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Galateo in barca: quelle buone maniere in porto | Blog di Marenauta

Di Inserito il 4 Febbraio 2020 In Vita a bordo

Vita a bordo

Galateo in barca: quelle buone maniere in porto

La barca è un microcosmo dove i piccoli spazi, la convivenza forzata, la gestione delle risorse comuni impongono precise regole di comportamento che bisogna rispettare se non si vuole trasformare la crociera in un incubo. L’etichetta in barca non significa solo essere piacevoli ed educati con gli altri, ma non essere d’intralcio durante le manovre, non disturbare il riposo degli altri membri dell’equipaggio, non creare situazioni pericolose o imbarazzanti e comunque non contribuire a rendere l’atmosfera di bordo pesante. Per non parlare del rispetto delle norme di navigazione e verso l’ambiente che ci circonda.

Visto con occhi di un profano che non è mai salito a bordo, il galateo in barca può sembrare una cosa d’altri tempi, un vezzo di un’epoca ormai andata. In realtà è vero il contrario, tutte queste regole non scritte sono ancora oggi ben presenti e ritenute fondamentali da chi “vive” davvero la barca a vela. Purtroppo negli ultimi anni si sono avvicinati alla nautica persone che anche nella vita comune non sanno comportarsi, figuratevi in barca dove sembra che tutto sia concesso e possibile, quasi in una sorta di “porto franco” della mala educazione. Il galateo del buon marinaio andrebbe sempre rispettato e anzi sarebbe bene fare tesoro di questa convivenza civile che andrebbe rispettata sia quando si è in navigazione che quando si è ormeggiati in porto. In questo caso infatti non si tratta di educazione verso gli altri membri dell’equipaggio, ma anche verso le altre imbarcazioni che ci circondano, ci stanno vicine e i rispettivi skipper e ospiti.

 

L’ingresso in porto, il nostro biglietto da visita

Il bon ton di un equipaggio lo si riconosce dall’ingresso in porto e dal rispetto dei limiti di velocità. La scia di una barca che corre ad alta velocità in porto può generare danni sia alle strutture del porto stesso che alle altre imbarcazioni. A voi piacerebbe che mentre siete in quadrato a cucinare la colazione vi si rovesci il caffé per l’improvviso rollio della barca? Anche l’ordine di bordo e la preparazione dell’equipaggio alla manovre di attracco sono una precisa espressione del galateo a bordo. C’è molta differenza tra uno skipper che distribuisce ruoli e compiti, che comunica le sue direttive con calma e autorevolezza, che istruisce il suo equipaggio su come proteggere la propria barca e prendere “contatto” con le altre imbarcazioni ormeggiate rispetto ad un comandante che urla i suoi ordini, magari condendo il tutto con insulti o parolacce. È evidente che in questo secondo caso la reazione istintiva di chi è già in banchina sarà di diffidenza e difficilmente cambierà nel corso della sosta.

C’è l’ormeggio educato e quello “da bulli”

È bene poi assicurarsi sempre di avere ottenuto il permesso dall’autorità portuale prima di prendere l’ormeggio appartenente ad altri. Questo potrebbe essere stato riservato ad un’altra barca che sta per arrivare oppure può non essere adatto alla nostra imbarcazione. Ogni posto in banchina ha degli anelli o bitte dove dare volta alle cime, ma se vi capita di condividere la stessa bitta è corretto incappellare la propria sotto quella già fissata così da evitare di schiacciare quelle del vicino. Bisogna poi gestire i parabordi e le cime fuori bordo in sicurezza e in modo che non vadano a interferire con le altre barche. Una cosa che qualifica il buon marinaio da quello scarso e maleducato è il corretto posizionamento delle drizze e delle cime degli ormeggi. Per le prime è bene assicurarsi che non sbattano quando si alza il vento, mentre per le seconde sarebbe bene predisporre delle molle o degli ammortizzatori che fungono da silenziatori se la barca è soggetta a oscillazioni e rollio.

La privacy nostra e delle barche vicine

Una volta ormeggiati bisogna anche gestire con buon senso ed educazione le risorse offerte e i servizi in banchina. In porto per esempio andrebbero utilizzati solo i bagni del marina e non i propri (a meno di non avere un serbatoio per le acque nere). L’operazione di caricare le batterie, lasciando il motore acceso sopravento ad altri andrebbe evitata per non esporre gli altri equipaggi a fumi, emissioni nocive e rumori.

Una delle operazioni più fastidiose quando si è all’ormeggio in andana è passare sulle altre barche ormeggiate. Generalmente è sempre bene scendere a terra passando sulla parte prodiera così per non invadere la privacy degli altri. Se vi capita di scendere passando sulla barca di altri armatori è obbligatorio chiedere il permesso e camminare piano e scalzi, soprattutto senza saltare o correre. Assolutamente vietato poi è toccare o modificare gli ormeggi, le cime o qualsiasi cosa che non vi appartiene. Se volete cucinare all’aperto abbiate l’accortezza di mettervi sottovento così da non infastidire con fumi ed odori i pozzetti altrui.

La banchina è un bene comune

In generale occorre pensare che le banchine sono un bene comune, quindi non possiamo fare scavalcare agli altri equipaggi le nostre cose ammucchiate oppure la nostra passerella buttata come viene. Allo stesso modo i rifiuti di bordo dovrebbero passare direttamente dalla barca alla raccolta differenziata che ogni marina offre, senza soste intermedie. Inoltre oggigiorno molti diportisti ospitano i loro piccoli “amici” a quattro zampe, cani soprattutto. La gestione delle loro passeggiate e degli inevitabili bisogni fisiologici, va gestita con cura particolare o sarà motivo di scontri e litigi.

Nessuno è libero di fare quello che vuole quando si è nelle vicinanze di altre barche. Durante la notte per esempio è molto piacevole quando si è in coperta o in pozzetto parlare e scambiare quattro parole con i vicini sotto le stelle. In questo caso è sempre bene moderare la voce e tenere la radio molto bassa. Oltre la mezzanotte è d’obbligo spegnere ogni apparecchio che possa provocare rumore come lavastoviglie, lavatrice, etc.

Il bon ton dal distributore di carburante

Quando si lascia il porto all’alba bisognerebbe evitare di fare rumori e chiasso inutili, per non disturbare gli equipaggi che ancora riposano in barca. Se si raggiunge il pontile per fare il rifornimento del carburante, bisogna essere veloci e ricordarsi che altre imbarcazioni sono in attesa. Non si può lasciare lì la barca per andare ad acquistare generi alimentari o altro, come alcune volte si vede fare. Durante l’operazione di rifornimento occorre poi stare attenti a ormeggiare in modo sicuro e a rimanere a bordo, questo farà sì che altre imbarcazioni non possano avvicinarsi troppo. In caso di necessità occorre favorire l’avvicinamento e lo spostamento delle barche che vengono prima e dopo di noi al rifornimento.

Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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