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Croazia entra nell’Euro. Ecco cosa cambia per il turismo nautico

– 3 Gennaio 2023 – Itinerari Crociera

Itinerari Crociera

Croazia entra nell’Euro. Ecco cosa cambia per il turismo nautico

L’adozione della moneta unica, la caduta dei controlli di frontiera marittimi e terrestri, uniti alle recenti opere infrastrutturali come il ponte di Sabbioncello: guida d’autore all’integrazione europea della Croazia e a tutti i vantaggi operativi per i velisti che scelgono le sue isole per una vacanza charter.

L’integrazione della Croazia nello spazio di libera circolazione Schengen e la contestuale adozione dell’Euro hanno segnato una svolta epocale per l’intero bacino dell’Adriatico. Questo traguardo rappresenta la conclusione di un lungo e rigoroso percorso di convergenza sociale, economica e politica nell’ambito delle istituzioni comunitarie, avviato ufficialmente con l’ingresso nella NATO e consolidato con la piena adesione all’Unione Europea.

Per chi ama il mare e la vacanza d’altura, queste riforme strutturali hanno introdotto semplificazioni straordinarie. In particolare, per i diportisti italiani che scelgono la formula del bareboat o del noleggio con skipper per esplorare le isole dalmate o istriane, la pianificazione della traversata tra le due sponde dell’Adriatico è diventata decisamente più snella, immediata e priva di intoppi burocratici.

Prima di fare rotta verso l’estuario di Fiume o le baie di Spalato, i diportisti possono consultare le migliori offerte di noleggio barche in Croazia per individuare il cabinato ideale con cui salpare in totale libertà.

Niente più cambi di valuta per i diportisti

Il primo grande beneficio tangibile per chi naviga in acque croate risiede nel consolidamento della moneta unica. Con il definitivo accantonamento della storica valuta locale (la Kuna croata), la gestione delle spese a bordo e a terra ha azzerato qualsiasi complessità di cambio.

I diportisti che sbarcano in banchina per fare cambusa, fare rifornimento di carburante o saldare il gavitello in rada non devono più affrontare conversioni matematiche o commissioni bancarie sui prelievi. Il rapporto fisso di conversione applicato al momento del passaggio definitivo (pari a 7,53450 Kune per un Euro) appartiene ormai alla storia contabile. Per chi si imbarca per una vacanza charter, ciò si traduce nella massima trasparenza dei prezzi tra porti turistici, mercati ittici, konobe tipiche e servizi di assistenza nautica.

Abolite le soste per fare dogana

Il secondo pilastro rivoluzionario per il diporto nautico riguarda la completa soppressione dei valichi e dei controlli di frontiera grazie alla piena adesione allo Spazio Schengen. La caduta dei varchi di controllo terrestri e marittimi ha eliminato le snervanti attese burocratiche che in passato caratterizzavano il transito dell’Adriatico.

Nel settore marittimo, l’azzeramento delle formalità ha interessato tutti i principali porti d’entrata dell’Istria e della Dalmazia (tra cui ACI Umago, Cittanova, Parenzo e Rovigno, solo per citare i principali scali d’atterraggio settentrionali). Per chi organizza una crociera a vela dall’Italia in direzione della Croazia, questo cambiamento si traduce in vantaggi operativi fondamentali:

  • Stop alle soste obbligatorie alla Polizia Marittima (Policija): Non è più necessario far tappa immediata nel primo porto d’entrata per le pratiche di check-in doganale all’arrivo e per il rispettivo sdoganamento prima di ripartire verso l’Italia.

  • Gestione snella dell’equipaggio: Si azzera la compilazione cartacea della crew list d’ingresso ai varchi di confine.

  • Pratiche telematiche per la navigazione: La registrazione dell’imbarcazione e il saldo delle tasse di stazionamento marittimo si effettuano direttamente online tramite i portali governativi dedicati, senza dover fare la fila presso le uffici centrali delle Capitanerie.

Croazia

Tutte le tasse nautiche si pagano on line

Un ultimo beneficio riguarda infine tutta la parte fiscale del turismo nautico che al momento non cambia, ma viene di molto agevolata accettando i pagamenti via portali Web. In pratica per chi vuole fare crociere a vela in Croazia c’è l’obbligo di annunciare l’arrivo della barca nel Paese e il pagamento della Tassa Annuale sulla Sicurezza. Quest’ultima è una tassa annuale che devono pagare tutte le imbarcazioni più lunghe di 2,5 metri oppure con il motore di potenza superiore a 5kW. Entrambe le operazioni possono essere svolte sul portale https://enautika.pomorstvo.hr.

Occorre pagare poi la Tassa di Soggiorno per le persone e il periodo prescelto. Questa va pagata secondo la lunghezza dell’imbarcazione (dai 7 metri agli oltre 20 metri) oppure in base al numero di persone che soggiornano sull’imbarcazione. E si fa tutto sul portale https://nautika.evisitor.hr.

