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I 6 calcoli che ogni diportista dovrebbe saper fare | Blog di Marenauta

Di Inserito il 25 Febbraio 2020 In Vita a bordo

Vita a bordo

I 6 calcoli che ogni diportista dovrebbe saper fare

Nonostante tutta la tecnologia con cui oggi si riempiono le barche, ci sono una serie di calcoli e operazioni matematiche con cui ogni diportista dovrebbe confrontarsi per ottimizzare le risorse di bordo e l’efficienza degli impianti, così come per migliorare la sicurezza della navigazione. Per esempio, quanto consuma il frigorifero? Quanto calumo deve avere la linea di ancoraggio? Quale autonomia resta all’entrobordo? La drizza della randa ha una lunghezza corretta? Posso raggiungere una data stazione costiera con il mio Vhf?

Basta sommare, dividere, moltiplicare alcuni dati secondo formule e calcoli che però non sono sempre semplici da ricordare, oltre al fatto che le unità di misura che si impiegano a bordo sono molto eterogenee, miglia, nodi, pollici, newton, chilowatt e se non ci si prende un po’ di dimestichezza creano un bel po’ di confusione. Cerchiamo allora di esaminare le principali regole di calcolo utili a chi sta per affrontare una crociera.

Energia elettrica: calcolare i consumi

Quando si naviga è sempre molto importante tenere sotto controllo i consumi di corrente a bordo, non solo per conoscere lo stato di salute del proprio impianto elettrico, ma anche per decidere di aggiungere o togliere ulteriori utenze.

Sapere quanto stiamo consumando a livello di ampere è facile: basta ricavare l’assorbimento (ampere) di ogni utenza con questa formula:

watt : volt = ampere

I watt si trovano in genere sulle targhette identificative di ogni dispositivo oppure sul relativo manuale di istruzione, mentre i volt sono quelli che alimentano l’impianto di bordo (12 o 24 volt). Una volta ricavato l’assorbimento dello strumento, occorre moltiplicarlo per il tempo di funzionamento. Per esempio una radio Vhf da 500 watt alimentata a 24 volt consumerà una corrente di 20,83 ampere (500 : 24). Se resta in funzione per 3 ore al giorno, il suo consumo sarà di 62,49 amperora. Applicando questi calcoli per ogni singola utenza di bordo e sommando il risultato si può avere una stima accettabile del consumo elettrico giornaliero dell’imbarcazione.

Carburante: calcolare l’autonomia del serbatoio

Molto importante durante una crociera è conoscere l’autonomia del propulsore e quindi quanto carburante rimane nel serbatoio. Per ricavare il consumo orario medio del motore basta consultare il relativo libretto d’uso. Dividendo la quantità di carburante disponibile per il consumo orario si ottiene il numero di ore di navigazione. Moltiplicando queste ore per la velocità di crociera si conoscerà l’autonomia in miglia. Per esempio se abbiamo un entrobordo con un consumo medio di 4 litri l’ora, con 60 litri di carburante si avrà un’autonomia di 15 ore (60 : 4) che a una velocità di 5 nodi significano un’autonomia di 75 miglia.

Ancoraggio in rada: il calumo per stare sicuri

Quando si ormeggia in una rada in condizioni meteo marine favorevoli di solito la lunghezza del calumo dovrebbe essere di 4-5 volte la profondità del fondale. Se il vento aumenta e c’è mare formato tuttavia per stare tranquilli è bene arrivare a un calumo di 8 volte la profondità del fondale. C’è anche un altro dato da sapere nell’ancoraggio ed è il peso lineare della catena che varia in base al calibro delle sue maglie. C’è una formula per calcolarlo con sufficiente esattezza prendendo come riferimento 100 metri di catena:

P = 2,20 x C (al quadrato)

dove P è il peso espresso in chilogrammi, C è il calibro della catena espresso in millimetri e 2,20 un coefficiente fisso. Per ricavare il peso lineare di una catena di 100 metri da 9 millimetri il calcolo sarà 2,20 per 81 (ovvero 9 al quadrato) = 178,2 kg (100 metri di catena). Per cui ogni metro di catena peserà 1,78 kg.

Cime di bordo: calcolarne la lunghezza corretta

Un altro valore che il diportista che va a vela dovrebbe conoscere è la lunghezza di scotte e drizze. Come si misurano? Per la scotta della randa si misura la distanza tra il punto di scotta del carrello al centro del trasto e l’attacco del boma del tutto lascato del bozzello e moltiplicarla per il numero di vie del paranco di scotta. Per la lunghezza della scotta del genoa, si calcola invece una volta e mezza la lunghezza della barca. La lunghezza giusta della scotta dello spinnaker si ottiene invece moltiplicando la lunghezza della barca per 1,8.

Per conoscere infine la giusta lunghezza delle drizze di randa e fiocco basta trasformare in metri la lunghezza della barca espressa in piedi: per una barca di 45 piedi occorre una drizza di 45 metri. La drizza dello spinnaker deve invece essere lunga 3 volte l’altezza dell’albero.

VHf: stimarne la portata

Comunicare mentre si naviga è fondamentale per informarsi sul meteo, contattare la Guardia Costiera o un’altra barca, per avere un aiuto medico e in mille altre circostanze. Le radio Vhf lavorano in onde radio corte (156-162 MHz) e hanno una portata poco superiore a quella ottica che varia in base all’altezza dell’antenna trasmittente, dell’antenna ricevente e delle condizioni atmosferiche. Una stima della portata massima espressa in miglia di un collegamento ottenibile con una radio Vhf può essere comunque ricavata con questa semplice formula:

D = 2,5 x (Vh1 + Vh2)

dove D è la distanza espressa in miglia, 2,5 un coefficiente fisso, H1 l’altezza in metri dell’antenna trasmittente sul livello del mare e H2 l’altezza in metri dell’antenna ricevente sul livello del mare. Per esempio una barca con un’antenna in testa d’albero (13 metri) potrà trasmettere in sicurezza verso una stazione costiera (altezza antenna di 15 metri) fino a una distanza di 18,5 miglia.

Elica: abbiamo il passo giusto?

Nella scelta ottimale dell’elica per la propria barca intervengono una serie di fattori che sono il diametro che condiziona la massa d’acqua spostata e il passo che influenza l’accelerazione impressa alla massa d’acqua stessa. Occorre poi prendere in considerazione anche il peso dello scafo, la sua forma, la sua velocità, nonché il numero di giri e le prestazioni desiderati. Non da ultimo è decisivo l’uso che si intende fare della propria barca. Per conoscere il diametro e il passo dell’elica basta consultare la tabella tecnica del dispositivo.

C’è però anche un metodo empirico per determinare se il passo dell’elica è corretto. Basta verificare in navigazione se con la leva del gas completamente accelerata il propulsore raggiunge il massimo numero di giri al minuto raccomandato da costruttore. Se eccede questo valore o non riesce a raggiungerlo si può intervenire sul passo dell’elica tenendo presente che ogni variazione del passo di un pollice modifica di circa 150-200 giri al minuto i giri del motore.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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