Catamarano “mon amour”: i segreti per dominare il multiscafo e godersi la crociera perfetta
Sogni spazi infiniti, stabilità in rada e il comfort di una villa sul mare? Passare dal monoscafo al catamarano è il desiderio di molti velisti da crociera, ma attenzione: per trasformare il charter della vita in un successo servono manico, tecnica e qualche piccolo trucco del mestiere.
Il progetto sembra semplicissimo: noleggiare o acquistare un catamarano e mollare gli ormeggi verso la felicità. Del resto, i vantaggi dei multiscafi sono innegabili: stabilità che non fa rovesciare i bicchieri, spazi enormi per amici e famiglia e quella capacità di navigare in acque basse che i monoscafi si sognano.
Eppure, molti velisti esperti, una volta saliti su due scafi, si sentono come pesci fuor d’acqua. La logistica, la manutenzione e gli accessori riempiono le giornate, ma spesso ci si dimentica della cosa più importante: imparare a condurlo davvero. Ecco come evitare di “ammaccare” barca e orgoglio nei primi giorni di vacanza.
Leggi anche: Catamarani da crociera: quali vele di prua e portanti usare

Manovre in porto: dimenticate il timone
La prima sfida è quasi sempre la banchina. Con due motori a disposizione, la tentazione è usare il timone, ma il segreto è bloccarlo al centro e dimenticarsene. Il catamarano ruota su sé stesso come un carro armato, ma attenzione al vento: l’assenza di una chiglia profonda e l’alta opera morta vi faranno scarrocciare più velocemente di quanto pensiate. Il trucco? Usate una sola mano per gestire entrambi i motori: vi permetterà di girarvi, guardare a poppa e comunicare con l’equipaggio senza restare “incastrati” alla colonnina.
L’arte di navigare con gli angoli giusti
Diciamocelo: i catamarani da crociera non amano la bolina stretta. Se provate a “stringere” troppo il vento, la velocità crollerà. Il segreto dei velisti felici è poggiare di 10 gradi: la barca accelererà improvvisamente, rendendovi più veloci di un monoscafo pur facendo più strada. Imparate a studiare il meteo: a volte aspettare mezza giornata per avere un angolo migliore trasformerà una faticosa agonia a motore in una cavalcata a vela indimenticabile.

Dieta di bordo: il peso è il nemico
Se su un monoscafo il peso è stabilità, sul catamarano è solo un freno. Questi scafi sono sensibilissimi ai carichi. La regola d’oro per chi fa charter? Viaggiate leggeri. Non caricate le prue con pesi inutili (niente catene extra o tender giganti davanti) e cercate di mantenere i pesi al centro e in basso. Una barca equilibrata tra dritta e sinistra non solo è più veloce, ma è molto più sicura e stabile tra le onde.
Gestione delle vele: prevenire è meglio che curare
A differenza delle barche classiche, il catamarano non sbanda per avvisarvi che c’è troppo vento: lui accelera e accumula tensione finché qualcosa non si rompe. Per questo motivo, prendete i terzaroli in anticipo. Seguite le tabelle del costruttore, ma usate anche il buon senso: se il mare è mosso, riducete le vele prima di quanto fareste di solito. Ricordate che ammainare una randa steccata può essere faticoso a causa dell’attrito: un buon sistema di carrelli e una drizza ben tesa vi salveranno la vacanza.

Cosa fare quando il vento rinforza all’improvviso
Se una raffica vi sorprende, dovete avere un piano d’emergenza. Tenete sempre le scotte pronte a essere mollate (“clutch” aperti sui winch). Il primo movimento? Scaricare il carrello della randa. Subito dopo, poggiate per ridurre il vento apparente. Praticate queste manovre con l’equipaggio quando c’è bel tempo: sapere cosa fare in pochi secondi fa la differenza tra un brivido e un incidente.
Sotto spinnaker: il lato divertente del charter
Navigare alle andature portanti con un multiscafo è un’esperienza mistica. Con le ampie reti a prua che offrono una piattaforma sicura, non avete scuse per non issare un Code 0 o un Gennaker. La stabilità della barca rende il lavoro a prua molto meno pericoloso rispetto a un monoscafo. Il segreto? Imparate bene la tecnica per ammainare (magari usando una calza): una volta che sapete come tirarla giù senza rischi, non avrete più paura di issarla.

Ascoltate la “musica” del catamarano
Senza lo sbandamento, dovete imparare nuovi segnali per capire se la barca è sotto sforzo. Ascoltate il sibilo delle manovre fisse, il rumore degli scafi che sbattono sulle onde o il ronzio del timone. Se sentite che la barca “soffre”, non esitate a ridurre potenza. In crociera, la comodità batte la velocità nel 99 per cento dei casi. Rallentare fa parte del sogno di libertà che state inseguendo.
Manovre notturne e virate
Virare con un catamarano è lento, strambare può essere violento. Non evitate le manovre solo perché è buio; imparate a farle bene. Durante la virata, portate molta velocità e, se serve, tenete il fiocco a collo per aiutare la prua a passare il vento. In strambata, invece, portate il carrello al centro e cazzate la randa per evitare che il boma attraversi la barca come una frusta.

Il rito dell’ancoraggio: il vero cuore della crociera
Passerete l’80 del tempo del tempo all’ancora. Per dormire sonni tranquilli, usate sempre due cime che partono dalle prue e si collegano alla catena. Questo evita che la catena sforzi sul verricello e impedisce alla barca di sbandare a destra e sinistra come un pendolo. E se volete la baia tutta per voi, imparate a portare una cima a terra: vi permetterà di restare immobili in posti meravigliosi dove altri non possono fermarsi.
Godetevi il lusso dello spazio
Infine, ricordate perché avete scelto un catamarano: per vivere bene. Non c’è bisogno di cucinare pasti pronti come se foste in una regata oceanica. Sul multiscafo potete fare yoga, cucinare una torta o ballare mentre navigate. È uno stile di vita, non solo un mezzo di trasporto. Lasciate che il vento fluisca attraverso il quadrato, rilassatevi e godetevi ogni istante.
Photo credits immagine apertura: Lagoon Yachts.
Potrebbe anche piacerti
Cosa indosso in barca? Tutti gli elementi da considerare nell’abbigliamento
10/05/2022
Esplorare in barca Gorgona, l’ultima isola-carcere d’Europa
14/08/2023
