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Dissalatore: ecco come cambia la vita in una crociera a vela

– 14 Maggio 2024 – Vita a bordo

Vita a bordo

Dissalatore: ecco come cambia la vita in una crociera a vela

La lunghezza standard di una crociera a vela con una barca presa a noleggio si attesta tra una e le due settimane. I più fortunati arrivano anche a tre. In questi lunghi viaggi per mare una chiave del comfort a bordo è avere a disposizione una giusta riserva di acqua dolce per l’equipaggio. Soprattutto quando si passano tante notti alla fonda in baia oppure si esplorano luoghi remoti, dove non è possibile approvvigionarsi facilmente. Le necessità di acqua dolce in barca sono quelle della vita normale: farsi la doccia, fare il bucato, lavare i piatti e pulire la stessa barca.

Per questa ragione il dissalatore è diventato un accessorio sempre più apprezzato da skipper ed equipaggi che decidono di passare le vacanze veleggiando in libertà. Oggi il mercato nautico offre dissalatori ad alta efficienza e dalle dimensioni compatte che si installano tranquillamente anche su catamarani e monoscafi a partire dai 14 metri.

Dissalatore

Il principio è quello dell’osmosi inversa

Un dissalatore a bordo permette di vivere appieno l’esperienza di navigazione, senza preoccuparsi di svuotare i serbatoi di acqua dolce, senza l’esigenza di approvvigionarsi nelle soste in porto, senza l’ansia di dover centellinare le docce durante il giorno. I comuni dissalatori, come dice la parola stessa, trasformano l’acqua salata del mare in acqua dolce. In che modo? Grazie al fenomeno dell’osmosi inversa. In pratica il dispositivo pesca l’acqua dal mare e la comprime a pressione all’interno di speciali membrane osmotiche che separano l’acqua salata da quella dolce. Tali membrane sono in genere di poliammide e sono in grado di separare gli ioni di sale dall’acqua, ma anche tutte le impurità e micro particelle.

I principali dissalatori a osmosi inversa che si trovano a bordo delle barche a disposizione delle flotte di charter in genere sono manuali. In questo caso il dissalatore richiede l’intervento dell’equipaggio sia per adeguare la pressione della pompa in base alla salinità e alla temperatura dell’acqua marina, sia per il lavaggio delle membrane. Operazioni che richiedono un minimo di competenza e di attenzione, ma sono alla portata di tutti

Dissalatore

Dissalatori semiautomatici e automatici, che comodità!

Alcune barche imbarcano invece modelli di dissalatore semiautomatici dove il lavaggio delle membrane è automatizzato ad ogni fine ciclo di produzione. Bisogna solo aprire la valvola di regolazione della pressione per lasciare defluire l’acqua di lavaggio, altrimenti i sali rimangono all’interno delle membrane, cristallizzandosi nel tempo. Su barche più grandi e lussuose si trovano infine dissalatori completamente automatici e che non necessitano di interventi da parte del lo skipper o dell’equipaggio.

L’acqua dolce prodotta con il dissalatore è perfetta durante la crociera a vela per farsi una doccia dopo il bagno al mare, così come per fare il bucato, pulire piatti e posate e sciacquare la coperta, nonché pulire gli interni della barca. Sorge però una domanda. Questa acqua dolce si può anche bere?

Dissalatore

Si può bere l’acqua prodotta dal dissalatore?

Bisogna considerare che la potabilità dell’acqua prodotta dai dissalatori nautici in genere non è certificata. Questo perché l’acqua di mare cambia da un posto all’altro, può essere più o meno salata ma anche inquinata. Di sicuro l’acqua che esce da un dissalatore è purificata, quindi in teoria è possibile berla. Va ricordato tuttavia che viene stoccata negli appositi serbatoi riservati presenti in barca, nei quali è necessario attivare una protezione dai batteri che inevitabilmente si formano.

Per questo su alcuni cabinati sono installati anche dei water dispenser che vengono collegati direttamente al circuito di acqua dolce di bordo e producono acqua fresca ulteriormente filtrata e per mezzo di membrane agli ioni d’argento.

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