Noleggio Barche
Miglior prezzo garantito
I vantaggi per i nostri clienti
Testimonianze
Contatti
Italiano
mare·nauta
noleggio barche, un nuovo modo per vivere il mare
  
Marenauta Blog
il blog del mare

Giro del Mondo in Barca a Vela: come farlo (la guida) - Marenauta Blog

Giro del mondo in barca a vela

– 28 Agosto 2019 – Vita a bordo

Giro del mondo in barca a vela
Vita a bordo

Giro del mondo in barca a vela: un sogno a portata di mano

Dalle illusioni da banchina alla realtà dei numeri: un’analisi d’autore sui costi effettivi, la gestione della cambusa, le insidie burocratiche e il budget necessario per mollare gli ormeggi e realizzare il sogno di una vita.

Mollare gli ormeggi per intraprendere la circumnavigazione del pianeta rappresenta il desiderio assoluto di quasi ogni velista. Per la stragrande maggioranza degli appassionati, tuttavia, questa aspirazione destinata a rimanere chiusa in un cassetto per sempre. E forse c’è una sottile saggezza in questo: avvicinarsi troppo ai propri sogni rischia talvolta di vederli frantumare al primo impatto con la realtà, lasciando il navigatore privo di orizzonti da inseguire.

Giro del mondo a vela

Il giro del mondo in barca: un viaggio da pascià o da spiantati

Eppure, persino i sognatori più tenaci e determinati si ritrovano spesso bloccati in banchina, frenati dalla fatidica domanda pragmatica: quanto costa davvero compiere il giro del mondo a vela?

La risposta risiede nello stile di vita che si intende adottare a bordo. Come per qualsiasi viaggio terrestre, la circumnavigazione può essere affrontata con filosofie ed economie diametralmente opposte:

  • I navigatori “essenziali”: Moltissimi giramondo — spesso coppie o solitari — salpano con risorse finanziarie ridotte al minimo. Condicono scafi spesso al di sotto dei 10 metri, magari in acciaio con evidenti punti di ruggine, equipaggiati con attrezzature ridotte all’essenziale. Evitano i marina turistici se non in casi di stretta necessità, eseguono personalmente ogni intervento di manutenzione, riducono i consumi di carburante al minimo e mantengono una cambusa estremamente sobria. Con questo approccio, il costo della vita a bordo crolla drasticamente.

  • I crocieristi “top comfort”: Sul fronte opposto troviamo gli armatori che affrontano gli oceani con budget sostanziosi. Dispiegano scafi di nuova generazione di lunghezza rigorosamente superiore ai 15 metri, firmati da prestigiosi cantieri navali e dotati di ogni accessorio tecnologico (elica di prua, generatore di corrente, desalinizzatore, aria condizionata e domotica di bordo). Affidano la manutenzione a tecnici professionisti, sostano regolarmente nei marina più esclusivi e si spostano a terra unicamente a bordo di auto a noleggio o taxi.

Si tratta di due approcci antitetici per compiere la medesima rotta, con impatti economici, com’è ovvio, del tutto incomparabili.

quanto costa il giro del mondo

Quanto costa il giro del mondo in barca?

Esiste tuttavia una vasta fascia intermedia tra chi naviga al risparmio assoluto e chi viaggia nel lusso sfrenato: si tratta, con ogni probabilità, della categoria di diportisti più rappresentata lungo le rotte oceaniche. Parliamo di famiglie o coppie che scelgono di navigare su cabinati di media taglia, indicativamente tra i 35 e i 43 piedi (dai 11 ai 13 metri). Spesso si tratta di scafi non recentissimi ma nati dalla matita di rinomati architetti navali e costruiti da cantieri di solida fama, mantenuti in condizioni di efficienza perfette. Questi equipaggi dispongono di tutte le dotazioni di sicurezza necessarie, pur prestando attenta cura al risparmio energetico e alle spese d’ormeggio: scelgono la rada ogni volta che è possibile, riservando i porti turistici solo alle soste tecniche o al rifornimento. In sintesi, un modo di navigare rigoroso che non fa mancare il necessario, evitando gli sprechi.

Le variabili che determinano il bilancio di una circumnavigazione sono molteplici: l’architettura della barca, il piano di rotta, la durata complessiva del viaggio e lo stile di vita dell’equipaggio. Tuttavia, un dato emerge con chiarezza: oggi compiere il giro del mondo a vela richiede un impegno economico inferiore a quanto comunemente si creda. Vivere a bordo di un’imbarcazione in movimento tra gli arcipelaghi del globo risulta spesso meno oneroso che sostenere la quotidianità in una città moderna: si azzerano di colpo i canoni d’affitto, le utenze domestiche (luce, gas, acqua), i costi dei trasporti urbani e gli abbonamenti di vario genere.

