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Ecco quali sono i principali venti del Mediterraneo - Marenauta Blog

– 6 Novembre 2021 – Vita a bordo

Vita a bordo

Ecco quali sono i principali venti del Mediterraneo

Un velista dovrebbe conoscere tutti i “trucchi” per interpretare al meglio i segni che la natura ci offre quando sta per cambiare il tempo, sia quando volge al bello che quando preannuncia nuvole, fronti, pioggia e groppi di vento. In tema di fenomeni meteorologici sono innanzitutto i venti gli elementi che uno skipper, ma anche chi fa parte di un equipaggio di una barca a vela, dovrebbe imparare a conoscere durante la navigazione, così come quando ci si trova ormeggiati in porto, magari in procinto di mollare gli ormeggi.

Ecco allora una guida sui venti dominanti che si possono incontrare in Mediterraneo, come si formano, i loro nomi, le caratteristiche e i fenomeni atmosferici a questi associati che devono essere presi in considerazione dai velisti.

Venti Mediterraneo

Cos’è e come si forma il vento

Da un punto di vista meteorologico il vento, cioè le grandi masse d’aria che si muovono, può essere considerato come lo spostamento di un insieme di particelle, ognuna animata da un singolo moto proprio e avente al suo interno caratteristiche uniformi. Le dimensioni di queste particelle sono di norma pari ad alcuni centimetri cubi mentre la loro massa è decisamente più piccola, tanto che basta una lieve variazione di pressione atmosferica a generare lo spostamento di grandi quantità di queste particelle e, conseguentemente, venti di diversa portata.

L’aria, in pratica, si comporta come un fluido che si sposta sotto l’effetto di continue variazioni di pressione. L’intensità dei venti dipende invece da un più complesso sistema di forze che comprendono variabili, come per esempio la stessa pressione atmosferica ma anche il moto di rotazione dell’asse terrestre, oltre che naturalmente parametri più “semplici”, come la temperatura dell’aria e l’indice di umidità. È per questo motivo che, secondo le caratteristiche peculiari di queste variabili che si trovano sui mari italiani, alcuni venti sono quelli predominanti per direzione e intensità tra tutti quelli che possono scaturire nell’atmosfera e che sono elencati nella rosa dei venti. Ovvero si tratta di Maestrale, Tramontana, Bora (o Grecale), Levante, Scirocco, Ostro, Libeccio e Ponente.

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Maestrale

Noto anche col nome francese di “Mistral”, il Maestrale è il vento che soffia da Nord Ovest e che segue soprattutto i fronti freddi delle perturbazioni. Proprio per questo motivo è caratterizzato da aria piuttosto secca e associato a un cielo coperto con nubi di tipo cumuliforme, oltre che a manifestazioni temporalesche e a repentine diminuzioni della temperatura. Si chiama Maestrale perché dall’isola di Creta, punto di riferimento della Rosa dei Venti, questo vento soffia da Nord Ovest in corrispondenza di Venezia, soprannominata nell’antichità “magister” o “magistra”. Può raggiungere un’intensità anche di 40-50 nodi e incrociare e rendere ancora più pericoloso il mare già agitato dal Libeccio, risultando così particolarmente temuto dai naviganti. Un caso tipico di presenza del Maestrale nelle zone costiere del Tirreno settentrionale è rappresentato dal passaggio sull’Italia di un fronte di aria fredda proveniente appunto da Nord Ovest.

Tramontana

La Tramontana è invece il vento freddo che soffia da Nord, in particolar modo nei momenti in cui si è appena dissolta una perturbazione. Per questo motivo con Tramontana il cielo è di norma sempre sereno e molto terso. Lo si trova soprattutto sui mari dell’Italia settentrionale, cioè Ligure e Alto Adriatico. è un vento freddo proveniente da nord, porta bassa umidità e quindi cielo sereno o poco nuvoloso (Tramontana “chiara”); il suo nome deriva dal fatto che a Creta, isola prevalentemente montuosa, attraversa le montagne da Nord a Sud. Può verificarsi a cielo sereno, oppure con cielo nuvoloso e precipitazioni quando è associata ad un sistema perturbato. Quest’ultimo caso è, appunto, quello detto di “tramontana scura” che, nella Riviera ligure, spinge giù dall’arco appenninico e alpino le perturbazioni provenienti da settentrione. Il nome tramontana è stato erroneamente associato a “tramonto” nonostante esso spiri da Nord, in realtà esso deriva dalla descrizione latina “intra montes” che si riferisce al fatto che esso spiri dal cuore delle alpi, punto in cui si genera, quindi dal nord storicamente conosciuto dai romani.

