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Come cambiare le vele di notte | Blog di Marenauta

Di Inserito il 16 Ottobre 2019 In Vita a bordo

Vita a bordo

Come cambiare le vele di notte

La navigazione notturna è molto più impegnativa che con la luce. Il problema più immediato è che non si vedono le manovre sul ponte e sugli alberi e se capita di dover correre a ridurre o cambiare le vele per un improvviso aumento del vento, il fatto di non vedere la corsa dei cavi, la posizione dei rinvii, la stessa vela quando sale e scende, rischia di generare errori che possono creare pericoli o danneggiare l’attrezzatura. Per questo i cambi di vela di notte richiedono un’ottima comprensione da parte di ogni membro dell’equipaggio di cosa potrebbe andare storto e un buon livello di lavoro di squadra per identificare e risolvere gli eventuali problemi prima che si intensifichino.

Prepararsi prima del buio

Prepararsi prima del buio

Per ridurre al minimo i rischi e gli errori di manovra è bene discutere con un certo anticipo gli eventuali cambi delle vele che possono essere richiesti dalla navigazione notturna, quindi cercate di eseguirli il prima possibile senza aspettare che la visibilità sia completamente ridotta. Un accurato lavoro preparatorio da parte dell’equipaggio dovrebbe includere un controllo sulle cime e le drizze da utilizzare e la verifica delle sacche di ciascuna vela per essere sicuri di prendere quella giusta da portare in coperta al momento del bisogno. Ogni cima dovrebbe essere in chiaro, correttamente raccolta nelle apposite sacche in pozzetto o attorno ai winch e facile da identificare da ogni membro a bordo. Le stesse manovre come winch, bozzelli e stopper devono essere perfettamente funzionanti e pronte all’uso. Indipendentemente dalle condizioni meteorologiche in essere e in arrivo, assicuratevi quindi di essere pronti a ridurre rapidamente le vele, cosa che potrebbe essere di fondamentale importanza anche in caso di uomo in mare.

È meglio controllare tutto prima con calma che faccia buio. Più tardi al buio, magari con vento e mare formato, tutto sarà più complicato, soprattutto sarà difficile accorgersi di qualcosa che non va: una scotta che sfrega su una draglia con il rischio di rompersi, un piccolo strappo su una vela, un dormiente del paranco che si srotola e finisce in mare con il rischio di incattivarsi nell’elica, e così via. Anche nelle stesse ore notturne chi rimane di guardia in pozzetto a intervalli regolari dovrebbe prendere l’abitudine di controllare con una la torcia che non ci siano cavi in acqua e che tutte le manovre, albero, vele, attrezzature di coperta, cime e cavi, siano in ordine.

Visibilità e illuminazione a bordo

Visibilità e illuminazione a bordo

Di notte in barca si tengono sempre accese tutte le luci di navigazione e queste potrebbero già aiutare ad aumentare la visibilità anche durante gli eventuali cambi di vele. È chiara inoltre l’utilità di avere sempre una torcia a portata di mano ma anche di utilizzare una lampada frontale per svolgere liberamente e senza problemi qualsiasi cambio di vela. Meglio orientarsi su modelli a led che sviluppano 150-350 lumen e con un fascio di luce lungo e potente per avere una visuale migliore della testa d’albero oppure dei segnavento del genoa. L’ideale sarebbe avere una luce frontale a emissione intermittente per non “abbagliare” un compagno di navigazione durante le manovre e per risparmiare ulteriormente energia. Stessa visibilità andrebbe garantita per tutti i membri dell’equipaggio che svolgono i turni di guardia notturni indossando cerate con bande riflettenti.

