Noleggio Barche
Miglior prezzo garantito
I vantaggi per i nostri clienti
Testimonianze
Contatti
marenauta®
noleggio barche, un nuovo modo per vivere il mare
Sign out?
+39 0112171011   
Contattaci per qualunque motivo!
  
Marenauta Blog
il blog del mare

Crociera tra i ghiacci: 5 Itinerari Ghiacciati mozzafiato | Blog di Marenauta

Crociera tra i Ghiacci

Di Inserito il 29 Luglio 2019 In Vacanze in barca

Crociera tra i Ghiacci
Vacanze in barca

Crociera tra i ghiacci: 5 idee per itinerari ghiacciati

Dall’Antartide al Grande Nord, le estreme latitudini possono essere un’interessante alternativa ai soliti paradisi tropicali per una crociera a vela. Con un po’ di spirito di avventura, nella stagione giusta si possono vivere avventure fuori dal comune e immergersi in scenari suggestivi tra fiordi, iceberg e orsi polari.

Quando si pensa a una crociera a vela vengono subito in mente i Tropici, con le loro palme e spiagge assolate. Eppure non sono pochi quei velisti che alla sabbia delle destinazioni tropicali, preferiscono il freddo e le crociere tra i ghiacci. Capo Horn e i canali cileni, l’Antartide, ma anche il “Grande Nord”, la Groenlandia e l’Alaska, sono ormai da qualche tempo considerate dai velisti delle allettanti mete alternative. Oltre all’atmosfera fuori dal tempo e agli scenari mozzafiato, le estreme latitudini evocano anche lo spirito eroico delle prime esplorazioni e soddisfano l’esigenza di scoprire posti nuovi, insoliti e avventurosi.

Oggi le opportunità di affrontare in barca a vela simili viaggi sono aumentate: gli scafi progettati per navigazioni polari, gli strumenti di navigazione più precisi, la copertura meteorologica costante, rendono più accessibili queste rotte.

Siete pronti per vivere emozioni forti? Ecco allora una serie di itinerari e destinazioni tra i ghiacci da vivere in barca.

Nel “Grande Nord” a vedere l’aurora boreale

Crociera ghiacci

Raggiungere terre incontaminate, ancorare tra i ghiacci e sentirsi assoluti padroni del mare in un angolo sperduto di mondo. Sono queste le emozioni che regala il “Grande Nord”, una meta alternativa alle rotte tropicali relativamente più accessibile, per noi mediterranei, rispetto alle opposte zone polari. Veleggiare in queste zone è anche un’occasione per apprezzare le piccole comunità che vivono oltre il Circolo Polare Artico: pescatori di merluzzi, minatori, cacciatori di balene e orsi polari, che hanno saputo adattarsi nella natura estrema. A queste latitudini, infatti, la stagione fredda è molto ostile con oscurità totale, mare ghiacciato e temperature sotto i 40 gradi. La breve e intensa estate artica che va da maggio a ottobre è il periodo ideale per raggiungere questa estremità del globo: le temperature si alzano e con il disgelo il mare torna navigabile, ma soprattutto torna la luce che, nella magia del sole di mezzanotte, dura 24 ore al giorno e regala uno spettacolo unico.

La porta d’ingresso al “Grande Nord” sono le isole Svalbard, a Nord della Norvegia. Situate tra le latitudini di 74 e 81 gradi Nord, all’inizio del secolo erano utilizzate come avamposto estremo per le celebri spedizioni polari di Amundsen, Nansen e Nobile. Spitzbergen è l’isola più grande dell’arcipelago, ha coste frastagliate, ripide, incise da profondi fiordi e offre uno spettacolare paesaggio costituito da nere montagne appuntite e isolotti di ghiaccio vaganti. Benché geograficamente sia situata più a Nord di altre regioni come l’Alaska o la Siberia, l’isola gode di un clima mite: la Corrente del Golfo, infatti, lambendo le coste occidentali dell’arcipelago, mitiga il clima che pur essendo rigido, durante i mesi estivi può raggiungere anche i 18-20 gradi centigradi (media +5).

