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Dormire in Barca: 7 utili trucchi per un sonno da re | Blog di Marenauta

Dormire in barca

Di Inserito il 23 Luglio 2019 In Vita a bordo

Dormire in barca
Vita a bordo

Come dormire in barca: 7 utili trucchi per farsi un sonno da re in barca

Il sonno durante una crociera in barca a vela è importante almeno quanto manovrare le vele, organizzare la cambusa e rispettare i i turni di guardia. La navigazione, che sia sotto costa o al largo, impone sempre un notevole dispendio di energie che è bene ripristinare con una sana dormita. Ne va del riposo ovviamente, ma anche della qualità del soggiorno a bordo e del buon umore. Del resto senza relax che vacanza in mare sarebbe? Per questa ragione gli spazi interni dell’imbarcazione adibiti al riposo notturno, in particolare le cabine, dovrebbero essere comode, asciutte e salubri così da permettere ai velisti e all’equipaggio di dormire in barca comodamente.

Oggi sui moderni cabinati si trovano cabine ampie e confortevoli grazie alle carene più tondeggianti, i bagli generosi e le poppe extralarge. Anche su barche di 10 metri si adottano soluzioni a due cabine (quella di poppa e quella di prua), mentre su barche più grandi oltre alla cabina di prua è uno standard ormai l’inserimento di due cabine doppie a poppa. Le cabine in generale sono anche più eleganti e isolate rispetto al resto degli ambienti interni, per non parlare della possibilità di personalizzarle.

Vediamo allora come renderle il più confortevoli possibili in vista della nostra crociera e assicurarci splendidi sonni da re durante le notti in barca.

1. Allestire una cuccetta confortevole e antirollio

Letto barca

Oggi all’interno delle cabine di una barca a vela troviamo dei veri e propri letti “matrimoniali”, vale a dire materassi unici con dimensioni che ripropongono quelle dei letti delle abitazioni. Una soluzione sicuramente confortevole quando si sta in porto, ma che può rivelarsi piuttosto scomoda in navigazione, specie durante le manovre (virate e abbattute) con il rischio di essere schiacciati contro la paratia o addirittura esserne sbalzati fuori. Per assicurarsi riposi tranquilli è necessario allora aggiungere al letto spondine laterali, poggiaschiena imbottiti a paratia o teli antirollio. Quest’ultimo evita di cadere, aiuta a non perdere le coperte e inoltre rende comode anche le cuccette più strette. Nelle cuccette matrimoniali è opportuno anche un telo antirollio centrale che può essere costituito anche da un divisorio vero e proprio realizzato con un pannello di legno leggero a incastro.

Spesso sulle barca da regata per ovviare ai problemi del rollio e della barca sbandata vengono istallate delle cuccette di tela infilate in dei paletti di alluminio la cui inclinazione è regolabile con una cimetta che scorre in un paranco ed è fissata a uno strozzascotte. È una soluzione che potrebbe essere adottata anche sulle barche da crociera, magari con un fondo irrigidito da un leggero foglio di compensato provvisto di imbottiture e delle tasche portaoggetti.

2 .Usare materassi in lattice e cuscini e antiallergici nei letti in barca

Letto in barca

Per i materassi delle cuccette sarebbero preferibili le schiume di lattice, ideali soprattutto per chi ha problemi di schiena o dorme a bordo per lunghi periodi. Il lattice è totalmente sterile (quindi inattaccabile dagli acari, funghi o muffe), traspirante e ha una densità media che varia dai 65 agli 80 chilogrammi per metro cubo. Il materasso in lattice potrebbe essere associato anche a fibre vegetali, come la canapa o il cocco. I velisti più sofisticati potrebbero optare per una struttura elastica con “effetto memoria”, che si adatta cioè alla conformazione del corpo creando una sorta di sella e diminuendo così la pressione su chi dorme. Le strutture migliori sono quelle a nido d’ape con inserti in nylon. Anche le imbottiture del materasso così come le fodere dovrebbero essere scelte a base naturale (cotone, lana, seta) e con proprietà antibatteriche. Per evitare l’umidità e la condensa sotto il materasso è bene inserire tra lo stesso e il piano del letto un ulteriore materassino sempre in fibre vegetali oppure delle doghe in legno o cuscinetti in gomma che tengono rialzato il materasso dal piano di alcuni centimetri.

La maggior parte della gente ama dormire con il cuscino sotto al capo, ma i normali cuscini “terrestri” non sono proprio l’ideale per una barca da crociera, perché scivolano. Un’alternativa potrebbero essere i cuscini integrati nel materasso o applicati a questo con il velcro, impermeabili e facilmente lavabili. Andrebbero rivestiti inoltre con stoffa robusta e lavabile (cotone misto poliestere va benissimo), possibilmente di colore scuro. Quanto alle lenzuola sono utili quelle cucite a sacco, mentre per le coperte ogni cuccetta dovrebbe avere un sacco a base rotonda che oltre a essere più pratico da un aria ordinata alla cuccetta.

3 Applicare tende e scuri su oblò e osteriggi

Notte in barca

Un problema di bordo che si può presentare quando si ha bisogno di dormire di giorno per via dei turni di navigazione può essere la troppa luce. Sono utili allora delle tendine scure da applicare su oblò e osteriggi. Tra l’altro simili tende oltre a garantire un minimo di privacy per vestirsi, in particolare alle signore, creano una forma di “tana” che consente di appartarsi un po’ dagli altri componenti dell’equipaggio in coperta, elemento che aggiunge un positivo effetto psicologico importante in caso di navigazioni prolungate o quando la coabitazione di più persone in spazi ristretti comincia a fare nascere delle tensioni.

