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Chi va in barca a vela è ecologista per definizione | Blog di Marenauta

Di Inserito il 18 Aprile 2019 In Vita a bordo

Vita a bordo

Chi va in barca a vela è ecologista per definizione

Per quanto le barche a vela siano tra i mezzi più ecologici con cui solcare il mare, ci sono una serie di accorgimenti che un equipaggio in crociera può attuare per ridurre al minimo l’impatto ambientale: dalla raccolta dei rifiuti allo smaltimento delle acque nere, dall’uso dei saponi ecocompatibili agli sprechi ridotti di acqua a bordo.

Mai come negli ultimi anni la salvaguardia dei nostri mari è diventata un’esigenza sempre più stringente. Campagne di sensibilizzazione antinquinamento, manifestazioni in difesa dell’ambiente, raccolta spontanea di rifiuti lungo le coste, messa al bando della plastica e altre forme invadenti di packaging dei prodotti sono all’ordine del giorno. Obiettivo è preservare la natura che ci circonda dall’inquinamento globale, compresi naturalmente il mare e gli oceani. Tra i mezzi che utilizziamo per andar per mare sicuramente la barca a vela è uno di quelli che inquinano meno: si naviga spinti dal vento che è un motore naturale, gratuito e completamente “green”.

Nonostante questa vocazione ecologica della barca a vela, tuttavia per chi si appresta a godersi una bella crociera non mancano occasioni per rispettare il mare e soprattutto ridurre al minimo l’impatto ambientale. Ogni membro dell’equipaggio infatti quando utilizza la barca, sia in navigazione che durante le soste in porto o in rada, deve compiere la propria parte per preservare l’ambiente circostante e difenderlo dall’inquinamento.

Ecco allora una serie di suggerimenti per trasformare la nostra crociera in un’esperienza a impatto zero: dalla gestione della spazzatura a bordo, all’uso di prodotti per la pulizia e l’igiene personale “green”, dai piccoli accorgimenti quando si usa il carburante, allo smaltimento delle acque nere e grigie.

 

Rifiuti in barca: mai buttarli in mare

Su qualsiasi imbarcazione si sale, a bordo deve valere la regola che in mare non si butta niente. Questo vale per i rifiuti naturalmente, ma anche per i mozziconi di sigaretta o i fazzolettini di carta. Nemmeno i cosiddetti rifiuti organici, come scarti di frutta, verdura o altro cibo si dovrebbero buttare in mare. La maggior parte della flora e fauna marina infatti non si nutre di tali elementi e quindi diventano comunque una fonte, se non di vero e proprio inquinamento, di contaminazione ambientale. Bisognerebbe anche evitare che eventuali buste di plastica e salviette lasciati in coperta siano spazzate via da un colpo di vento.

La spazzatura di bordo, esattamente come facciamo ormai nelle nostre case, andrebbe differenziata e conservata anche in barca. Oli esausti, batterie, medicinali andrebbero collocati in un gavone apposito. I migliori porti, marina turistici e rimessaggi offrono un servizio di raccolta e per assicurare un corretto smaltimento. Tuttavia, essendoci molti porti non attrezzati, è bene informarsi con anticipo in merito a tali servizi, così da programmare le soste anche in ottica ecosostenibile.

Si può anche cercare di riciclare confezioni, imballaggi e ogni oggetto di uso comune prima di disfarsene. Infine è opportuno lasciare le baie e gli ancoraggi dove si sosta, così come le coste e le spiaggia dove si sbarca più pulite di come le si è trovate.