Per chi vuole veleggiare in questa terra selvaggia, la città d’imbarco è Tromsø, a Nord della Norvegia e gli itinerari, oltre al passaggio del mitico Capo Nord (il punto più settentrionale del continente europeo), si svolgono lungo le coste occidentali e settentrionali dello Spitzbergen. Alcune tappe previste dalla vostra crociera possono essere la città mineraria russa Barentsburg, la base scientifica di Ny-Alesund (da cui partirono i dirigibili Norge e Italia), il ghiacciaio Kronebreen e la baia Magdalene con le sue vette rosse imbiancate dai ghiacci.

Tra le foche e gli orsi polari della Groenlandia

Crociera Groenlandia

Nel Circolo Polare Artico, un’altra destinazione che può offrire grandi emozioni ai velisti a caccia di rotte insolite è la Groenlandia. La navigazione attorno a quest’isola (la più grande al mondo) a 300 chilometri dall’Islanda, è per lo più condizionata da un meteo estremo con mare coperto dai ghiacci per gran parte dell’anno. Solo nel breve periodo estivo, tra maggio e luglio, ci si può avventurare lungo queste coste, senza il rischio di rimanere bloccati tra gli iceberg e la banchina polare. Si possono allora scoprire le meravigliose ricchezze che nasconde: colonne di ghiaccio multicolore che si stagliano dal mare, tundre sconfinate, isolotti e scogliere, colonie di foche, uccelli, volpi e orsi polari, e loro, il silenzioso popolo degli Inuit, che abita questi luoghi remoti. La peculiare geografia della Groenlandia e la sua vicinanza al Polo Nord determinano poi uno dei fenomeni naturali più affascinanti: l’aurora boreale.

L’itinerario in barca potrebbe prevedere una serie di navigazioni tra le isole lungo la costa, circondate dagli iceberg e una visita ai principali villaggi della zona: Aasiaat, rinomata per la conciatura delle pelli; Ilulissat, che ospita il museo dedicato a Knud Rasmussen e dove si trova il ghiacciaio Sermeq Kujalleq, il più grande al mondo; Kangaatsiaq, piccolo centro di pescatori e cacciatori di foche; Qasigiannguit, dove sono raccolti i reperti archeologici delle tribù Saqqaq; e Qeqertarsuaq, che ospita la Stazione di Ricerca Artica.

Crociera tra i ghiacci in Alaska come Jack London

Crociera tra i ghiacci dell'Alaska

Tra questi itinerari a vela in zone glaciali non poteva mancare l’Alaska, mitica terra di frontiera nell’estremo Nord-Ovest americano, patria dei lupi artici celebrati da Jack London e meta ambiziosa, agli inizi del secolo scorso, nell’avventurosa “corsa all’oro”. Una crociera in Alaska è un viaggio nel regno della natura rigogliosa e incontaminata, tra monti, vallate, boschi e laghi, che l’uomo ha saputo conservare con una fitta serie di parchi e aree protette. Navigare lungo queste coste è un’occasione unica per osservare otarie, balene, orche, alci e orsi bruni, e ammirare le incredibili forme ricamate dal ghiaccio.

Il periodo migliore per visitare l’Alaska è nei mesi di giugno, luglio e agosto, quando le temperature raggiungono i 15 gradi nella parte Sud-Est, mentre nelle regioni a Nord-Ovest si mantengono attorno ai 7 gradi. Le acque raramente sono pericolose, anche se pioggia e nebbia sono piuttosto frequenti e il cielo è quasi sempre coperto.

A bordo di una barca a vela si possono effettuare una serie di itinerari nella zona meridionale tra i fiordi della penisola di Kenai, la baia di Prince William con le colonie di leoni di mare, la fascia costiera a ridosso della catena montuosa Elias, con picchi di oltre 5.000 metri, lo stretto Passaggio Interno e la zona dei parchi glaciali.