Giro del mondo barca a vela

Cambusa a basso costo o cene al ristorante

In una circumnavigazione di durata biennale, circa la metà del tempo viene trascorsa in mare aperto. E a centro oceano, il denaro ha ben poca utilità. Le uscite finanziarie si concentrano principalmente nell’approvvigionamento della cambusa, una voce che può essere fortemente contenuta imparando a valorizzare la spesa nei mercati locali dei Paesi d’approdo.

Privilegiare prodotti a chilometro zero come riso, cocco, tuberi e frutta fresca durante le soste in America Centrale o nel Sud-est asiatico (come a Panama, in Venezuela, Tailandia o Indonesia) permette di abbattere i costi, evitando di acquistare costosi beni d’importazione nelle tappe più care del circuito oceanico, quali la Polinesia Francese, la Nuova Caledonia o le Seychelles.

Adottando una gestione alimentare attenta e basata sulle risorse locali, la spesa di base per il sostentamento di due persone a bordo si attesta indicativamente sui 300 euro al mese, che in un arco biennale equivalgono a circa 7.200 euro: un valore contenuto ma assolutamente aderente alla realtà per chi vive in rada. Ovviamente, questa cifra è destinata a lievitare rapidamente se ogni scalo a terra si trasforma nell’occasione per cenare nei ristoranti turistici.

Pratiche per il giro del mondo in barca

Pratiche burocratiche e passaggi obbligati

Un capitolo di spesa inevitabile lungo le rotte internazionali è rappresentato dai costi burocratici. Le pratiche doganali si sono fatte stringenti a ogni latitudine e ogni ingresso in un nuovo Stato comporta il disbrigo delle formalità di immigrazione, controllo sanitario, dogana e l’ottenimento del permesso d’ingresso nelle acque territoriali (il celebre Cruising Permit).

Se in alcune nazioni tali procedure sono gratuite, in altre realtà — come l’Australia o le Samoa Americane — le tariffe amministrative possono rivelarsi onerose. Calcolando una spesa media di circa 100 euro per ogni Paese toccato, l’impegno economico per circa 30 nazioni situate sulla rotta classica d’altura ammonta a circa 3.000 euro, cifra che può facilmente raggiungere i 4.000-4.500 euro qualora ci si avvalga delle prestazioni di agenti marittimi locali.

A questi costi si sommano i pedaggi per i passaggi obbligati dei grandi canali navigabili:

  • Canale di Panama: Richiede una spesa di transito base che si aggira intorno agli 800 dollari USA per un cabinato da diporto.

  • Canale di Suez: Comporta un esborso indicativo di circa 400 dollari USA.

Nel complesso, i soli diritti di transito canale sfiorano i 1.200 dollari (circa 1.000 euro), valore che può salire fino a 2.500 euro includendo i servizi di agenzia obbligatori, le cauzioni e le coperture assicurative specifiche.

Assicurazioni comunicazione barca

Assicurazioni e comunicazioni

La tutela assicurativa rappresenta una componente essenziale nel bilancio della crociera oceanica. Sebbene al di fuori delle acque comunitarie non viga sempre l’obbligo di copertura Responsabilità Civile per il diporto, la legge italiana ne impone la continuità. Inoltre, la stipula di una polizza Kasko per lo scafo unita a una copertura sanitaria integrativa per l’equipaggio fa salire sensibilmente l’impegno finanziario man mano che ci si allontana dalle rotte tradizionali: in questo scenario è difficile contenere la spesa complessiva al di sotto dei 4.000 euro all’anno.

Sul fronte delle comunicazioni con la terraferma e con la flotta in transito, la strumentazione tradizionale dei giramondo rimane la radio SSB (Single Side Band). Questo apparato garantisce comunicazioni gratuite a lungo raggio senza costi di abbonamento, previo possesso del patentino di radioamatore. Collegando la radio a un modem e a un pc di bordo, è possibile inviare e ricevere bollettini meteo e messaggi di posta elettronica illimitati tramite reti come Sailmail (con un canone ridotto di circa 250 euro all’anno) o a costo zero tramite il circuito Winlink.

L’installazione e l’uso intensivo di telefoni satellitari di ultima generazione o di terminali per il traffico dati ad alta velocità faranno invece lievitare la voce comunicazioni fino a diverse migliaia di euro.