Venti Mediterraneo

Bora o Grecale

Il Grecale arriva da Nord Est ed è tipico di una cattiva stagione in rapido avvicinamento. Nella zona dell’Adriatico settentrionale sulle coste del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria croata prende normalmente il nome di Bora e si manifesta in particolari condizioni di pressione. Il Bora nome deriva dal fatto che è un vento settentrionale, “boreale”, a cui si rifà anche la figura mitologica greca chiamata Borea. La Bora è famosa soprattutto a Trieste, dove soffia specialmente in inverno ed è definita “Bora chiara” in presenza di bel tempo o “Bora scura” in condizioni di tempo perturbato. È detta “porta della bora” quell’interruzione della catena alpina (nelle alpi Giulie) tra il monte Re (in sloveno Nanos) e il monte Nevoso (in sloveno Sneznik). È qui che si incanala l’aria che letteralmente casca sull’Adriatico, investendo Trieste e attenuandosi a Nord e a Sud, a Monfalcone e nella parte settentrionale dell’Istria. La bora prosegue il suo cammino lungo la direzione acquisita, giungendo a volte fino a Venezia, a Chioggia in particolare, causando un vivace moto ondoso. Questo tipo di vento può raggiungere velocità di 150 kilometri all’ora.

Levante

Il Levante è un vento generalmente debole che spira da Est verso Ovest nel Mediterraneo occidentale. Il vento si origina nel centro del Mediterraneo al largo delle Isole Baleari e soffia verso Est per raggiungere la sua massima intensità attraverso lo Stretto di Gibilterra. La sua influenza è sentita fino in Italia sul Tirreno e sulla parte centro-meridionale dell’Adriatico. È un vento fresco e umido, portatore di nebbiae precipitazioni, riconosciuto come causa di particolari formazioni nuvolose sopra la Baia e la Rocca di Gibilterra, dove può dare provocare mare agitato e trombe marine. Il vento può manifestarsi in qualunque periodo dell’anno, ma ricorre comunemente fra luglio e ottobre. D’inverno, il Levante è spesso accompagnato da piogge forti. Il nome del vento deriva da levante inteso come Est, il punto cardinale da cui ha origine.

Scirocco

Vento proveniente da Sud-Est, caldo e originariamente secco, lo Scirocco parte dal deserto del Sahara, si umidifica attraversando il Mediterraneo e quindi porta nubi e precipitazioni soprattutto nel Nord Italia, dove l’aria sbatte sul versante meridionale delle Alpi e scarica la sua umidità sottoforma di precipitazioni. Nel Mediterraneo settentrionale è temuto per le onde che genera e per l’acqua alta che talvolta sommerge Venezia. A Creta proviene dalla Siria: di qui il nome scirocco. Lo Scirocco secca l’aria e alza la polvere sulle coste del Nord Africa, tempeste sul Mediterraneo e tempo freddo ed umido sull’Europa. Il vento soffia per un tempo variabile da mezza giornata a molti giorni. Molte persone attribuiscono a questo vento effetti negativi sulla salute per via del caldo e della polvere portata dalle coste dell’Africa e della discesa della temperatura in Europa. Lo stesso vento assume il nome di “Jugo” in Croazia e “Ghibli” in Libia. Lo Scirocco che giunge sulle coste francesi contiene più umidità e prende il nome di Marin. Altre sue caratteristiche sono quelle di essere molto umido e di sollevare sul mare un notevole moto ondoso, che è anche quello che dà vita al fenomeno dell’acqua alta a Venezia e nell’Adriatico settentrionale.

Venti Mediterraneo

Ostro (o Mezzogiorno)

Dal latino “Auster”, ossia vento australe Ostro è il nome tradizionale di un vento che spira da Sud nel Mediterraneo. È anche detto “vento di Mezzogiorno”. L’Ostro è un vento caldo e umido portatore di piogge. I suoi effetti sul clima italiano sono piuttosto deboli e poco sensibili. L’Ostro è a volte identificato col Libeccio o lo Scirocco ai quali è simile.

Libeccio

Il Libeccio invece è il vento che proviene dalla direzione Sud Ovest e che è caratterizzato dal fatto di soffiare quasi sempre in modo molto forte e a raffiche che possono raggiungere anche un’intensità di 40 nodi creando pericoli per la navigazione. Davanti alle coste tirreniche dell’Italia solleva normalmente molta onda e può essere tra i più pericolosi per i diportisti con imbarcazioni di dimensioni medio piccole. Sul lato adriatico italiano, molto meno esposto, causa, invece, “Foehn”, caldo e bel tempo, perché scarica la sua umidità sugli appennini.

Ponente

Tra i venti del Mediterraneo il Ponente, anche detto “Zefiro” o “Espero”, è un vento proveniente da Ovest, di moderata intensità, legato a condizioni climatiche regionali. Determina effetti meteorologici simili al libeccio ed è tipico delle perturbazioni atlantiche che attraversano il Mediterraneo da Ovest a Est.  I suoi effetti sono sentiti soprattutto sul Mar Tirreno e sul Mare Adriatico centro-meridionale. Il Ponente è un vento fresco tipico dei pomeriggi estivi; così come il Libeccio può essere portatore di maltempo.

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