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Cime per ormeggio: materiali, diametro e caratteristiche

– 5 Gennaio 2022 – Accessori di bordo

Accessori di bordo

Cime per ormeggio: materiali, diametro e caratteristiche

Un buon ormeggio non può prescindere da una serie di cime e cavi ben dimensionati e adeguati alla nostra imbarcazione quanto ai materiali, alle caratteristiche, al loro dimensionamento e al numero sufficiente per affrontare ogni sosta in sicurezza.

Le cime di ormeggio delle imbarcazioni sono costruite secondo vari metodi e soprattutto con materiali di vario tipo. L’obiettivo per tutte è quello di garantire un’elevata resistenza combinata a una giusta elasticità. Quest’ultima è necessaria oltre che per ammortizzare il beccheggio dell’imbarcazione e gli strattoni causati dalle onde, anche per preservare la cima nel tempo, impedendone il logorio e la perdita di resistenza ai carichi. Cime più elastiche risultano più morbide e maneggevoli, ma allo stesso tempo sono meno resistenti.

L’obiettivo dello skipper per le cime di ormeggio è quello di ottenere il giusto bilanciamento tra resistenza ed elasticità, combinando differenti materiali e lavorazioni che implicano anche diversi risultati estetici. Altre caratteristiche fondamentali delle cime di ormeggio sono la resistenza all’abrasione, la leggerezza e l’idrorepellenza.

Leggi anche: Tipi di ormeggio: all’inglese, di poppa o di prua

cime ormeggio

I materiali delle cime di ormeggio

L’elasticità, la robustezza e la resistenza al logorio delle cime di ormeggio dipendono soprattutto dal materiale utilizzato. I più diffusi sul mercato nautico sono il poliestere, il nylon e il polipropilene. Vediamo quali caratteristiche specifiche presentano. Il poliestere è un materiale robusto e con buona resistenza al logorio, è poco elastico ed è probabilmente il materiale più utilizzato nella costruzione di cime per l’ormeggio. Le cime di nylon invece ammortizzano molto bene i colpi che l’imbarcazione subisce con l’ondeggiamento. Questo materiale risulta quindi perfetto per le cime d’ormeggio e dell’ancora. Il nylon ha tuttavia la particolarità di irrigidirsi nel tempo. Il polipropilene infine è un materiale galleggiante ed estremamente leggero in combinazione con una solidità molto vicina a quella del poliestere. La particolarità del galleggiamento rende queste cime adatte per apparati autogonfiabili, piccoli tender o gommoni, sistemi di alaggio e boette luminose. Sono utilizzate tantissimo anche nella pesca e in numerosi impieghi a bordo ma raramente per ormeggi in banchina, situazioni in cui gli altri materiali risultano più performanti.

I vari tipi di lavorazione portano alla realizzazione di cime di diverso aspetto estetico che presentano caratteristiche tecniche differenti. Cime ritorte per legnoli, a treccia singola, a doppia treccia, con trefoli a doppia torsione (cime round o square), non si distinguono solamente sotto il profilo estetico, ma anche e soprattutto perché possiedono elasticità e resistenze diverse.

cime ormeggio

Quale diametro per le cime di ormeggio?

Un fattore importante per la scelta del cavo di ormeggio è il diametro. Facciamo qualche esempio: per una barca di 12 metri un cavo di ormeggio in nylon dovrebbe essere di 14-16 mm di diametro, mentre un cavo di poliestere può arrivare a 16-18 mm. Per un cabinato di 16 metri invece il cavo in nylon deve avere un diametro di 18-20 mm, mentre in poliestere di 20-22 mm. Un ultimo parametro da considerare per un ormeggio efficiente e sicuro è la lunghezza e il numero di cavi da imbarcare. Ci sono alcune regole che vanno rispettate. Le cime di poppa e quelle di prua dovrebbero essere lunghe due volte il baglio massimo della barca. Gli spring invece dovrebbero essere lunghi almeno quanto la lunghezza fuori tutto dello scafo, mentre i traversini possono essere lunghi quanto il baglio massimo. Insomma per allestire un ormeggio completo e sicuro è necessaria una quantità di cavo pari a 3,5 volte la lunghezza fuori tutto dello scafo.

Cime ormeggio

Come si usurano le cime di ormeggio

Per ogni tipologia di ormeggio c’è un’usura diversa per le cime. Prendiamo per esempio il classico ormeggio lungo le banchine. Di solito questo tipo di ormeggio si basa su diverse cime per assicurare la barca alla banchina. Le banchine sono costruite soprattutto in cemento e in genere sono dotate di ganci per le cime che si trovano a un’altezza fissa sopra l’acqua. In questo caso per verificare periodicamente l’usura delle nostre cime occorre controllare tutta la lunghezza della linea utilizzata, soprattutto se la stessa non ha una posizione fissa per l’ormeggio. Occorre quindi verificare la presenza di eventuali abrasioni e trefoli rotti o usurati, così come bisogna esaminare l’interno dell’anello di qualsiasi giuntura e l’impiombatura stessa per verificarne la buona struttura ed eventuali danni da attrito.

 

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