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Mal di Mare: Rimedi e Farmaci in Crociera - Marenauta Blog

Mal di mare: rimedi e farmaci

– 25 Marzo 2019 – Vita a bordo

Mal di mare: rimedi e farmaci
Vita a bordo

Rimedi e farmaci contro il mal di mare sicuri ed efficaci

Soffrire i movimenti della barca durante le prime giornate di crociera è un’esperienza comune anche ai marinai più esperti. Dalle cause fisiologiche della cinetosi alle strategie preventive in cambusa, fino ai presidi farmacologici e naturali: ecco la guida completa per proteggere l’equipaggio in charter e godersi la vita di bordo senza il timore delle onde.

La prospettiva di mollare gli ormeggi per una vacanza a vela evoca immediate sensazioni di libertà, profumo di salsedine e rade incantate. Tuttavia, non appena lo scafo comincia a scarrocciare sul mare aperto, anche l’itinerario più sognato può essere rovinato da un’improvvisa quanto spiacevole sensazione di nausea e smarrimento. Conviene sgomberare subito il campo da un luogo comune fin troppo diffuso: la tendenza a soffrire il mare non è un marchio di inesperienza né un difetto personale. Si tratta al contrario di una risposta fisiologica del tutto naturale che, in determinate condizioni meteomarine o dopo lunghi periodi di inattività a terra, può cogliere chiunque, compresi gli skipper con migliaia di miglia alle spalle.

Durante le uscite in charter, l’insorgere di questo malessere trascina spesso con sé un senso di disagio sociale. Molti ospiti tendono a provare imbarazzo di fronte al resto dell’equipaggio, cercando di nascondere i primi sintomi e finendo per isolarsi negli angoli più bui del quadrato o della cabina. Si tratta del peggior errore che si possa commettere: avvisare tempestivamente il comandante consente di adottare subito i giusti contromisure e di adattare la navigazione. La straordinaria capacità di adattamento del corpo umano, nota come accostumamento, fa sì che il disturbo tenda a svanire gradualmente nel giro di 24-48 ore. Comprendere i meccanismi che lo scatenano e mettere in atto una prevenzione meticolosa rappresenta il segreto per vivere la crociera in totale serenità.

Rimedi mal di mare

Come nasce la cinetosi: il corto circuito dei sensi

Nel linguaggio scientifico, il mal di mare viene catalogato sotto la voce cinetosi, ovvero quel malessere provocato da sollecitazioni cinetiche irregolari e continue. La dinamica che ne sta alla base risiede nel complesso sistema che il nostro organismo impiega per orientarsi nello spazio: l’apparato vestibolare situato nell’orecchio interno, la vista e i recettori propriocettivi muscolari. Quando la carena asseconda le sollecitazioni del mare aperto attraverso i classici movimenti di rollio e beccheggio, si genera una marcata discrepanza tra le informazioni visive ed eccitazioni meccaniche trasmesse dai fluidi vestibolari.

Il cervello, incapace di elaborare coerentemente questi segnali contrastanti, va in sovraccarico. Il quadro sintomatico classico esordisce solitamente con una sensazione di torpore generalizzato, sbadigli frequenti, pallore e sudorazione fredda, per poi evolvere in vertigini e senso di nausea pronunciato. Sebbene nella maggioranza dei casi il disturbo regredisca spontaneamente con il progressivo abituarsi dell’organismo al moto ondoso, in soggetti particolarmente predisposti o in presenza di mare formato il malessere può protrarsi più a lungo. Agire con prontezza al primissimo cenno di disagio consente di fermare l’evoluzione della sintomatologia prima che diventi disabilitante.

Mal di mare in barca a vela

L’importanza della cambusa: prevenzione a tavola e rimedi naturali

La linea di difesa più efficace contro la cinetosi comincia dalla gestione dell’alimentazione prima e durante l’uscita in mare. Lo stomaco è infatti l’organo bersaglio dove si concentrano i primi segnali di malessere. La colazione che precede una giornata di navigazione deve essere pianificata con rigore: da evitare assolutamente il latte, i succhi di frutta acidi, il caffè concentrato e le paste lievitate o ricche di grassi. Risultano decisamente più indicati una tazza di tè caldo poco zuccherato al limone, abbinata a prodotti da forno secchi come fette biscottate, crostate semplici o biscotti tradizionali.

Durante la traversata, specialmente se le condizioni del mare tendono al duro, restare del tutto a digiuno è dannoso quanto concedersi pasti abbondanti. La regola d’oro prevede il consumo costante di cibi secchi, salati e privi di intingoli: cracker, grissini, formaggi stagionati, fette di pane ben tostato, patate e acciughe sott’olio costituiscono una barriera formidabile per neutralizzare gli succhi gastrici in eccesso. Per la somministrazione ai più giovani a bordo, è consigliabile preparare panini essenziali al prosciutto cotto o crudo, evitando salse e verdure crude. Per quanto riguarda le bevande, l’idratazione ideale si ottiene sorseggiando acqua naturale a temperatura ambiente, tè caldo e bevande non gassate.

Nel momento in cui la sensazione di nausea dovesse comunque far capolino, ingerire piccoli morsi di cibo solido e sapido — compresa la classica pasta d’acciughe in tubetto o una fetta di limone lasciata in bocca — aiuta a stabilizzare l’attività gastrica. Anche la banana rappresenta un ottimo alleato naturale grazie all’apporto di potassio e alla sua facilità di digestione.