Scapolare il mitico Capo Horn: sogno da velisti

Crociera Capo Horn

Migliaia di isole, canali, fiordi circondati da vette e ghiacciai, la punta estrema dell’America meridionale, detta anche “Terra del Fuoco”, regala scenari di rara bellezza a chi ci si avventura in barca a vela. Foche, pinguini, balene, albatros vivono qui in un silenzio rotto solo dal fragore dei ghiacci che si staccano dalle pareti granitiche e precipitano in acqua. Sono luoghi selvaggi che nell’immaginario dei naviganti evocano imprese leggendarie: i drammi e le peripezie dei marinai che nei secoli hanno transitato nel temibile Stretto di Drake hanno creato un alone mitico su questo tratto di mare. Ushuaia, in Argentina, è il luogo di partenza per tutti i viaggi nella “Terra del Fuoco”.

Per uscire in mare aperto da Ushuaia si deve attraversare il Canale di Beagle diviso da una linea di confine: la parte settentrionale è argentina e quella meridionale cilena. Lungo quest’ultima, a ridosso dell’isola di Navarino, c’è la base militare Puerto Williams, scalo obbligatorio per l’ingresso in Cile. Da qui il mitico Capo Horn dista appena un centinaio di miglia. Luogo divenuto leggendario per i navigatori degli ultimi quattrocento anni, deve il nome agli olandesi Willem Schouten e Jacobus Le Maire che lo scoprirono e decisero di chiamarlo “Horn” in onore della città da cui erano salpati. La posizione di Capo Horn è 55 e 58 Sud e 67 e 19 Ovest. È un punto nevralgico, spazzato da venti da Ovest che si scatenano intorno all’Antartide. Il bollettino meteo della zona dà annualmente più di 200 giorni di tempesta e 130 di cielo coperto.

Oggi anche senza essere navigatori oceanici incalliti, si può comunque provare il brivido di navigare lungo i canali cileni e doppiare Capo Horn. Il periodo migliore per visitare queste zone va da novembre a maggio, durante l’estate australe, quando la temperatura media giornaliera è di 11 gradi.

Un viaggio in Antartide, il continente bianco

Crociera in Antartide

Per chi decide di spingersi ancora più a Sud e navigare lungo rotte più impegnative c’è l’Antartide. Fino a pochi anni fa una crociera in barca a vela a queste latitudini era assolutamente impensabile. L’Antartide infatti è l’unico continente rimasto ancora in larga parte inesplorato per via delle estreme condizioni climatiche: un deserto di ghiaccio inospitale con temperature medie al disotto dei 50 gradi, venti gelidi che soffiano fino a 300 chilometri orari, e tutt’intorno un mare glaciale, l’Oceano Antartico, insidioso e mutevole, interrotto dai temibili iceberg. Nello stesso tempo, però, è un luogo fortemente suggestivo: una terra vergine che regala paesaggi incantevoli, dove regna il silenzio e una pace assoluta.

La navigazione lungo il continente bianco è estremamente insidiosa: al di là delle temperature inusuali, gli ancoraggi sono scarsi, bisogna per lunghi tratti convivere con la nebbia e scrutare costantemente l’orizzonte per evitare gli iceberg. Per arrivare fin laggiù, occorre, soprattutto, attraversare lo Stretto di Drake che separa la “Terra del Fuoco” dalla Penisola Antartica. Una volta arrivati nel continente bianco si vive in isolamento completo da tutto e si impone la totale autonomia di cibo, combustibile e di eventuali riparazioni. Superate queste difficoltà, tuttavia, si assiste a uno scenario unico al mondo: ghiacciai smisurati di estrema bellezza, paesaggi magnifici e una fauna polare ricchissima (albatros, balene, orche, pinguini e foche). La stagione più favorevole per raggiungere questa terra estrema è l’estate australe, da dicembre a febbraio.

Queste, dunque, le diverse opportunità che i paradisi ghiacciati offrono ai velisti che non si accontentano delle solite rotte e cercano nuove destinazioni per la crociera. Chiunque c’è stato può confermarlo: la bellezza di questi luoghi incontaminati e remoti è così travolgente che, nonostante le difficoltà e il costo del viaggio, non si vede l’ora di tornarci.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

@ Offerte speciali
Iscriviti alla nostra newsletter
Copyright © - Tutti i diritti riservati