Carte nautiche giro del mondo

Carte nautiche, portolani e carburante

La documentazione di navigazione costituisce un investimento significativo per chi affronta la circumnavigazione. Per coprire l’intero globo occorrono circa 400 carte nautiche di dettaglio e una ventina di portolani aggiornati: acquistare l’intera libreria cartacea originale in versione nuova comporta una spesa che sfiora i 12.000 euro.

Moltissimi navigatori contengono drasticamente questo capitolo di spesa ricorrendo allo scambio di mappe cartacee usate negli snodi d’incontro dei velisti, all’acquisto di portolani di seconda mano e all’impiego integrato della cartografia elettronica su chartplotter e tablet di bordo.

Per quanto riguarda il carburante, l’energia del vento garantisce la propulsione a costo zero per oltre il 99% del percorso. Il motore entrobordo viene impiegato per brevi tratti: manovre d’ormeggio, ingressi nei passi degli atolli o brevi trasferimenti in mancanza di vento. I consumi medi stimati si attestano su circa 30 litri di gasolio al mese per lo scafo principale e altrettanti di benzina per il fuoribordo del tender.

Considerando che in molti Paesi extra-europei il costo degli idrocarburi è decisamente inferiore rispetto ai parametri italiani, la spesa complessiva per il carburante si aggira sui 1.200 euro complessivi nell’arco dei due anni. Questa cifra può tuttavia raddoppiare o triplicare se a bordo sono installati ed utilizzati frequentemente generatori ausiliari o desalinizzatori ad alto consumo.

Manutenzione e carena

Manutenzione, rotture e carena

L’ultimo capitolo fondamentale riguarda l’usura delle attrezzature e le manutenzioni ordinarie. Nel corso di una navigazione di due anni lungo i mari del mondo, è indispensabile prevedere almeno una sosta in cantiere per effettuare l’alaggio, la pulizia della carena, l’applicazione dell’antivegetativa e il controllo dell’opera viva.

La scelta del luogo di sosta incide notevolmente sui costi:

  • Cantieri in Tailandia, Indonesia o Fiji: Offrono tariffe di manodopera e alaggio contenute, ma possono presentare difficoltà nel reperimento di ricambi originali o manodopera altamente specializzata.

  • Cantieri in Nuova Zelanda o Australia: Garantiscono standard tecnici eccellenti e disponibilità totale di materiali, ma applicano tariffe decisamente più elevate.

Per un intervento standard di alaggio, varo, pitturazione e piccole riparazioni a metà percorso, la spesa di partenza si attesta su una base minima di circa 1.500 euro.

In conclusione, per affrontare un giro del mondo a vela in coppia mantenendo un buon livello di sicurezza e comfort senza cadere negli eccessi, è necessario stimare un budget operativo d’esercizio di circa 20.000 euro all’anno (escluso il valore d’acquisto dell’imbarcazione). Una cifra assolutamente accessibile per chi possa contare su due pensioni medie o sulla rendita derivante dalla locazione di un immobile di proprietà. Non a caso, la maggior parte dei navigatori che popolano le rotte oceaniche è composta da coppie mature che, dopo anni di pianificazione, scelgono di coronare il sogno di una vita in totale libertà.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

4 commenti

  • Paolo

    Bellissimo l’articolo ! In effetti quel “cassetto dei sogni” lo tengo socchiuso, prima o poi mollerò gli ormeggi e tanti saluti a tutti!! So già che mi ci vorranno ancora 4-5 anni prima di farlo ma mi preparo con calma, voglio approfondire la conoscenza di ogni dettaglio della mia adorata prima di sentirmi pronto….
    Buon vento a tutti!!
    Paolo

  • paolo

    Non posso che allinearmi con il mio omonimo che mi ha preceduto. Anche io ci sto lavorando, e sto aspettando con ansia di poter togliere gli ormeggi. Concordo pienamente che l’aspetto economico è la prima scusa che viene utilizzata, ma raramente è davvero quello il freno che ci tiene a terra.

  • Giancarlo

    Ciao a tutti,effettivamente il sogno c’è e vorrei concretizzarlo a tutti i costi. Spero di trovare qualcuno che mi prenda a bordo ,sono disponibile da febbraio 2026. mi piacerebbe fare il giro del mondo o comunque stare in mare per almeno 2 anni. Aiutatemi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Offerte speciali? Iscriviti alla nostra newsletter!
Iscriviti