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Dormire in barca a vela: meglio nelle cabine di poppa o di prua? | Blog di Marenauta

Di Inserito il 18 Marzo 2021 In Vita a bordo

Vita a bordo

Dormire in barca a vela: meglio nelle cabine di poppa o di prua?

Un profano invitato a fare una crociera potrebbe chiedersi legittimamente “come si dorme a bordo di una barca a vela”? Beh, la risposta è semplice: più o meno come a casa o in albergo, in un letto insomma, con le dovute differenze visto che qui si tratta di una casa “galleggiante”. Forse in alcuni casi la vera differenza può essere lo spazio a disposizione per dormire in barca rispetto alla terraferma, anche se in certe camere d’albergo non è che si trovi poi spazio a volontà.

Un cabinato a vela per il charter offre diverse cabine che possono essere doppie o singole, disposte a prua o a poppa. Vediamo come sono organizzate e quali sono le differenze che possono condizionare la qualità del nostro sonno a bordo.

Visto che si parla di vacanze in barca, in questa guida prendiamo in considerazione le cabine delle barche da charter più diffuse, quelle cioè espressamente concepite per questo utilizzo. Siccome si tratta a tutti gli effetti di un servizio turistico, si possono trovare cabine grandi, confortevoli e pulite oppure spazi angusti, scomodi e maleodoranti. Vale sempre la regola generale: chi più spende meno spende. A volte si trovano barche vecchie di 10 anni tenute molto meglio di modelli più recenti e decisamente più funzionali. Non è quindi una questione di età della barca ma di serietà della società di charter che gestiscono una flotta. Per cui occhio alle false occasioni, verificate sempre la società a cui affidate le vostre vacanze, studiate le assicurazioni che coprono il noleggio, compresi i massimali e le franchigie, e leggetevi le recensioni facendo una media tra tutte.

Non è una cabina, ma in quadrato si può dormire da re

Sia che si tratti di vecchie “signore del mare” o di imbarcazioni nuove e luccicanti a bordo troverete diverse cabine. In genere sono tutte cabine doppie e in alcuni modelli di barca a vela si possono sfruttare anche le sedute del divano del quadrato per dormire, molto ampio e arioso, che al bisogno si può trasformare in un grande letto. Unica pecca di questa soluzione, consigliata per esempio in caso di ospiti temporanei, è che dormendo in quadrato è più difficoltoso gestire la propria privacy: c’è sempre un discreto via-vai delle altre persone in barca, all’alba come a tarda sera. Quindi va bene per poche notti e non è per tutti. In casi estremi bastano un paio di tappi per le orecchie, una mascherina sugli occhi e una buona dose di adattabilità e allora si sfrutta uno spazio che in realtà è il più comodo in assoluto per dormire, sia in termini di spazio che di ariosità.

Quante cabine a bordo? Dipende…

In un cabinato di stazza media comunque, diciamo dagli 11 ai 14 metri, di solito si trovano da 2 a 4 cabine doppie tra prua e poppa. Diventano anche 5, ma in questo caso si tratta di barche più grandi, sui 15-16 metri. Su queste ultime gli spazi comuni sono più generosi e il bagno potrebbe essere accessibile direttamente dalla propria cabina e non essere in condivisione con gli altri a bordo. Ma non è una regola perché i modelli sono davvero tanti e le soluzioni possono essere comunque diverse, anche su modelli più piccoli. Per fare un esempio, una barca a vela di 14 metri ha in genere un layout classico con 4 cabine e 3 bagni, di cui 2 con accesso interno dalla cabina.

Letto, cassetti e stipetti

Quando il numero delle cabine comincia a salire, diciamo oltre le 4 è facile trovare in aggiunta alle classiche cabine doppie, anche quelle con letti a castello o cuccette riservate allo skipper, dette di guardia. Molti preferiscono dormire in queste ultime, soprattutto i single che partecipano a una vacanza di gruppo, ma vogliono mantenere la propria privacy. In alcuni casi comunque le cabine singole sono davvero comode e spaziose.

Forme e dimensioni delle cabine sono di ogni livello e qualità. In genere oltre al letto troviamo almeno un armadietto e vari stipetti e ripiani sulle pareti. Anche in questo caso le dimensioni degli stessi crescono via via che aumenta la stazza della barca e di conseguenza lo spazio a disposizione. Su cabinati più grandi per esempio si possono trovare anche dei cassetti ai piedi del letto e altri vani in aggiunta a quelli sotto il materasso del letto che di solito sono liberi, a meno che non siano utilizzati per stivare i giubbotti salvagente.

Cabine di poppa: pregi e difetti

Detto questo, altra domanda legittima da parte del velista profano è: ma da che parte si dorme? In barca non ci sono molte scelte: testa verso prua o verso poppa. In alcuni catamarani o barche particolari, la testa potrebbe anche essere disposta verso la parte centrale della barca, ma in genere questa disposizione orizzontale è abbastanza rara e comunque più facile trovare su barche di dimensioni ampie.

A poppa le cabine hanno una forma più o meno rettangolare, quindi offrono un po’ di spazio in più di quelle a prua. Queste ultime infatti molto spesso hanno una forma conica. Se ne trovate solo una, sarà una sorta di tronco di cono, se ne trovate due sarà quasi un triangolo isoscele. Alcuni cabinati offrono in alternativa l’aggiunta di un letto a castello o doppi contrapposti, di forma più o meno regolare. Nelle cabine di poppa c’è però meno spazio in altezza, occupato dalle linee del pozzetto, ossia lo spazio esterno dove ci si siede durante la navigazione, che modella le pareti interne del cielino della cabina in funzione di quello che c’è fuori. Questo vuol dire che la struttura del letto prende tutto lo spazio della cabina da destra a sinistra. Si sta in piedi tranquillamente per entrare in cabina ma poi si abbassa di molto, lungo i piedi del letto. Anche per questo mettere la testa nella parte più bassa del cielino può essere molto scomodo se per esempio ci si vuole alzare durante la notte, ma soprattutto può creare un senso di claustrofobia.

Le cabine di poppa sono più comode per dormire anche in navigazione. Quando il mare è formato infatti la barca in quel punto oscilla meno rispetto alla prua. Inoltre la scaletta per andare in coperta è lì vicino, a portata di mano. Avendo però il motore in fianco, se la struttura non è ben insonorizzata può dare qualche fastidio.

Cabine di prua comodo solo con mare calmo

Le cabine di prua di solito sono più luminose, perché oltre ad alcuni oblò sulle pareti hanno anche uno o più osteriggi molto ampi sul soffitto e che si aprono verso il ponte della barca. Una volta aperto queste finestrature, alzandosi in piedi sul letto si può ammirare il panorama direttamente dalla cabina. Rispetto alle cabine di poppa, qui il rumore potrebbe essere causato solo dalla catena dell’ancora, solitamente quando si è ormeggiati in una rada e magari con un po’ di risacca, perché nei movimenti notturni la catena si muove e può sbattere sullo scafo o sulla parte di acciaio del salpancora. Questo è uno dei motivi per cui a volte lo skipper dorme a prua, se non in quadrato, proprio per avere subito a portata di orecchio e di vista ogni strano rumore o movimento della barca.

Anche per dormirci in navigazione la cabina di prua è perfetta, a meno che il mare non sia formato, perché allora mette alla prova chiunque e per uscire bisogna attraversare tutta la barca. Insomma, una volta capite le dinamiche di forma, dormire in barca può essere spartano, ma anche bello, facile e un pizzico avventuroso e poetico.

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Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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