4 Ventilare la cabina

Ventilare la cabina

Una cabina per essere salubre deve essere ventilata. La soluzione ideale per catturare quanta più aria possibile è quella di istallare delle maniche a vento morbide e orientabili tipo Dorade (almeno una per cabina) assicurandosi di posizionarle in modo da non intralciare le manovre delle vele o dell’ormeggio. Importante è che la cuccetta sia lambita da queste correnti d’aria. Anche le porte che chiudono gli armadi e gli stipetti dovrebbero sempre avere una ventilazione dall’alto e dal basso garantita da apposite aperture. Anche il problema dell’acqua e dell’umidità è decisivo per il comfort della cabina: una cuccetta umida e maleodorante è quanto di peggio possa capitare a bordo. Nelle cuccette collocate a poppa o a prua, zone che in generale dovrebbero essere sempre asciutte, per bloccare gli eventuali spruzzi e gocce d’acqua che penetrano dagli oblò si possono mettere delle tende impermeabili “volanti” da fissare alle paratie con del velcro.

Al momento poi di lasciare la barca per le lunghe soste a terra, bisogna ricordarsi di lasciare aperti tutti i gavoni e i ripostigli e togliere il pagliolato per garantire il ricambio d’aria ed evitare muffe, così come a riporre materassi, fodere e cuscini in posti asciutti.

5 Isolare il vano motore

Cuccetta barca

Tra una cuccetta di poppa e il vano motore normalmente c’è soltanto una sottile paratia che contribuisce ben poco a smorzare il rombo e i rumori dell’apparato. Una soluzione artigianale che potrebbe ridurre parzialmente il fastidio potrebbe essere quella di fissare delle tende di pvc da arrotolare in alto assicurandola a delle cinghie mentre si sta lavorando al motore per ripararlo o per fare la manutenzione.

L’alternativa, più dispendiosa ma efficace è quella di insonorizzare completamente il vano motore. Oggi le tecniche e i materiali di insonorizzazione sono notevolmente migliorati e sono in grado di garantire un isolamento perfetto. I materiali foassorbenti più comuni derivano dal settore edilizio: poliuretano espanso, pannelli in sandwich in polietilene con anima in piombo, pvc, lana di vetro. Il materiale deve essere scelto dopo avere possibilmente misurato con appositi apparecchi il tipo di rumore e le sue frequenze.

Il motore diesel marino per esempio emette suoni a bassa frequenza quindi il materiale idoneo a coibentare l’interno del vano deve avere un forte peso specifico. Quello a cui bisogna stare attenti è non lasciare neanche una piccola zona scoperta perché il suono si propaga come un liquido ed è capace di sfuggire anche da una minuscola fessura. Istallare dei pannelli fonoassorbenti sul vano motore serve anche a limitare il calore nel caso per esempio che lo stesso si trovi sotto una cuccetta.

6 Proteggere lo spazio notte dei bambini

Notte con bambini in barca

Per i piccoli marinai imbarcati sarebbe ideale una cabina separata dove abituarli a giocare e a tenerla in ordine. Il locale dovrebbe essere attrezzato in modo da ridurre il rischio di cadute accidentali per via del beccheggio o il rollio della barca per esempio rivestendo le paratie con cuscini o teli imbottiti fissati con il velcro. Anche le cuccette (con dimensioni da adulti) destinate ai bambini vanno rese sicure con l’applicazione di una rete o di un telo anti rollio laterali che trasforma la cuccetta stessa in una sorta di box giochi per quelli non ancora in grado di camminare. Qualora invece i bambini riposino nella cabina dei genitori, una buona idea può essere quella di allestire una piccola amaca che con il movimento di oscillazione agisce di culla e concilia il sonno. Utile anche prevedere accanto alla cuccetta una sacca o un contenitore destinati a ospitare i loro giochi.

7 Sfruttare la cuccetta di guardia

Cuccetta di guardia barca

Non sempre è piacevole dormire nelle cuccette di prua quando si naviga, spesso inoltre ingombra di vele, soprattutto nelle barche da regata. Quindi una cuccetta di guardia è molto utile. Purtroppo sui nuovi modelli di barche non esiste più. Detta anche “pilot berth”, la cuccetta di guardia è di solito posizionata nei pressi della discesa del tambucio, nella zona potenzialmente bagnata degli interni, e serve per un riposo più o meno veloce quando si smonta da un turno di guardia. Non a caso spesso ci si stende sopra con la cerata fradicia addosso. Negli spazi poppieri veniva sfruttata come cuccetta di guardia la cosiddetta “cuccetta di quarto” a murata, sulla dritta o a sinistra, a volte anche con una seconda cuccetta a castello. Uno spazio piuttosto spartano, ma assai funzionale perché posto in prossimità del tambucio, permetteva allo skipper di non disturbare gli altri membri dell’equipaggio durante i turni di guardia notturni.

 

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

Un commento

  • Adolfo Mellone

    Ma la cosa più importante è un ventilatore elettrico per ogni cuccetta. E che sia di qualità, non le porcherie da 15 €.

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