai campi boe, prestando massima attenzione alle zone di riserva integrale (Zona A) dove la navigazione e l’ancoraggio sono severamente vietati. Il ridosso è ottimo con venti da scirocco e levante, mentre è consigliabile prestare attenzione in caso di maestrale forte, che può incanalarsi con raffiche violente giù dalle alte pareti della montagna.
Itinerario nel Golfo di Orosei. Una volta scesi a terra con il tender, ci si ritrova in un fazzoletto di terra intriso di storia e leggenda. Tavolara è famosa per essere il “regno più piccolo del mondo”, titolo concesso informalmente da Carlo Alberto di Savoia alla famiglia Bertoleoni, i cui discendenti gestiscono ancora oggi i caratteristici ristoranti dell’isola. Non c’è un vero centro storico, ma una passeggiata tra i cespugli di lentisco e il piccolo cimitero reale regala un’atmosfera d’altri tempi. Le spiagge dello Spalmatore di Terra sono spettacolari: una lingua di sabbia dorata lambita da acque multicolore che sfumano dal verde smeraldo al blu notte, ideali per lo snorkeling grazie alla ricchezza della vita marina.

Giorno 3, Tavolara – La Caletta, 22 miglia
Istantaneamente, la rotta verso Sud modifica il paesaggio costiero. Lasciata la maestosità calcarea di Tavolara, la navigazione procede lungo la costa delle Baronìe, superando le splendide geometrie di Capo Coda Cavallo e le lunghe distese sabbiose di San Teodoro e Budoni. La meta della terza giornata è La Caletta, una frazione costiera del comune di Siniscola. Il contesto territoriale qui si fa più pianeggiante, caratterizzato da lunghi litorali sabbiosi protetti da pinete rigogliose e interrotti da stagni costieri di grande importanza avifaunistica.
Il porto di La Caletta è l’unico vero scalo rifugio attrezzato di grandi dimensioni in questo tratto di costa tra Olbia e Arbatax. È un porto misto, peschereccio e turistico, ben protetto da due grandi moli. All’interno, i pontili gestiti dalla locale Lega Navale e da privati offrono ormeggio sicuro con acqua, luce e servizi igienici. Il porto offre una protezione eccellente da quasi tutti i quadranti, rendendolo la sosta ideale se il meteo prevede burrasche da Nord-Ovest o da Est. Per chi preferisce la rada, l’ampia baia a nord del porto offre un buon ancoraggio su sabbia, a patto che non ci sia maretta da scirocco o levante.
Itinerario nel Golfo di Orosei. Il centro abitato di La Caletta si sviluppa proprio alle spalle del porto. È un borgo turistico vivace e accogliente, molto frequentato d’estate, ricco di ristoranti, pescherie e negozi di artigianato locale. Una piacevole passeggiata serale permette di respirare un’atmosfera autentica e rilassata. La spiaggia della Caletta si estende per diversi chilometri proprio dal molo sud del porto: una distesa immensa di sabbia chiara e finissima, incorniciata da una grande pineta e battuta spesso dai venti di scirocco e maestrale, che la rendono un paradiso per gli amanti del kitesurf e del windsurf.

Giorno 4, La Caletta – Cala Gonone, 24 miglia
La quarta tappa rappresenta il vero giro di boa paesaggistico della crociera. Doppiato Capo Comino, con i suoi celebri scogli di granito rosso e le dune bianche, e superata la splendida punta di Capo di Orosei, la costa cambia improvvisamente pelle. Le lunghe spiagge sabbiose lasciano il posto alle impressionanti pareti verticali di calcare scuro del Supramonte. Entriamo ufficialmente nel Golfo di Orosei. La destinazione è Cala Gonone, l’unico centro abitato e l’unico approdo sicuro di tutta questa selvaggia sezione costiera.
Il porto di Cala Gonone è piccolo e prevalentemente occupato dalle imbarcazioni locali che effettuano il trasporto dei turisti verso le cale del golfo. I posti barca per i diportisti in transito sono limitati, concentrati soprattutto sulla banchina interna del molo di sottoflutto, ed è caldamente consigliato contattare l’autorità portuale o i servizi charter locali con largo anticipo per verificare la disponibilità. Il porto offre un buon ridosso dal maestrale, ma diventa pericoloso e impraticabile con forti venti da levante e grecale. In condizioni di meteo stabile, molti velisti preferiscono dare fondo alla ruota subito fuori dal porto, su fondali di sabbia e roccia tra i 5 e i 10 metri.
Il borgo di Cala Gonone, frazione di Dorgali, è arrampicato sul ripido pendio che scende verso il mare, offrendo panorami mozzafiato sul golfo. Il centro è ricco di vita, con una bella passeggiata lungomare, ottimi ristoranti dove gustare i piatti della tradizione sarda e il famoso Acquario, che merita una visita. Le spiagge cittadine, come Palmasera e Sos Dorroles, sono caratterizzate da una sabbia dorata mista a ghiaia rosa, lambite da un mare trasparente. Cala Gonone è anche la base perfetta per escursioni nell’entroterra, verso i siti archeologici di Tiscali e Gorropu, la gola più profonda d’Europa.

