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Come navigare a motore durante una crociera | Blog di Marenauta

Di Inserito il 3 Dicembre 2020 In Vita a bordo

Vita a bordo

Come navigare a motore durante una crociera

Anche quando si parte per una crociera a vela e la gioia dell’equipaggio è proprio quella di riempire le vele di vento per macinare miglia, in realtà una buona parte della navigazione può capitare di farla a motore. Per esempio quando s’incappa in una zona di calma piatta, quando non soffia nemmeno il più piccolo refolo di vento, oppure quando il vento c’è ma viene dritto da prua rispetto alla nostra destinazione e i bordi da fare a vela sarebbero troppi e scomodi. O ancora, abbiamo un posto barca prenotato all’interno di un marina e dopo avere passato la giornata in rada tra bagni ed escursioni si è prossimi al tramonto e non vogliamo ormeggiare col buio.

In tutti questi casi non rimane che accendere il propulsore di bordo e navigare a motore, cosa che con una barca a vela non è poi così difficile, anche se ci sono delle tecniche di conduzione e dei suggerimenti che è bene sapere sia in termini di prestazioni, che di comfort che di sicurezza. Il presupposto di una buona navigazione a motore è comunque che lo stesso abbia una potenza ben equilibrata e commisurata al peso della barca.

Ammainare o no le vele?

Prima di tutto la prima domanda fatidica che viene agli equipaggi meno esperti è proprio questa: bisogna ammainare le vele quando si procede a motore? Dipende. Se c’è anche solo un po’ di vento ed è portante è sempre meglio tenerle issate. La spinta del vento sulle vele si somma infatti a quella del propulsore e si potrà ottenere una maggiore velocità di crociera a un minore numero di giri, il che comporta meno rumore e minore sforzo del motore. Ebbene, se si lasciano issate, come si regolano le vele durante la navigazione a motore? Anche quando si viaggia a vela e motore, le vele andrebbero regolate esattamente come si procedesse con la sola forza del vento. Basta anche un piccolo rinforzo del vento per vedere la barca filare veloce di bolina, con la falchetta in acqua! Una sola precauzione: con le barche moderne, soprattutto quelle dotate di piede S-Drive, non c’è nulla di cui temere, ma sulle barche più datate, bisogna assicurarsi che la presa a mare del motore sia a centro barca, altrimenti si rischia che questa, nel caso sia sopravento, si venga a trovare fuori dall’acqua e nell’impossibilità quindi di fornire liquido di raffreddamento al motore.

Nel caso poi il vento dovesse diminuire o smettere del tutto di soffiare, allora è meglio provvedere a chiudere tutte le vele, perché con il vento di avanzamento comincerebbero a sbattere in modo fastidioso e non salutare per le fibre in Dacron.

La giusta tecnica per prendere le onde

Anche in caso di calma di vento, il mare può essere formato con onde che secondo la nostra direzione di navigazione possono essere di prua o di poppa. Procedendo a motore occorre allora che lo skipper utilizzi la giusta tecnica per cavalcarle al meglio sia per non condizionare troppo il comfort dell’equipaggio, sia per non sollecitare oltremodo il propulsore stesso e in generale lo scafo. Se si viaggia a motore con onda di prua, non si può affrontare l’onda con una rotta troppo perpendicolare a questa, soprattutto in caso di onde ripide e frangenti. La barca infatti in questo caso tenderebbe a salire sulla cresta dell’onda uscendo dall’acqua per un buon quarto dello scafo, per poi ricadere violentemente nel cavo con scossoni esagerati e violenti. La tecnica migliore per affrontare un’onda di prua quando si va a motore è prenderla al mascone e cercare di risalire la cresta con una traiettoria di circa 50-60 gradi. In questo modo lo scafo sale e scende in maniera progressiva e senza alcun scossone per la barca e l’equipaggio.

Se al contrario le onde sono di poppa, si devono prendere in fil di ruota oppure al giardinetto. Nel primo caso la barca risulterà un po’ più instabile e tenderà a cadere da una parte e dall’altra a ogni passaggio della cresta, mentre nel secondo caso lo scafo risulterà più stabile. Quando l’onda di poppa è piuttosto alta, occorre sempre moderare la velocità della barca, poiché se questa è troppo elevata, si può correre il rischio di mettere la prua in acqua quando si scende dall’onda con il rischio di ingavonamento e in casi estremi di scuffia in avanti.

 

Come evitare il surriscaldamento del motore

Basta una busta di plastica o una rete da pescatori che vanno a ostruire la presa a mare del motore, oppure una girante usurata o rotta che smette di aspirare acqua e il propulsore della barca rischia di surriscaldarsi fino bruciare prima la guarnizione della testata e poi la testata stessa. Oltre quindi a procedere alla manutenzione periodica, che vuol dire sostituire la guarnizione della testata usurata e rettificare la testata stessa, occorre proprio durante la navigazione a motore tenere occhi aperti e orecchie dritte. Il tubo di scarico deve fare il suo lavoro e dobbiamo vedere gli spruzzi che escono sistematicamente, il rumore del motore deve essere bello e lineare, e lo strumento analogico che indica la temperatura del motore deve riportare un valore stabile e non eccessivo.

Su barche da crociera un po’ datate, può succedere che il pannello comando del motore non abbia lo strumento analogico che riporta la temperatura del motore. In questi casi l’allarme per il surriscaldamento è lasciato a un avviso acustico collegato a un termometro posto nel motore, ma quando questo si aziona, la maggior parte delle volte il guaio ormai è fatto.

Manutenzione del motore e velocità di crociera

Anche su una barca a vela il motore è un componente fondamentale, destinato a essere usato molto quindi bisogna saperlo curare. Oltre a una buona manutenzione, è bene mettere in pratica alcune semplici precauzioni. Ricordarsi di tenere sempre a bordo una tanica da 20 litri piena di gasolio. Occorre poi avere a bordo alcuni componenti di rispetto, come per esempio tutti i filtri, la chiave per la sostituzione dei filtri, la cinghia dell’alternatore e la pompa dell’acqua, una girante della pompa dell’acqua di mare e una scorta d’olio del motore e dell’invertitore.

Per quanto riguarda la velocità di crociera, infine, per i cabinati più datati bisogna mantenersi su un numero di giri pari al 25-30 per cento inferiore al numero dei giri totale, mentre su barche più recenti si può tenere un numero di giri pari al 10 per cento inferiore al numero di giri massimo.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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