Con i fondi Ue inaugurato anche un nuovo ponte in Croazia

I benefici dell’integrazione comunitaria sulla mobilità turistica croata non si fermano alla semplificazione amministrativa dei documenti di bordo. Negli ultimi anni, la realizzazione di grandi opere infrastrutturali di rilievo strategico — prima fra tutte l’imponente ponte di Pelješac (noto in italiano come “Ponte di Sabbioncello”) — ha radicalmente trasformato l’accessibilità via terra e mare del settore meridionale della costa dalmata.

L’opera infrastrutturale, finanziata per la gran parte tramite le risorse dei fondi di sviluppo dell’Unione Europea per un valore complessivo di 420 milioni di euro, unisce la terraferma dalmata con la prospiciente penisola di Sabbioncello, fornendo un raccordo diretto verso l’arcipelago di Ragusa (Dubrovnik), autentica gemma storica e patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Non bisogna più passare in Bosnia-Erzegovina

Dal punto di vista della geografia politica, la porzione più meridionale della Croazia risultava storicamente disconnessa dal resto del territorio nazionale a causa del corridoio costiero di Neum, appartenente alla Bosnia-Erzegovina. Prima dell’apertura del viadotto, chiunque desiderasse spostarsi via terra verso Dubrovnik era costretto ad attraversare due distinti varchi doganali internazionali nell’arco di appena otto chilometri, affrontando snervanti code ai valichi extra-comunitari, in particolare nei mesi estivi d’alta stagione. L’unica alternativa marittima consisteva nell’imbarco sui traghetti di linea tra Trappano e Porto Tolero.

Con l’inaugurazione del ponte, turisti e residenti possono spostarsi lungo la costa in totale continuità territoriale, rimanendo costantemente all’interno dello spazio giuridico europeo senza varcare i confini di Paesi terzi.

L’unione tra la facilità d’accesso terrestre, la moneta unica e la totale soppressione dei controlli marittimi rende oggi la Croazia una destinazione nautica d’eccellenza: un vero e proprio paradiso per chi desidera noleggiare una barca a vela e godersi la libertà tra le centinaia di isole dell’Adriatico in totale tranquillità.

3 commenti

  • Giuseppe Salerno

    Cara Marenauta, mi sembra inappropriato e sbilanciato a favore della Croazia il tono di trionfalistico ottimismo circa la cessazione e/o eliminazione delle (anche costose) pratiche di ingresso in barca a vela in Croazia. Si doveva pagare on line prima come ora. Quindi qui nulla cambia. Non vai in polizia, ma non chiarite cosa sia ” barca nuova”. Vuol dire per la prima volta in Croazia nell’anno o nella vita della barca? Fa una certa differenza! Tassa di soggiorno e tassa per “fari e fanali” o come viene giustificata, restano immutate! Un onesto articolo di info avrebbe dovuto avere un titolo rovesciato tipo: “Poco o nulla cambia… etc”. Solo il cambio valuta è eliminato. Ma già prima potevi avere EU con ogni bancomat. Ci si risparmia un poco. Ma vedremo i prezzi. Già prima erano spesso come in Italia.

    Saluti
    G. S.

    • Redazione Marenauta

      Ciao Giuseppe, grazie innanzitutto per l’attenzione con cui leggi i nostri articoli. L’iter burocratico per entrare nell’Eurozona della Croazia è stato un processo lungo e laborioso ed è normale che alcuni cambiamenti si siano susseguiti con largo anticipo rispetto al nulla osta ufficiale. Ci sembra comunque una notizia positiva e di fatto avrà benefici per il turismo nautico del Paese. Quanto al titolo dell’articolo, non ha nulla di trionfalistico, ma si limita ad annunciare cosa cambierà da oggi in poi. Sulla politica dei prezzi la Croazia è in evoluzione e probabilmente non tutte le scelte fino ad ora sono state dettate solo dal buon senso. Rimane il fatto che sia una delle destinazioni più apprezzate del Mediterraneo e alla fine è la comunità di diportisti a premiare o meno la politica del Paese.
      Un saluto e buone navigazioni!

      • Walter

        Buonasera, già si sapeva che la Croazia è il paradiso dei diportisti italiani e non solo. Si sperava con l’entrata nell’euro cambiassero pure le regole per l’entrata in acque croate dei natanti italiani. Personalmente quest’anno sono andato in Croazia e al porto di Umago mi hanno trattato peggio di un delinquente solo perché non avevo la targa riconoscibile, ma le nostre istituzioni avevano detto che per il 2024 non ci dovevano essere problemi. Forse si sono dimenticati di avvisare i nostri vicini croati. Quindi per il 2025 bisognerà pensare di cambiare bandiera oppure aspettare che qualcuno pensi di cambiano le regole e le leggi soprattutto perché sono troppe vecchie per nostri tempi. Bisogna trovare il modo che i natanti possano andare in Croazia con bandiera italiana e non con quella polacca o Slovena o di un altro Paese solo per aggirare la legge. Io sono un italiano e voglio andare con la mia bandiera e qui chiudo. L’articolo ci sta, ma il tema è molto importante e meriterebbe senz’altro un approfondimento.
        Un cordiale saluto.
        Walter Vidoni

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