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Come effettuare un ancoraggio sicuro e godersi le baie

– 15 Novembre 2021 – Vita a bordo

Vita a bordo

Come effettuare un ancoraggio sicuro e godersi le baie

Come effettuare un ancoraggio sicuro. L’ancoraggio non è solo una questione di gettare l’ancora e sperare per il meglio. Le ancore vivono infatti in un mondo imperfetto, come una baia piena di scogli sottovento con un motore recalcitrante o una marea impetuosa che rende le vele della nostra barca inutili. In tali circostanze la scienza e la disciplina dell’ancoraggio diventano l’ultima, disperata difesa, contro il disastro.

Un’ancora ben dimensionata è come una formica: può reggere uno scafo che pesa 1.000 volte il suo peso e anche oltre. Per fare un esempio, un’imbarcazione a vela di 5 tonnellate può avere un’ancora che pesa meno di 5 kg, anche se è l’idrodinamica, le condizioni meteomarine e il design stesso dell’ancora utilizzata a essere fattori determinanti. Gettare un sasso in mare, come si faceva nell’età del bronzo, avrà un effetto minimo sull’ancoraggio: sono infatti le marre dell’ancora che penetrano nel fondo marino a generare la resistenza e la sicurezza della barca. Ingegnosamente, quando la barca tira l’insieme cima-catena dopo aver calato l’ancora, quest’ultima scava il fondale e penetra ancora di più. Per farlo in modo efficace tuttavia ha bisogno di una lunghezza di catena e di una portata sufficiente per creare una forza orizzontale e servire da ammortizzatore. Se il tiro è troppo verticale, la presa dell’ancora verrà meno. Per calcolare il giusto calumo prendete la profondità massima del fondale e moltiplicate questo numero per almeno tre. Per soste più lunghe in ancoraggi esposti si raccomanda un rapporto di 5 a 1 che può arrivare fino a 7 a 1.

Leggi: Quei 6 errori da non fare nell’ancoraggio in rada

ancoraggio sicuro

Quanti metri di catena?

Come effettuare un ancoraggio sicuro. Naturalmente un cavo di ancoraggio interamente in catena può essere usato solo su fondali di scogli a causa del rischio di sfregamento, ma una combinazione di catena e cima è un compromesso ragionevole per risparmiare peso e costi. Ma esattamente quanta catena bisogna utilizzare? Alcuni dicono da mezza a un’intera lunghezza della barca. Una regola empirica invece afferma che ci vogliono 2,5 m di catena per imbarcazioni sotto i 6 metri e un minimo di 10 metri di catena oltre questa misura. La dimensione delle maglie della catena è un altro fattore importante. Sulle imbarcazioni più piccole, bastano diametri da 5 a 6 millimetri, mentre per le imbarcazioni più grandi si parla di 8-10 mm e oltre. Per quanto riguarda i grilli, si consiglia un diametro leggermente più grande.

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Il bagno in baia dopo, prima la sicurezza

Come effettuare un ancoraggio sicuro. Quando entrano in una baia per l’ancoraggio, la maggior parte degli equipaggi si fissa sulla destinazione e il contesto: la spiaggia ornata di palme, il chioschetto, le piscine naturali. I fattori che devono essere realmente contemplati in questa fase critica sono in realtà la profondità dell’acqua, il tipo di fondale, i potenziali pericoli sottomarini, l’esposizione al vento e alla corrente e lo spazio di manovra. Le carte nautiche spesso forniscono consigli sulla posizione ideale e la presenza di barche simili in determinati punti è un buon segno. Conoscere il pescaggio della propria imbarcazione, così come le fasi di marea, sono altre considerazioni importanti. Cercate anche a terra eventuali cartelli che avvertono della presenza di cavi sottomarini e, se possibile, non ancorate mai su coralli, alghe, praterie di posidonia o rocce.

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Come procedere a un perfetto ancoraggio

Come effettuare un ancoraggio sicuro. Avvicinatevi lentamente e con calma alla baia scelta per l’ancoraggio. Un paio di occhiali da sole polarizzati sono preziosi per lo skipper in questa fase, così come girare intorno al punto di ancoraggio previsto per ottenere ulteriori dati e rassicurazioni. Tenete quindi pronta l’ancora, mentre controllate il profondimetro e quando avete scelto definitivamente il luogo, non limitatevi a gettare l’ancora e la catena. Piuttosto procedete una o due lunghezze di bolina prima di calare l’ancora sul fondo, poi innestate la retromarcia mentre calate progressivamente la catena e la cima fino a raggiungere una portata sufficiente. Fate sempre questa prova a motore finale contro il vento dominante o la marea, notando anche la direzione in cui si trovano posizionate le altre barche.

È una buona idea prendere una maschera facciale e immergersi fino all’ancora, se possibile o sbirciare oltre il lato del gommone per controllare che l’ancora si sia posata e abbia fatto presa.

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Continuate a verificare la posizione della barca

Come effettuare un ancoraggio sicuro. Una volta concluso l’ormeggio, l’elettronica della vostra barca può fungere da sentinella. Se il vostro Gps ha un allarme per l’ancora, impostatelo per avvertirvi se la barca sta oscillando troppo lontano dalla posizione originale. Anche le bussole elettroniche e gli autopiloti possono segnalare se la posizione della barca cambia radicalmente, mentre un ecoscandaglio dovrebbe avere un allarme per la profondità minima.

Di notte, le luci dell’ancora devono essere accese in modo che le altre imbarcazioni possano vedervi. Va bene una luce bianca a tutto tondo con una visibilità di almeno 2 miglia nautiche. Ricordate anche che è vietato ancorare nei canali di navigazione o legarsi ai segnali per la navigazione come i marcatori di canale o le boe.

 

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