Contrassegnare scotte, drizze e manovre

Contrassegnare scotte, drizze e manovre

In caso di visibilità ridotta potrebbe tornare utile l’utilizzo di segni e marcature su vele e armo velico al fine di eseguire le manovre agevolmente e in maniera veloce. Si possono per esempio applicare delle etichette ben visibili sulle sacche in cui si ripongono le vele, così come marcare i punti di mura, di scotta, di penna e per la randa anche le brancarelle dei terzaroli. Molto utile è poi facilitare il riconoscimento delle rispettive drizze e scotte delle vele con delle etichette che possono essere applicate per esempio sui relativi stopper che le rinviano in pozzetto. Quanto alla drizza della randa, sarebbe bene anche marcare il cavo per ciascuna mano di terzaroli per ritrovare velocemente la giusta lunghezza della drizza. Altra marcatura che potrebbe agevolare le manovre alle vele nelle ore notturne è quella che indica le posizioni del carrello del genoa per le vele di prua: basta inserire lungo il carrello stesso delle scale graduate (regolazioni più fini) o semplici riferimenti tipo 1, 2 e 3 per le diverse posizioni della vela considerata.

Comunicazione

Comunicazione cambio vele

Soprattutto quando si lavora con le vele di prua al buio, una buona comunicazione con chi si trova in pozzetto e chi è al timone è essenziale: quasi sempre l’uomo di prua è l’unica persona che può accorgersi di eventuali problemi: una regolazione sbagliata, una cima che sfrega pericolosamente su una draglia, etc. Quando siete a prua e volete comunicare con il pozzetto, assicuratevi di essere rivolti con la bocca verso poppa e ricordatevi di spegnere la torcia per non accecare chi vi ascolta e dare istruzioni brevi e chiare al timoniere. Evitate di usare parole che possono essere confuse e cercate di essere precisi con le istruzioni, come se il team in pozzetto non vedesse nulla.

Sicurezza a bordo: scarpe, salvagente e jack-line

Cambio vele notturno in sicurezza

A volte, soprattutto se la necessità di un cambio vele è dettata dalle peggiorate condizioni meteo, ogni manovra, di per sé piuttosto semplice, si complica sia a causa delle visibilità ridotta che dell’instabilità della persona che lavora in coperta a barca sbandata. È fondamentale che durante gli spostamenti in coperta ogni membro dell’equipaggio oltre ad indossare scarpe con un buon antisdrucciolo e il giubbotto di salvataggio, sia sempre legato alla jack-line e cammini sopravento al boma. Di solito le estremità della jack-line sono fissate alla base di una bitta a degli anelli o su un’altra ferramenta abbastanza solida. Per assicurarsi alla jack-line si usa un moschettone dotato di una fettuccia collegata a un’imbracatura. Il sistema non previene la caduta in mare, ma consente di rimanere in contatto con la barca.

Cambiare la vele di prua e ridurre la randa

Cambiare vele

Sui cabinati moderni il rollofiocco ha ridotto la necessità di fare un cambio di vele a prua, manovra essenziale per ridurre velatura al pari di una presa di mani di terzaroli. Eppure anche con il rollafiocco armato di notte si può presentare la necessità di dovere sostituire un genoa con un fiocco più piccolo perché, per esempio, serve una vela non solo più piccola ma anche più robusta e tagliata in modo più corretto per le condizioni di vento e mare che sono peggiorate. O più semplicemente, perché la vela di prua issata si è rotta o ancora per un’avaria al meccanismo del rollafiocco.

Un’altra precauzione adottata da sempre da tutti i marinai è quella del terzarolo supplementare alla randa al sopraggiungere dell’oscurità. Quando arriva il tramonto, se il vento è leggero, si prende comunque una mano, se è moderato e si ha già una mano si prende la seconda e se si hanno già due mani, si prende anche la terza. Quel terzarolo supplementare farà scendere di poco la velocità, ma consentirà di essere preparati in caso di ulteriore peggioramento. Un’ultima cosa da tenere a mente è che col buio e il mal tempo, val sempre la pena ridurre troppo invece che troppo poco. Riducendo troppo la barca si raddrizza, diventa lenta, ma non picchia più contro il mare diminuendo gli sforzi sulla struttura e sulle manovre ed è in grado di affrontare un eventuale ulteriore peggioramento. Chi sta a bordo vive meglio e ci sarà sempre tempo, alla fine della tempesta o all’arrivo della luce, per recuperare la strada persa.

 

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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