Cinetosi

Vita di coperta contro i cattivi odori: la regola dell’orizzonte

Uno degli sbagli più ricorrenti commessi dagli ospiti alle prime armi consiste nello scendere nei locali interni non appena avvertono l’insorgere del disturbo. All’interno del quadrato o nelle cuccette di poppa e di prua, gli accelerometri naturali del nostro corpo percepiscono le oscillazioni dello scafo in maniera amplificata rispetto alla visione dell’ambiente esterno, che appare invece immobile. Questa profonda divergenza visivo-spaziale accelera l’insorgere della cinetosi. A ciò si aggiunge una spiccata ipersensibilità olfattiva: le esalazioni tipiche del carburante, le sentine, gli ambienti chiusi o la toilette di bordo agiscono da potenti scatenanti per il riflesso del vomito.

La condotta corretta impone di rimanere fermamente in pozzetto, esposti all’aria aperta e con lo sguardo rivolto verso l’esterno. Posizionarsi in un punto panoramico dell’imbarcazione e fissare la linea sottile dell’orizzonte o la linea di costa offre agli occhi un punto di riferimento immobile. Questo accorgimento permette al sistema nervoso centrale di riallineare le percezioni visive con le sollecitazioni vestibolari, riducendo l’ansia e la sensazione di vertigine. Inoltre, assecondare con il tronco i movimenti della carena anziché irrigidirsi aiuta enormemente a smorzare le sollecitazioni meccaniche.

Consigli contro il mal di mare

Ridurre l’effetto “wind chill” e tenersi occupati

Un fattore secondario ma decisivo nell’innesco della cinetosi è rappresentato dalla dispersione termica. Durante la navigazione, la ventilazione costante apparente genera il fenomeno del wind chill, per cui la temperatura percepita dalla pelle risulta significativamente inferiore rispetto a quella reale rilevata dai termometri. La sensazione improvvisa di freddo e i brividi concentrano il flusso sanguigno verso gli organi interni, riducendo le difese dell’organismo e scatenando contrazioni gastriche indesiderate.

Anche durante le giornate soleggiate o nelle ore a ridosso del tramonto e dell’alba, è indispensabile indossare un abbigliamento tecnico stratificato. Una giacca antivento traspirante, una felpa in pile leggero e un parasole o cappello sono accessori obbligatori per proteggere la zona cervicale. Un eccellente metodo per contrastare la sensazione di freddo e distogliere la mente dai primi sintomi consiste nel tenersi attivi: prendere in mano la ruota del timone per condurre lo scafo o collaborare con lo skipper nelle manovre alle scotte stimola l’attenzione focalizzata, aiutando il cervello a prevedere l’impatto con le onde.

Farmaci per il mal di mare

Presidi farmacologici, braccialetti e formulazioni naturali

Quando le strategie preventive non sono sufficienti a contenere il disagio, è possibile ricorrere a presidi specifici formulati per inibire i centri nervosi della nausea e dell’equilibrio. Il principio fondamentale dell’approccio farmacologico risiede nella tempistica: questi presidi vanno assunti preventivamente, indicativamente tra i trenta e i sessanta minuti prima di mollare gli ormeggi.

  • Molecole ad azione antiemetica: I principi attivi maggiormente impiegati nella diporto-nautica appartengono alla classe degli antistaminici e degli anticolinergici, quali dimenidrinato, prometazina e scopolamina (presenti in prodotti commerciali storici come Xamamina o chewing-gum medicati). Nei casi più acuti e continuativi, sotto stretto controllo medico, si ricorre a potenti antiemetici sistemici in compresse o fiale per scongiurare rischi di disidratazione profonda ed esaurimento fisico.

  • Sistemi di stimolazione meccanica e transdermici: Esistono in commercio cerotti transdermici a rilascio prolungato di scopolamina da applicare nell’area retroauricolare prima della partenza, oltre ai diffusi braccialetti che sfruttano la digitopressione sul punto P6 (Nei-Kuan), situato sulla parete interna del polso.

  • Approcci fitoterapici ed estratti naturali: Per chi desidera evitare gli effetti di sonnolenza spesso associati ai farmaci di sintesi, l’estratto essiccato di radice di zenzero in capsule o caramelle rappresenta uno dei presidi naturali più efficaci e validati dalla letteratura scientifica. Di contro, le soluzioni puramente omeopatiche privi di principi attivi misurabili mantengono un’efficacia limitata al solo effetto suggestivo o placebo.

Mal di mare bambini

Gestire la presenza dei bambini a bordo

Portare in crociera i più piccoli richiede un’attenzione raddoppiata per garantire loro un’esperienza di vacanza serena e priva di traumi. L’apparato vestibolare dei bambini è particolarmente reattivo alle sollecitazioni del mare, ma le soluzioni per prevenire il disagio non mancano. I braccialetti per la digitopressione rappresentano in questo senso la prima scelta per l’infanzia, poiché del tutto privi di sostanze chimiche e privi di effetti collaterali.

Mantenere i bambini in coperta, far fare loro respiri profondi e coinvolgerli in attività di svago come la lettura di favole, giochi visivi o l’osservazione dei delfini e della costa consente di distogliere la loro attenzione dal movimento della barca. Qualora il malessere si presentasse in forma acuta e prolungata, si potrà ricorrere alla somministrazione di formulazioni pediatriche a base di dimenidrinato o idroxitina, attenendosi rigorosamente ai dosaggi prescritti dal pediatra di fiducia.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

Un commento

  • Mauro

    Volevo segnalare che il “cerotto da mettere dietro l’orecchio” non è più in commercio dal 2015. Grazie

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