Giorno 5, Cala Gonone – Cala Luna, 4 miglia
La navigazione odierna è volutamente breve, quasi un trasferimento tecnico, per permettere di godersi appieno uno dei luoghi più iconici e fotografati dell’intero Mediterraneo: Cala Luna. Ci si muove verso sud costeggiando pareti calcaree alte centinaia di metri, intervallate da grotte marine spettacolari, tra cui la celebre Grotta del Bue Marino, ultimo rifugio della foca monaca, visitabile ormeggiando temporaneamente ai pontili galleggianti esterni (solo in condizioni di mare calmo).
Cala Luna si presenta come l’estremità di una profonda codula, una gola scavata da un torrente che nel corso dei millenni ha creato una piccola pianura alluvionale occupata da un laghetto d’acqua dolce circondato da un bosco di oleandri. Non esistono porti o marina in questa zona. L’unica opzione per i velisti è l’ancoraggio alla fonda. Il fondale è sabbioso e digrada abbastanza rapidamente, offrendo un’eccellente tenuta. La rada è splendida per trascorrere la giornata e, se il meteo assicura calma piatta e assenza di venti dai quadranti orientali, passare la notte qui alla ruota, sotto la parete illuminata dalla luna, è un’esperienza che ogni velista dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Durante il giorno, prestate attenzione al viavai dei barconi turistici.
Itinerario nel Golfo di Orosei. La spiaggia di Cala Luna è una meraviglia della natura: un arco di sabbia dorata finissima lungo circa 800 metri, protetto sul lato Nord da sei giganteschi Grottoni che si aprono sulla spiaggia offrendo una provvidenziale ombra naturale nelle ore più calde. Camminare all’interno di queste immense caverne naturali e guardare il mare turchese incorniciato dalla roccia scura è un’emozione indescrivibile. Non c’è un centro storico, ma un piccolo punto di ristoro nascosto nella pineta retrostante permette di rinfrescarsi e godersi l’atmosfera selvaggia del luogo una volta che i turisti giornalieri sono ripartiti.

Giorno 6, Cala Luna – Cala Goloritzé, 12 miglia
Si prosegue la discesa verso la punta meridionale del Golfo di Orosei. La costa in questo tratto raggiunge l’apice della sua spettacolarità e verticalità, superando perle del calibro di Cala Sisine, Cala Biriola e Cala Mariolu. La destinazione finale di questa giornata è Cala Goloritzé, Monumento Nazionale Naturale dal 1995. Geograficamente ci troviamo nel territorio di Baunei. Qui la costa è dominata dall’incredibile guglia di Monte Caroddi, un pinnacolo di calcare alto 143 metri che svetta sopra la cala, e da un monumentale arco di roccia che si tuffa direttamente nel blu.
Anche in questo caso, non esistono strutture portuali. Per preservare l’ecosistema unico della cala, l’autorità marittima ha istituito severi divieti di navigazione: le imbarcazioni a motore (incluso il tender) non possono avvicinarsi a meno di 300 metri dalla riva, zona delimitata da una linea di boe rosse. I velisti devono quindi dare fondo all’ancora all’esterno di questa linea di demarcazione, su fondali che variano tra i 15 e i 25 metri di eccezionale trasparenza, dove l’ancora è chiaramente visibile sul fondo sabbioso. La sosta è consigliata solo di giorno e in condizioni di meteo stabile, poiché la zona è completamente esposta ai venti da est e nord-est.
Itinerario nel Golfo di Orosei. Scendere a terra a Cala Goloritzé è possibile solo a nuoto o con piccole imbarcazioni a remi non a motore dall’esterno delle boe. La spiaggia è composta da infiniti sassolini bianchi e lisci, grandi come chicchi di riso, che mantengono l’acqua di una trasparenza irreale, simile a quella di una piscina sospesa. Non ci sono servizi, strutture o centri abitati, solo la roccia, il mare e la macchia mediterranea che profuma l’aria. È il paradiso dei free-climber, che arrivano da tutto il mondo per scalare l’Aguglia, e dei velisti che cercano il contatto più puro e incontaminato con la natura dell’isola.

Giorno 7, Cala Goloritzé – Portisco, 60 miglia
L’ultimo giorno dell’itinerario è dedicato alla grande navigazione di rientro. Ci si lascia alle spalle le monumentali falesie del Golfo di Orosei per intraprendere una lunga risalita verso nord di circa 60 miglia nautiche. Questa tratta richiede una partenza all’alba, sfruttando le prime ore del mattino spesso più calme, e una buona pianificazione dei turni al timone. È una navigazione d’altura costiera stimolante, che permette di rivedere sotto un’altra luce tutti i paesaggi incontrati nei giorni precedenti: Capo Comino, La Caletta, la sagoma imponente di Tavolara e infine l’ingresso nel Golfo di Olbia e Cugnana.
Itinerario nel Golfo di Orosei. Il rientro a Marina di Portisco avviene solitamente nel tardo pomeriggio. Ormeggiare la barca in sicurezza nella propria banchina di partenza offre il tempo per sbrigare le formalità di check-out con la società di charter e per un ultimo brindisi a bordo. La sera è l’occasione perfetta per esplorare i dintorni. Con un breve tragitto in taxi si può raggiungere il centro storico di Olbia, con le sue vie animate, i resti delle mura puniche e la bellissima Basilica di San Simplicio; oppure optare per una cena in uno dei rinomati agriturismi dell’entroterra gallurese, per gustare i tradizionali culurgiones o il porceddu accoppiati a un calice di Vermentino di Gallura.
Photo credits immagine apertura: Hotels.com.
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