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Bello salire in testa d'albero! Ecco come farlo in sicurezza… | Blog di Marenauta

Di Inserito il 23 Marzo 2021 In Vita a bordo

Vita a bordo

Bello salire in testa d’albero! Ecco come farlo in sicurezza…

Può capitare durante una crociera a vela di salire in testa d’albero per ammirare meglio il panorama, scattare qualche foto per i social ma anche in casi di necessità, se per esempio si deve sciogliere una drizza incattivata o controllare la stazione del vento. Ebbene salire in testa d’albero è sempre un’esperienza elettrizzante, fa parte del bagaglio di un bravo skipper e non deve incutere paura, a meno di non soffrire di vertigini. Basta utilizzare l’attrezzatura giusta, prendere qualche precauzione, essere prudenti e organizzare al meglio la manovra.

Il bansigo è l’ideale per salire lungo l’albero

Tra tutti componenti ideali per salire in testa d’albero il migliore è senza dubbio il bansigo, uno seggiolino fissato a un’imbragatura che offre una postura comoda e sicura. I modelli attuali di bansigo sono costituiti da imbracature essenziali, molto stabili e sicure derivate dall’arrampicata sportiva e che offrono la massima libertà di movimento per il corpo. È bene comunque fare un controllo rapido di tutte le cuciture del bansigo e dell’imbragatura. Dopo avere preparato il bansigo e averlo assicurato a una drizza, è bene indossare anche una cintura di sicurezza collegata a un’altra drizza. In questo modo si avrà sempre una chance in più nel malaugurato caso di cedimenti o rotture.

Cima di sicurezza e sistemi anticaduta

La cima di sicurezza va fissata sull’albero issandola con una drizza. A questa poi dovrete collegare un sistema anticaduta connesso all’imbrago. Quindi vi serviranno due drizze: una viene utilizzata per issare la persona, l’altra per issare la fune di sicurezza. La cima di sicurezza deve avere installato un sistema anticaduta, ossia una rotella che scorre sulla fune di sicurezza e che se aumenta improvvisamente la velocità di discesa si blocca.

Scarpe con grip, protezioni e caschetto

Prima di salire in testa d’albero è importante prepararsi. Meglio indossare vestiti comodi e adeguati, tra cui delle scarpe con un buon grip per aumentare la presa e proteggere i piedi da eventuali contusioni e abrasioni. Anche un paio di pantaloncini serve a sopportare meglio la frizione dell’imbragatura e della cintura di sicurezza, così come i guanti a mezze dita per proteggere le mani. Non è una cattiva idea usare anche delle ginocchiere. Indispensabile invece è l’utilizzo del caschetto. Occorre inoltre sempre assicurarsi che durante la salita nell’area sottostante in prossimità all’albero non deve sostare nessuno.

Salire in testa d’albero è un gioco di squadra

Per utilizzare il bansigo è fondamentale la collaborazione di altri membri dell’equipaggio, soprattutto l’uomo che aziona il winch. Quest’ultimo dovrebbe essere una persona esperta e di fiducia. Quest’ultimo mentre si sale, non mette la drizza sul self-tailing in caso di winch elettrico, ma la tiene sempre tra le mani. Nella malaugurata ipotesi che il winch s’inceppasse infatti chi è in testa d’albero rischia di continuare a salire senza poter intervenire e qualora ciò avvenisse il rischio di infortunio è alto. Chi manovra al winch deve essere sempre pronto a lascare in caso di necessità.

Come salire e scendere senza farsi male

Quando si sale, è bene rimanere vicini all’albero e puntare i piedi, come se si stesse salendo su una parete. Riguardo alla postura bisogna avere l’accortezza di stare con il corpo il più possibile perpendicolare all’albero. Su alberi molto alti, è meglio salire sul sartiame laterale che costituisce una sicurezza in più perché si dispone di un maggior numero di appigli. Quando si raggiunge il punto desiderato, meglio sempre tenersi ben saldi incrociando i piedi intorno all’albero e agganciarsi con una cimetta di sicurezza: onde oltre a evitare il cosiddetto “effetto pendolo” e andare a sbattere sull’albero, infatti, se venisse un malore a chi sta al winch, in questo modo avrete la sicurezza di non cadere.

Per quanto riguarda invece la discesa, questa è più difficile della salita: in quest’ultimo caso infatti si va incontro agli ostacoli e scendendo è più difficile aggirarli, specialmente in punti come gli attacchi delle crocette.

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Appassionato di vela e sport acquatici, esperto di diporto nautico, ha una lunga esperienza come giornalista professionista per testate nazionali e internazionali.

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