 

Acque nere e acque grigie: ecco come smaltirle

Per acque nere di bordo si intendono i liquami biologici del wc, un rifiuto non tossico, ma in grado di contaminare e creare squilibrio nell’ambiente circostante. Per smaltire in maniera ecologica le acque nere sarebbe bene dotare la propria imbarcazione di apposite casse di ritenuta, ossia dei contenitori posti in prossimità del wc che permettono di conservare a bordo i liquami per poi consegnarli al momento opportuno ai porti attrezzati. Esistono inoltre dei dispositivi omologati che triturano e disinfettano i liquami stessi prima di essere scaricati in mare. A parte il buon senso dell’equipaggio e dello skipper la normativa italiana non vieta in assoluto lo scarico delle acque nere in mare, ma lo vincola a determinate condizioni: la Direttiva del Ministero dell’Ambiente del 29 luglio 2005 dispone infatti il divieto di effettuare scarichi dei servizi igienici per le unità da diporto in prossimità delle zone balneari, nelle acque portuali, negli approdi e presso gli ormeggi dedicati alla sosta. Quando invece l’imbarcazione è al largo, si deve rispettare l’obbligo di smaltire i liquami “trattati” chimicamente oltre le 3 miglia dalla costa, mentre quelli “non trattati” oltre le 12 miglia.

Diverso è il caso delle acque di sentina in cui si depositano residui oleosi rilasciati dal motore e altamente dannosi per l’ambiente marino, per i quali vige il divieto assoluto di scaricarle in mare. L’unico modo per smaltirle correttamente è utilizzare gli aspiratori ad hoc nei porti attrezzati. Anche per questo tipo di rifiuti è comunque possibile dotarsi di appositi serbatoi e sistemi di trattamento chimico da installare a bordo.

 

Motore, carburante e rifornimenti

Durante la navigazione sarebbe bene utilizzare il motore solo quando è necessario e sfruttare il più possibile il vento. La perdita in acqua di sostanze inquinanti come gas, olio e carburante infatti rappresenta uno dei peggiori abusi che si possono compiere nei confronti dell’ambiente marino: sono estremamente pericolosi per i pesci, le piante acquatiche e anche per gli uccelli, inoltre sono particolarmente difficili da smaltire. Durante il rifornimento di carburante è molto utile conoscere la capacità del serbatoio ed evitare di riempire “a tappo” il serbatoio con possibili sgocciolamenti. Sarebbe bene anzi utilizzare un panno assorbente per raccogliere eventuali gocce di gasolio mentre si tiene in mano la manichetta del carburante. Importante è anche verificare che non ci siano perdite o fessure nel serbatoio o nelle taniche di riserva prima della partenza.

 

Saponi, shampoo e detersivi biologici

Per quanto riguarda invece l’igiene personale, le pulizie degli ambienti e il lavaggio dei piatti o del bucato, anche qui l’equipaggio può fare molto per evitare di avere un impatto sull’ambiente. Per la cura del corpo, la doccia e lo shampoo è bene ricorrere a saponi “green” a base di sostanze di origine naturale altamente biodegradabili che rispettano il mare. È importante anche limitare l’uso dell’acqua a bordo. Meglio un unico prodotto che faccia da doccia e da shampoo, ad esempio, e per la pulizia del viso utilizzare un latte da rimuovere con i dischetti di cotone invece che da risciacquare. Saponi marini specifici e biodegradabili esistono anche per fare il bucato e lavare i piatti. Se poi dovete pulire la barca, potete fare a meno dei detergenti, ma semplicemente ricorrere a svariate taniche di acqua dolce, qualche spugna e tanta buona volontà. Tuttavia, se desiderate fare le cose per bene ed usare dei veri e propri saponi, esistono varie alternative verdi ed eco-sostenibili al posto dei classici detergenti, adatte anche alla pulizia della vostra barca.

Un ultimo accorgimento riguarda la crema solare. Fondamentale a bordo per proteggere la pelle di raggi UV, anche in questo caso è bene scegliere con cura il prodotto. Tali creme infatti, specie se particolarmente grasse e oleose, possono avere delle serie ripercussioni sull’ambiente marino. Vengono a contatto con l’acqua quando, dopo esserci spalmati per bene il corpo, ci tuffiamo per fare un bagno. Pertanto è sempre importante controllare gli ingredienti delle lozioni e in tal caso rivolgersi ad alternative sostenibili.

Come vedete si tratta di piccole accortezze che un equipaggio in crociera può mettere in atto con poco sforzo ma che tanto possono fare per preservare il mare e aiutarci a ritrovarlo ogni volta più pulito.

 

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Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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